il premio a nordhaus e romer

Nobel economia: innovazione e tecnologia per la crescita. E per salvare il mondo

di Pierangelo Soldavini

William D. Nordhaus e Paul Romer

3' di lettura

Non è un caso che il premio Nobel dell’Economia assegnato a William Nordhaus e Paul Romer sia arrivato nel giorno in cui l’Ipcc ha lanciato un nuovo allarme sull’evoluzione del clima mondiale e sulle conseguenze drammatiche per la Terra e per il genere umano. Conseguenze che sono in primo luogo ambientali, ma che si trasformano immediatamente in effetti sul piano economico e sociale per l’umanità intera.

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Perché se c’è una certezza, a dispetto di tutti i dibattiti sull’evoluzione del cambiamento climatico in termini prospettici, è che il fenomeno ha portata globale prescindendo dai confini tra gli stati e dalla lontananza geografica. A farne le spese più degli altri, con un innalzamento delle temperature che sarà doppio rispetto a quello globale, sono gli estremi della Terra, i due poli, che evidentemente nessuna responsabilità hanno sul fenomeno. Ma altrettanto chiaramente l’accelerazione dello scioglimento dei ghiacci avrà effetti devastanti sull’innalzamento dei mari, così come sul clima globale.

È chiaro che un fenomeno senza confini richieda in primo luogo un approccio interdisciplinare, non lasciato in mano solo a climatologi o economisti: la soluzione non è unica ma è fatta invece di una serie di soluzioni che integrano e connettono le innovazioni migliori di tutti i campi. Ecco perché il premio Nobel a due economisti specializzati su campi così diversi, dall’innovazoione al cambiamento climatico, ha un grande significato per tutti. Nordhaus ha iniziato a studiare il climate change dagli anni 70 perseguendo un approccio fortemente interdisciplinare, che unisse all’economia anche la fisica e la chimica.

D’altra parte lo stesso Ipcc non si limita a fare i conti con le conseguenze catastrofiche di una temperatura media che già tra dodici anni arriverà a essere 1,5 gradi in più del livello pre-industriale, quando questo era l’obiettivo migliore da raggiungere a fine secolo. Il Gruppo intergovernativo che si occupa del cambiamento climatico per conto dell’Onu ha cercato infatti di mettere a fuoco le possibili contromisure da adottare velocemente per frenare la curva di innalzamaento delle temperature.

Misure che agiscono sostanzialmente su due fronti. In primo luogo una riduzione rapida delle emissioni, nell’ordine del 45% entro il 2030, da conseguire con un taglio secco delle fonti energetiche fossili, fatta anche con un aumento del prezzo delle emissioni, fino a 100 dollari rispetto ai 20-25 attuali. E Nordhaus ha sostenuto nei suoi studi che proprio l’adozione di una schema per far pagare in maniera omogenea a tutti i paesi le emissioni di gas serra fosse una delle misure più efficaci.

Allarme dell'Ipcc: «Agire subito o sarà catastrofe climatica: necessario ridurre emissioni del 45%»

Ma ridurre il ricorso alle fonti fossili vuol dire anche puntare sull’innovazione delle rinnovabili, per renderle più efficienti e convenienti, in modo da convincere i consumatori ad adottarle in maniera massiccia. Una sfida tecnologica di quelle che piace particolarmente a Romer, convinto più di tanti altri che l’innovazione tecnologica sia il principale volano dello sviluppo economico.

E di tecnologia parla l’Ipcc anche quando indica la seconda strada per la riduzione delle emissioni: l’assorbimento dell’anidride carbonica prodotta, tramite tecnologie di cattura e di storage che la possa utilizzare prima che dispieghi i suoi effetti nell’atmosfera. Su questo fronte le tecnologie sono a oggi insufficienti e quindi serve anche in questo caso una forte spinta dal fronte tecnologico.

Se c’è un appunto che si può fare al rapporto dell’Ipcc è di aver ancora una volta messo l’accento sulla parte negativa, le previsioni devastanti, lasciando solo in secondo piano la parte più positiva, quella degli investimenti, stimati in oltre 500 miliardi di dollari in più all’anno in campo energetico (oltre a quelli attuali che andranno comunque rimodulati).

Ma la parte positiva l’ha aggiunta il premio Nobel. Incentivi e innovazione tecnologica potranno liberare risorse opportune per contrastare il cambiamento climatico. Ma anche per creare posti di lavoro e migliorare la salute dell’umanità.

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