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Nissan saluta la Russia ma subisce una perdita di 687 milioni di dollari

Attività cedute all’istituto statale di ricerca dell’automobile (Nami) per 1 euro, strada già seguita dal partner Renault. Il ceo della Losanga, de Meo intensifica i colloqui con Geely

di Alberto Annicchiarico

Lo stabilimento Nissan a San Pietroburgo (Reuters)

2' di lettura

Nissan ha deciso di cedere le sue attività in Russia all’istituto statale di ricerca dell’automobile (Nami) per 1 euro, subendo una perdita di circa 687 milioni di dollari e lasciando il paese mesi dopo essere stata costretta a interrompere la produzione nello stabilimento di San Pietroburgo, a causa delle interruzioni sulla catena di approvvigionamento. In mancanza di cambiamenti delle condizioni, la casa guidata dal ceo Makoto Uchida ha deciso di abbandonare il Paese. Il titolo ha chiuso in negativo: -2,08%.

L’accordo darà a Nissan il diritto di riacquistare l’attività entro sei anni, ha affermato il ministero dell’industria e del commercio russo. La casa di Yokohama ha confermato le stime sugli utili per l’anno finanziario che si concluderà a marzo. Il principale azionista di Nissan e partner nell’Alleanza con Mitsubishi, Renault, a maggio aveva venduto per un rublo la sua partecipazione azionarianella casa automobilistica russa Avtovaz, che valeva il 10% dei ricavi del costruttore francese.

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Anche il partner dell’Alleanza con Renaul, Mitsubishi Motors, sta valutando l’uscita dalla Russia, ha scritto il quotidiano Nikkei. Ma un portavoce di Mitsubishi ha detto che non è ancora stata presa una decisione.

L’uscita dalla Russia arriva nel momento in cui Nissan ha intrapreso un percorso di riassetto dell’Alleanza (la prima vera ricucitura dai tempi dell’arresto dell’ex patron Carlos Ghosn, nel 2018) del suo rapporto con Renault, che è anche il primo azionista con il 43%. I due partner hanno fatto sapere lunedì di essere in trattative sul futuro della loro alleanza. Nissan sta valutando di investire nello spin-off che Renault intende dedicare allo sviluppo del business dei veicoli elettrici. Non è esclusa la possibilità che Renault venda parte della sua partecipazione di controllo in Nissan.

Intanto l’amministratore delegato della Renault, Luca De Meo, ha confermato la ricerca di un partner che acquisisca una quota della parte dell’azienda dedicata ai motori a combustione. Il candidato numero uno è il gruppo cinese Geely. De Meo ha risposto a una domanda sulle discussioni in corso tra Renault e Geely dopo aver visitato una fabbrica in Corea del Sud che la Renault gestisce proprio in joint-venture con il gruppo presieduto dal magnate Li-Shufu.

«Questo - ha detto de Meo - è il tipo di settore o industria in cui è necessario fare un gioco di scala per trovare sinergie e ridurre i costi per gli utenti». Il progetto intende «proiettare le nostre auto con motore a combustione nel futuro. Abbiamo bisogno di un partner per fare questo e lo stiamo facendo». De Meo ha aggiunto che la Renault tiene al corrente il governo, azionista di Renault, sull’evoluzione della vicenda.

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