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No al beneficio prima casa per la coppia che compra due appartamenti ma non li unisce

I contribuenti devono provare di aver rispettato l’impegno assunto in sede di rogito di accorpare le due unità immobiliari e che l’abitazione, risultato della fusione, non è di lusso

di Patrizia Maciocchi

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I contribuenti devono provare di aver rispettato l’impegno assunto in sede di rogito di accorpare le due unità immobiliari e che l’abitazione, risultato della fusione, non è di lusso


2' di lettura

Perde il diritto al trattamento fiscale di favore previsto per la prima casa la coppia che compra due appartamenti comunicanti, con l’impegno di accorparli in un’unica abitazione ma non lo fa. Il beneficio è escluso, anche se risulta che nel caso di fusione, le due unità immobiliari non sarebbero rientrate nella categoria “lusso”. La Cassazione (sentenza 21614) accoglie il ricorso dell’Agenzia delle Entrate che aveva perso i due precedenti gradi di giudizio. Le Commissioni avevano, infatti, dato ragione agli acquirenti benché non avessero rispettato l’impegno di accorpare le due case effettuando la fusione catastale, perché le avevano destinate a loro abitazione principale: l’unica in loro possesso.

La sentenza

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Non importa l’accatastamento, conta solo la “fusione”

La Suprema corte precisa che a far perdere il benefit non è il mancato accatastamento dell’unità abitativa, ma il fatto che, oltre i tre anni previsti dalla norma, gli immobili siano rimasti divisi. La Suprema corte ricorda che nelle agevolazioni previste per l’acquisto della prima casa, rientra anche «l’accorpamento di unità immobiliari finitime», purché entro i tre anni indicati per l’accertamento diventino un unico appartamento. E non è necessario che entro la stessa data «si sia provveduto all’accatastamento dell’unica unità abitativa così realizzata». Ad essere rilevante è solo la fusione e provarla spetta al contribuente, che ha l’onere aggiuntivo di dimostrare che l’alloggio realizzato rientra per superficie, numero di vani e altre caratteristiche nella categoria “non di lusso”.

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Ininfluente che le case anche se unite non siano di lusso

Mentre non importa la mancata unificazione ai fini catastali. Nel caso esaminato le due case erano usate come abitazione principale dai contribuenti e, appartenendo alla categoria A3, non sarebbero rientrate comunque tra le abitazioni di lusso, anche se unite, perché prive delle pregevoli caratteristiche architettoniche. Circostanze che avevano convinto le commissioni, ma non la Cassazione che dà ragione al Fisco.

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