No green pass

Scontri a Roma, il 20 ottobre alla Camera mozione Pd su Forza Nuova. Draghi valuta scioglimento

La mozione del Pd e l’iniziativa autonoma del centrodestra. Mattarella: molto turbati, non preoccupati. Bonomi: ferma condanna di Confindustria per assalto a Cgil

Aggiornato il 12 ottobre 2021, ore 13:20

Draghi alla sede Cgil: l’abbraccio con Landini

5' di lettura

Si svolgerà il 20 ottobre in Aula a Montecitorio la discussione della mozione del Pd, presentata dalla capogruppo Serrachiani, sullo scioglimento di Forza Nuova e delle organizzazioni neofasciste. Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo di Montecitorio. Intanto il Governo valuta lo scioglimento di formazioni di ispirazione fascista come Forza Nuova. Tra le ipotesi, quella di agire con un decreto. Sarebbe la prima volta, dopo lo scioglimento di Ordine nuovo e Avanguardia nazionale negli anni ’70. La valutazione in corso poggia sulla Costituzione e sulla legge Scelba, che permette di agire contro chi persegua finalità antidemocratiche «minacciando o usando la violenza» contro le libertà e la democrazia.

In Parlamento la mozione del Pd

A sciogliere Forza Nuova e «tutti i movimenti politici di chiara ispirazione neofascista» punta la mozione del Pd arrivata nel frattempo in Parlamento. I dem la sottoscrivono in blocco, sia alla Camera che al Senato. I gravi fatti accaduti «non solo nulla hanno a che vedere con la libertà fondamentale di manifestazione del pensiero», ma mettono in evidenza come «movimenti di estrema destra, dediti talvolta a rievocazioni considerate folcloristiche del passato regime, abbiano compiuto un salto di qualità», riuscendo ad «infiltrarsi e ad intercettare» le proteste e il malumore di chi non condivide la politica messa in atto dal Governo sul green pass. Enrico Letta chiama tutti i partiti all’unità e lancia un appello perché lo scioglimento di Forza Nuova «sia vissuto come un gesto unitario e non di parte».

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La contromossa di Meloni (FdI): mozione contro tutte le realtà eversive

Ma all’invito Dem ha fatto seguito il no dall’intero arco del centrodestra che ha rilanciato a proponendo un’altra mozione «contro tutte le realtà eversive». Per Giorgia Meloni «il vero intento del Pd è far fuori Fdi, il primo partito italiano», da qui la controproposta che i dem votino anche la mozione del centro-destra. La replica del Pd: «Non faccia la vittima».

Lamorgese in Aula Camera il 19 ottobre, FdI protesta

Il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese riferirà nell’Aula della Camera sui fatti di Roma e Milano verificatisi sabato 9 ottobre il 19 ottobre alla 14: è la disponibilità che il governo ha comunicato alla conferenza dei Capigruppo a Montecitorio. Fdi, con Francesco Lollobrigida, avrebbe insistito per un anticipo dell’informativa urgente.

Comunicato Forza Nuova, quattro indagati

Intanto i firmatari del comunicato di Forza Nuova, pubblicato domenica 10 ottobre, in cui si afferma che «il popolo ha alzato la testa» e che «il livello dello scontro non si fermerà», sono indagati dalla Procura di Roma per istigazione a delinquere aggravata dall’utilizzo di strumenti informatici. I quattro, Giuseppe Provenzale, Luca Castellini, Davide Cirillo e Stefano Saija, sono iscritti nel filone che ieri ha portato all’oscuramento del sito web dell’organizzazione di estrema destra. Nel loro confronti i pm contestano l’avere istigato «pubblicamente a commettere una pluralità di delitti e contravvenzioni».

Il sequestro del sito internet

Su richiesta della Procura di Roma la Polizia Postale ha notificato un provvedimento di sequestro del sito internet del movimento di estrema destra. L’attività rientra nell’indagine avviata dai pm di Roma e relativa anche agli scontri avvenuti sabato nel centro della Capitale e che ha portato all’arresto di 12 persone. Il reato per cui si è proceduto è quello di istigazione a delinquere aggravato dall’utilizzo di strumenti informatici o telematici. Un altro sito, quella della Cgil, è risultato irraggiungibile per un attacco hacker. Si tratta - hanno spiegato dal sindacato - di un’azione informatica di disturbo, volontaria e strutturata, ovvero con la tipologia di fenomeno informatico malevolo denominato “attacco DDoS” (Denial-of-service attack), un fenomeno, occorso in più riprese a partire da sabato scorso.

