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Nissan, nuova leadership. Il ceo è il numero 1 per la Cina, Uchida

Gli amministratori della casa giapponese, compresi quelli del principale azionista, Renault, hanno votato all'unanimità


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2' di lettura

Makoto Uchida, senior vice president e capo della filiale cinese di Nissan è stato nominato ceo del gruppo. Il nome di Uchida, 53 anni, circolava tra i possibili candidati assieme ad altri due giapponesi: Yasuhiro Yamauchi e Jun Seki, che sarà vice chief operating officer. La casa automobilistica giapponese, che sta rivedendo la sua gestione in seguito all'espulsione dell’ex numero uno Carlos Ghosn, travolto da una vicenda giudiziaria perché accusato di avere utilizzato milioni di dollari dell’azienda a scopi personali (è in attesa di processo a Tokyo), ha inoltre nominato l'indiano Ashwani Gupta chief operating officer (coo). Gupta è attualmente chief operating officer dell'alleanza Nissan-Mitsubishi.

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Makoto Uchida risponde alla stampa durante l’International Motor Show di Shanghai, lo scorso 16 aprile.(Kyodo News via AP)

«È richiesta una forte leadership», ha dichiarato Yasushi Kimura, presidente di Nissan, in una conferenza stampa. «La guida del gruppo sarà più trasparente». Gli amministratori di Nissan, compresi quelli del principale azionista, Renault, hanno votato all'unanimità a favore dei nuovi dirigenti. Il tempo dirà se la “triade” appena formataUchida-Gupta-Seki andrà d’accordo e riuscirà a frenare il crollo della redditività e il calo delle vendite, oltre a rinverdire l’alleanza con il partner-chiave e principale azionista Renault messa sotto pressione dagli atteggiamenti antifrancesi del precedente ceo Hiroto Saikawa, assecondati da una parte consistente del management. Sarà da vedere quindi come potrà evolvere il rapporto non facile tra i due partner, arrivato al top della tensione quando Renault è stata a un passo dall’alleanza con Fiat Chrysler.

Uchida, che era stato giudicato un outsider e quindi non era accreditato di potersi gudagnare le preferenze per il ruolo che gli è stato affidato, è il successore di Hiroto Saikawa, costretto a dimettersi dopo aver ammesso di essere stato indebitamente pagato in eccesso.

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