ARTE CULINARIA E FORMAZIONE

Nnumari, così il cibo unisce le due sponde del Mediterraneo

Dal 2 al 4 ottobre a Licata la manifestazione voluta dal cuoco Pino Cuttaia che chiamerà a raccolta cuochi, produttori, comunicatori, studiosi ed esperti con l'obiettivo di elaborare un manifesto che valorizzi la cultura e la sostenibilità della filiera del Mediterraneo

di Fernanda Roggero


Progetto di chef Cuttaia per filiera sostenibile nel Mediterraneo

3' di lettura

A volte è solo questione di prospettive. Prendi il Mediterraneo. Un mare che divide l'Europa dal Nord Africa. Ma se lo guardi dall'alto, come in una bellissima opera di Michelangelo Pistoletto, diventa un medium che unisce queste terre. Che mette in contatto storie, culture, saperi e tradizioni. Dove tutto si amalgama e arricchisce. Nnumari. Nel mare. Ed è proprio così che Pino Cuttaia, cuoco siciliano di poche parole e tanto cuore, ha voluto chiamare la manifestazione in cui il mar Mediterraneo diventa il centro di esperienze, condivisioni e progetti (compresa qualche piccola utopia).

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Nnumari si svolgerà a Licata - dove stanno le radici di Cuttaia - e chiamerà a raccolta cuochi, produttori, comunicatori, studiosi ed esperti con l'obiettivo di elaborare un manifesto che valorizzi la cultura e la sostenibilità della filiera del Mediterraneo. Il fine ultimo è costruire assieme modelli di sviluppo sociali e ambientali replicabili e condivisi.

Alleanze virtuose
Perché l'idea nasce da un cuoco? “Perché il cuoco mette nel piatto la sintesi di tanti mestieri diversi” spiega Cuttaia. In maniera sempre più consapevole. Non a caso lui e i suoi colleghi più attenti hanno da tempo creato una rete di stretta collaborazione con i fornitori che condividono la stessa filosofia sostenibile: vere e proprie alleanze virtuose.
A Licata si parlerà dei modi per rendere sempre più efficaci e trasversali queste reti, si ascolteranno le esperienze di chi abita le altre sponde del Mediterraneo e, soprattutto, si coinvolgeranno i giovani. Coloro ai quali spetta rendere questi progetti realtà viva.
Intensa è infatti la collaborazione con Unimed, l'Unione delle Università del Mediteraneo, che riunisce 124 università di 23 Paesi. Esiste un'identità mediterranea? Se lo è chiesto il presidente di Unimed Marcello Scalisi. Naturalmente la risposta è sì, ma questa identità “va coltivata e sviluppata”. Grazie ad Erasmus, ha ricordato, i Millennials si sentono davvero cittadini europei, perché allora non creare allo stesso modo una “generazione mediterranea?”.

La formazione
A questo proposito durante Nnumari si svolgerà una summer school, un progetto di formazione rivolto a 15 studenti, di cui 11 donne, provenienti da 11 diversi paesi del Mediterraneo. Tre le parole d'ordine: eredità, cultura, futuro.
Altrettanta attenzione sarà riservata agli studenti degli istituti alberghieri che vanno sensibilizzati alla sostenibilità del mare e delle economie che ci girano intorno.
“Durante il percorso della mia carriera ho capito come la Sicilia, il mio territorio, sia il frutto delle contaminazioni dei popoli che hanno vissuto in questa terra - dice Cuttaia -. L'arte culinaria del mio territorio non è altro che il frutto di queste diverse esperienze». «Mi sono accorto che i miei gesti sono simili ai gesti di altri cuochi e i miei viaggi mi hanno portato a capire che il territorio sul quale insisto ogni giorno è simile in tutti i Paesi del Mediterraneo con la sola differenza del microclima, della stagionalità, degli usi e dei costumi di ognuno di essi. E così ho capito che è arrivato il momento di realizzare un convivio che ho voluto intitolare ‘nnumari, nel mare, perché la mia cucina dipende dalla sopravvivenza di questo mare. Siamo parte del Mediterraneo e viviamo tutti in terre unite dal mare; abbiamo tutti problemi in comune e abbiamo il dovere di trovare soluzioni insieme con l'unico scopo di studiare modelli comuni di sviluppo economici, sociali, ambientali sostenibili. Difendere la filiera oggi significa anche conservare la propria identità”.
Appuntamento a Licata dal 2 al 4 ottobre, con incontri, masterclass, testimonianze, confronti. E sì, naturalmente anche showcooking.

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