Cassazione

No ai dati della vittima di violenza se non sono indispensabili per la notizia

Non vanno pubblicate le generalità della donna vittima di violenze da parte del marito a meno che non ci sia un interesse dell’opinione pubblica e non sia essenziali per l’informazione

di Patrizia Maciocchi

(AdobeStock)

2' di lettura

Stop della Cassazione ai media del dolore. Il giornalista non deve pubblicare i particolari dei fatti e le generalità della donna vittima di violenza da parte del marito, a meno che non siano essenziali per la notizia e non ci sia un interesse dell’opinione pubblica a conoscerli. Una valutazione che va fatta caso per caso e che fa scattare, in assenza delle condizioni, il diritto al risarcimento per la lesione della dignità della persona.

Il bilanciamento tra diritto di cronaca e dignità della persona

Loading...

La Cassazione (sentenza 4690) accoglie il ricorso della signora che aveva perso la causa in Tribunale. Per i giudici di merito, infatti, il diritto di cronaca era prevalente sul diritto alla privacy. Una conclusione raggiunta valorizzando la verità dell’informazione e la continenza nella narrazione dei fatti, senza però indagare sul requisiti dell’essenzialità dei “dettagli” per la completezza dell’informazione. La Suprema corte non è d’accordo. E ricorda che la dignità umana, in un giudizio di comparazione con il diritto di manifestazione del pensiero, può subire un ridimensionamento, solo se il diritto di cronaca resta nel solco segnato dal legislatore, anche rispetto all’essenzialità della notizia. La dignità dell’interessato - precisano gli ermellini - è valore sommo che non può essere sacrificato sull’altare dell’informazione, quando la notizia si reggerebbe comunque anche senza i dati della parte lesa.

La sentenza

Visualizza

Il Codice deontologico

Il ragionamento della Cassazione è supportato anche dal Codice deontologico dei giornalisti che, essendo richiamato dal Dlgs 196/2003 e pubblicato nella Gazzetta ufficiale, ha valore di fonte normativa. Secondo il Codice di autoregolamentazione, il giornalista che non rispetta l’articolo 8 in tema di tutela della dignità della persona risponde, oltre che all’Ordine per le sanzioni disciplinari, anche civilmente della sua condotta. La norma citata dalla Corte, prevede il divieto, salva l’essenzialità della notizia, di fornire informazioni o pubblicare immagini e foto dei soggetti coinvolti in fatti di cronaca lesivi della dignità della persona.

I dettagli inutili della violenza

Né è possibile soffermarsi sui dettagli della violenza a meno che questi non abbiano una rilevanza sociale. Accertamenti che vanno condotti caso per caso. Verifica che il Tribunale non ha fatto, dando per scontato l’interesse a conosce i particolari della violenza: dati della vittima compresi.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti