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No-vax, il filantropo Selz non piace più ai musei

di Giuditta Giardini


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Bernard e Lisa Selz

3' di lettura

L'infallibile modello filantropico statunitense vacilla sotto i colpi delle inchieste delle principali testate nazionali. Uno dopo l'altro i membri dei board dei maggiori musei del paese vengono passati al setaccio e le proteste del pubblico sono sempre dietro l'angolo o dentro le sale dei musei (tutti i giorni al Brooklyn Museum ed ogni venerdì al Whitney ). Capire da dove vengono finanziamenti privati, lasciti e donazioni è oggi la priorità delle governace dei musei americani.
Dopo l'inchiesta del Washington Post, l'attenzione si sposta dal Whitney con le contestazioni ( Decolonize This Place ) della posizione di Vice Chairmen del Board of Trustees di Warren B. Kanders, titolare della Safariland, nell'Upper East Side di Manhattan, verso la Frick Collection . Membro del board of trustees e del comitato per gli acquisti della Frick Collection dal marzo 2016 è Bernand Selz, che è passato in poco meno di una settimana da paladino delle arti a bad guy per essere tra i principali finanziatori del movimento anti-vaccini americano. Secondo il WP sarebbero andati ai no-vax tre dei 12 milioni di dollari devoluti per scopi “filantropici” dalla Fondazione Selz.

Ma chi è Bernanrd Selz? Selz, laureato alla Columbia Univerisity di New York, è managing partner del fondo di investimenti Selz Capital LLC, nonché co-fondatore e presidente del fondo Furman Selz, Inc. con sede a Parigi. Tra le passioni di Bernand Selz si annoverano l'archeologia e l'arte, con sua moglie Lisa colleziona arte medievale ed antica, e ha costituito una fondazione eponima. Dopo anni di militanza nei cdz di associazioni no-profit è stato direttore dei Friends of the Musée des Arts Décoratifs e degli American Friends of Les Arts Florissants , poi trustee e benefattore degli American Friends of the Victoria and Albert Museum , del World Monuments Fund , del Walters Art Museum di Baltimora (a cui sono andati nel 2009 1,2 milioni di dollari), del Brooklyn Museum e del Center for Jewish History . Tra i musei beneficiari della filantropia dei Selz si annoverano anche il Penn Museum of Archeology and Anthropology , il Brooklyn Museum, il Dallas Museum of Art , il National Museum of the American Indian , la stessa Frick Collection, il the Ashmolean Museum of Art and Archeology presso la Oxford University (con focus sulla collezione egizia). Per le arti performative, l' American Classical Orchestra , il Jacob Burns Film Center e il Livingston Center for Art and Culture in Montana.

L’istruzione. Nel campo dell'educazione, la Fondazione Selz è il principale sponsor della posizione di curatore di arte asiatica al Brooklyn Museum e di due borse per le cattedre di storia dell'arte medievale e arte pre-Colombiana alla Columbia University. I Selz sono tra i principali benefattori dell'Institute of Fine Arts and Institute for the Study of the Ancient World presso l'altra prestigiosa università newyorchese, NYU e dei collegi LaGuardia Community College (1 millione di $ nel 2014), College of the Redwoods, Hunter College, Marymount Manhattan College e il Goucher College Prison Education Partnership. Non solo collegi, ma anche scuole private hanno ricevuto finanziamenti dai Selz, tra queste il Collegiate School, il Covenant Christian Ministries Academy, il De La Salle Institute, la Harbor Science and Arts Charter School e la Millbrook School. Lisa Selz è membro del board dell'Allen-Stevenson School in New York City.
La filantropia in primis e poi il mecenatismo di Bernand Selz non sembrano far perdonare il sostegno alla causa no-vax. L’aver scelto semplicemente una battaglia sbagliata ha cancellato anni di giuste-cause. I musei e le università che ricevono finanziamenti dai Selz non hanno ancora preso una posizione nel merito della vicenda. L'integrità dei musei ha un prezzo e simili eventi recenti fanno pensare che anche Bernanrd Selz sarà presto liberato dai suoi impegni filantropici con quello stesso “no, grazie” che il Met ha rifilato qualche mese fa a Sackler (lo stesso Sackler dell' ala Sackler del Metropolitan!). La domanda ora è la seguente: quanto potranno andare avanti con tagli e purghe passive i musei privati? Fino a che punto si spingeranno?

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