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No trivelle, Italia condannata a pagare 190 milioni per il blocco di Ombrina

di R.I.T.

(Adobe Stock)

2' di lettura

Italia condannata per i no alle trivelle e le mancate autorizzazioni a una piattaforma in Adriatico. La società inglese Rockhopper Exploration ha vinto l’arbitrato internazionale contro l’Italia riguardante la piattaforma petrolifera «Ombrina Mare», che avrebbe dovuto sorgere al largo della Costa dei Trabocchi, in provincia di Chieti, all’altezza di San Vito. A renderlo noto è la stessa multinazionale, con sede nel Regno Unito, che avrebbe dovuto sfruttare il giacimento e che, per i mancati introiti, dato che il progetto è stato bloccato a seguito della contrarietà dei cittadini, si è rivolta al Centro internazionale per il regolamento delle controversie (Icsid). La compagnia petrolifera e del gas, con asset chiave nel bacino delle Falkland Settentrionali, ha diffuso un documento, con data 24 agosto, in cui dice che «è lieta di fornire il seguente aggiornamento sull’arbitrato con la Repubblica d’Italia: lodo arbitrale riuscito, compensazione di 190 milioni di euro più interessi del 4%, capitalizzi annualmente dal 29 gennaio 2016 fino al momento del pagamento».

La Rockhopper in sede di arbitrato ha sostenuto che il mancato rilascio della concessione petrolifera Ombrina mare avesse violato il Trattato sulla Carta dell’Energia. Era stato il Ministero dello Sviluppo nel 2016 a fermare le autorizzazioni per la ricerca di idrocarburi offshore, in mare, entro le 12 miglia dalla costa, cioè poco più di 22 km. L’arbitrato su Ombrina era iniziato nel 2017, e a disporre la sentenza è stato ’International Centre for Settlement of Investment Disputes, in base al Trattato sulla Carta dell’Energia, è l’organismo deputato a gestire controversie internazionali di questo tipo.

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«Non ci sono possibilità concrete di appello e il versamento dovrà essere effettuato entro 120 giorni da oggi. È stata una decisione unanime del triumvirato composto da Klaus Reichert, Charles Poncet e Pierre-Marie Dupuy, che ha stabilito che l’Italia ha violato l’Energy Charter Treaty. La Rockhopper stima che il 20% dei fondi servirà per coprire spese di varia natura, e che il netto per la loro compagnia sarà dell’80% del versato», ha affermato Maria Rita D’Orsogna, fisica e docente universitaria negli Usa e storica ambientalista legata all’Abruzzo, in prima linea nelle battaglie su idrocarburi e costa adriatica. «Il Ceo della Rockhopper. Sam Moody afferma di essere felice di questo risultato perché c’è stato un gran lavoro da parte loro da quando loro hanno comprato la Medoilgas nel 2014 per portare Ombrina alla luce, e da quando hanno iniziato le pratiche dell’arbitrato nel 2017».

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