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Nitrato d’ammonio: che cos’è, chi lo usa e perché è così esplosivo

Impiegato normalmente come fertilizzante, è presente nel ghiaccio istantaneo. È stato spesso usato dai terroristi per costruire ordigni, essendo facilmente reperibile e poco costoso

di Sara Deganello e Carlo Andrea Finotto

L’inferno di Beirut: danni per oltre 10 miliardi di dollari

Impiegato normalmente come fertilizzante, è presente nel ghiaccio istantaneo. È stato spesso usato dai terroristi per costruire ordigni, essendo facilmente reperibile e poco costoso


4' di lettura

Halifax è una cittadina fiorente di circa 65mila abitanti sulle sponde canadesi dell’oceano Atlantico, in Nuova Scozia. L’economia va bene anche perché la città ha una posizione strategica per il traffico navale, mercantile e militare da e per l’Europa. Siamo nel 1917 nel pieno della Prima guerra mondiale.

Quasi centotré anni esatti dopo il nome di Halifax torna a rimbalzare sui social e sui media per la drammatica somiglianza tra l’esplosione di Beirut, in Libano, del 4 agosto 2020 e quella del 6 dicembre 1917 in Canada.

Il disastro di Halifax

Quel giorno il porto è molto trafficato: come sempre del resto. Al mattino presto la nave norvegese Imo è appena salpata con destinazione New York (dove dovrebbe caricare materiale umanitario per il Belgio), contemporaneamente la nave francese Mont Blanc sta entrando in porto: il suo obiettivo è unirsi a uno dei convogli che vengono organizzati dagli alleati per attraversare l’Atlantico sfuggendo agli attacchi degli U-boot tedeschi. Nel 1915 uno di questi aveva affondato il transatlantico Lusitania, provocando oltre 1.300 morti. La tragedia contribuì a orientare l’opinione pubblica Usa contro la Germania e favorì l’entrata in guerra degli Stati Uniti.

La Mont Blanc è imbottita di esplosivo: trasporta 250 tonnellate di Tnt, 246 tonnellate di benzolo facilmente infiammabile, oltre 60 tonnellate di nitrocellulosa (fulmicotone) e 2.300 tonnellate di acido picrico oltre a un quantitavo di munizioni. Così, quando dopo una serie di incomprensioni e manovre sbagliate, la Imo sperona la nave francese il disastro è innescato. La Mont Blanc prende fuoco, i marinai la abbandonano e la nave vaga fuori controllo nel porto di Halifax fino a finire contro una banchina. Quando le fiamme raggiungono l’esplosivo la deflagrazione è enorme: la potenza calcolata è di circa 3 chilotoni, le vittime circa 2mila. La città è devastata. Come Beirut il 4 agosto 2020.

Nitrato di ammonio

Il principale responsabile della strage di Beirut – conferme ufficiali definitive non ce ne sono ancora – è il nitrato di ammonio. Sarebbe questa, infatti, la sostanza stipata nel deposito che esplodendo ha distrutto il porto e parte della capitale libanese.

Il nitrato di ammonio, la cui formula chimica è NH4NO3, viene impiegato normalmente come fertilizzante in agricoltura. È anche il componente principale del cosiddetto ghiaccio istantaneo, utilizzato in ambito medico o sportivo per alleviare il dolore in caso di contusioni o traumi. In forma pura si presenta come solido bianco cristallino che si scioglie facilmente in acqua.

Ma il nitrato di ammonio viene utilizzato anche per la produzione di esplosivi. Grazie a una serie di caratteristiche è impiegato in campo civile e minerario. Tuttavia, il fatto di essere facilmente reperibile e relativamente poco costoso lo rendono tra le sostanze preferite anche dai gruppi terroristici.

Tra i primi ad aver sfruttato il nitrato di ammonio come esplosivo ci sono i tedeschi, che lo impiegarono nelle bombe durante la prima guerra mondiale.

L’attentato di Oklahoma City e gli altri attacchi terroristici

Sono gli indipendentisti irlandesi dell’Ira, però, che inaugurano l'era dell'uso del nitrato di ammonio da parte delle organizzazioni terroristiche: il primo attacco conosciuto risale al 1992, a Londra. L’attentato di Oklahoma City, negli Stati Uniti, nel 1995 è forse uno dei più famosi tra quelli che vedono impiegata questa sostanza: muoiono 168 persone.

Poi il nitrato compare nel 2002 a Bali, nell’attentato che uccide oltre 200 persone, e nell’azione terroristica di Oslo portata a termine dall’estremista di destra Anders Breivik.

Diversi anche gli incidenti. Nel 1947 si verifica quello che è conosciuto come “il disastro di Texas City”, con la distruzione di tre mercantili sulla baia di Galveston e la morte di 581 persone. Più di recente si registrano degli incendi in una fabbrica di fertilizzanti ancora in Texas e in un magazzino ad Atene, nel 2014. Da ricordare anche le esplosioni al porto di Tientsin, in Cina, del 12 agosto 2015 che uccisero 173 persone.

Come si innesca l’esplosione

Chimicamente il nitrato di ammonio è una sostanza stabile: può essere immagazzinato indefinitamente senza decomposizione. Ha proprietà ossidanti e questo spiega perché in presenza anche di piccole quantità di sostanze combustibili le sue proprietà esplosive sono drasticamente alterate. Come si legge nello studio Nitrato d'ammonio: un secolo di esplosioni di Christian Pasturenzi, Lucia Gigante, Paolo Cardillo (ISSI - Divisione Stazione Sperimentale per i Combustibili): «Si è talvolta verificata l'accensione e la combustione di sacchi di iuta che hanno contenuto il nitrato d'ammonio, non sufficientemente puliti e lavati, posti in vicinanza delle linee del vapore a 100 °C. Riscaldato a 200°C con amminosolfati dà luogo a deflagrazione, perciò esiste il pericolo di un'esplosione accidentale quando il nitra-to d'ammonio entra in contatto con tessuti resi ignifughi con queste sostanze. A caldo (80-100°C) perde un po'di ammoniaca e diventa acido; questo spiega la reattività sotto i 100°C con un certo numero di sostanze come la cellulosa».

Lo studio spiega anche le conseguenze dell’esplosione e la formazione di gas dalla sua vaporizzazione: «Il nitrato d'ammonio, sottoposto a riscaldamento, vaporizza anche prima del suo punto difusione (169,9°C); i vapori si dissociano reversibilmente in acido nitrico e ammoniaca».

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