Landini: grazie Draghi, significato importante

Il presidente del Consiglio Mario Draghi ha visitato nella mattinata di lunedì 11 la sede nazionale della Cgil per portare la solidarietà del governo al segretario Maurizio Landini, dopo l’assalto subito sabato dalla sede del sindacato da parte di un gruppo di manifestanti no green pass guidati dagli esponenti di Forza Nuova. «Ho ringraziato il presidente Draghi. La sua visita ha un significato molto importante. Ha voluto manifestare la vicinanza suo delle istituzione e del Governo per impedire il ritorno a un passato che non vogliamo non ritorni. È un fatto non scontato ma particolarmente importante e significativo». Così il segretario Cgil Maurizio Landini dopo aver incontrato il presidente del Consiglio Mario Draghi. «Non ho avuto minacce fino ad ora né me lo sarei aspettato. Non avevamo nessun segnale» ha poi detto il numero una della Cgil, Maurizio Landini parlando a una conferenza stampa alla stampa estera.

Mattarella: molto turbati, non preoccupati

«Il turbamento è stato forte, la preoccupazione no. Si è trattato infatti di fenomeni limitati che hanno suscitato una fortissima reazione dell’opinione pubblica» ha commentato il presidente Sergio Mattarella da Berlino rispondendo ad una domanda del presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier sugli incidenti di Roma e l’assalto alla Cgil.

Bonomi: ferma condanna di Confindustria per assalto a Cgil

«Esprimiamo una ferma condanna a quanto accaduto sabato e a qualsiasi forma di estremismo. Nessun profittatore deve trarre vantaggio dalla violenza» ha detto il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi - ospite stamattina a Reggio Emilia all’inaugurazione di un digital automation lab di Unindustria locale - commentando l’assalto alla sede della Cgil a Roma. «Credo che, assieme alle organizzazioni sindacali, la miglior risposta che possiamo dare è realizzare il patto per la crescita invocato anche dal premier Draghi. Potremmo non andare d’accordo, ma ricordiamo che andiamo tutti nella stessa direzione, ossìa il bene del Paese», ha continuato Bonomi, per il quale l’obbligo di green pass nei luoghi di lavoro che entra in vigore il 15 ottobre «va rispettato in maniera rigorosa».

«Non è una posizione per tutelare solo le nostre imprese - ha spiegato Bonomi . Anzi, sappiamo che potrebbe esporci a carenze di personale. Ma il nostro spirito è un altro, abbiamo una responsabilità nazionale. Le fabbriche devono essere luoghi non solo di lavoro e reddito, ma di sicurezza per la comunità. Chi non rispetta l’obbligo, si mette fuori da patto di coesione sociale nazionale»


Procura Roma apre due inchieste

Sono intanto due i fascicoli di indagine avviati dalla Procura di Roma in relazione agli scontri avvenuti sabato nel cuore della Capitale. I pm hanno diviso in due “livelli” l’azione di indagine: il primo riguarda i sei arrestati, ritenuti promotori della rivolta, con l’irruzione nella sede della Cgil, tra cui Roberto Fiore, Giuliano Castellino di Forza Nuova, l’ex Nar Luigi Aronica, l’attivista Pamela Testa e il leader del movimento IoApro, Biagio Passaro. Per loro i magistrati contestano, al momento, i reati di istigazione a delinquere, devastazione e saccheggio. ll secondo fascicolo riguarda invece gli altri sei arrestati, per i quali è già stata chiesta la convalida, nei confronti dei quali si contestano a seconda delle posizioni, i reato di resistenza, lesioni a pubblico ufficiale e lesioni aggravati.

Provenzano: Meloni fuori da arco repubblicano

Dal Pd si infittiscono anche gli attacchi alla leader di Fdi. «Ieri Meloni aveva un’occasione: tagliare i ponti con il mondo vicino al neofascismo, anche in Fdi. Ma non l’ha fatto. Il luogo scelto (il palco neofranchista di Vox) e le parole usate sulla matrice perpetuano l’ambiguità che la pone fuori dall’arco democratico e repubblicano». Così Peppe Provenzano, vicesegretario del Pd. «In questo modo Fdi - risponde a chi gli fa notare che la sua affermazione è molto forte - si sta sottraendo all’unità delle forze democratiche e repubblicane contro i neofascisti che attaccano lo Stato. Un evidente passo indietro rispetto a Fiuggi»


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