ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa «sfida» allo Zar

Nobel per la pace contro Putin: premio a Bialiatski e alle Ong di Russia e Ucraina

Premiati l’attivista bielorusso in carcere, il Memorial per i diritti civili di Mosca e il Center for Civil Liberties di Kiev. Il Comitato polemizza con Putin

Ales Bialiatski nominato premio Nobel per la pace 2022 assieme alle organizzazioni per i diritti umani di Russia e Ucraina (Reuters)

3' di lettura

La guerra in Ucraina entra di prepotenza nella cerimonia per l’assegnazione del Nobel per la pace 2022. Il riconoscimento è stato assegnato all’attivista bielorusso Ales Bialiatski, al momento detenuto, al gruppo russo «Memorial» e al Center for Civil Liberties ucraino, due organizzazioni per i diritti umani di Russia e Ucraina. Si tratta di «tre eccezionali difensori dei diritti umani, della democrazia e della coesistenza pacifica nei paesi vicini Bielorussia, Russia e Ucraina», ha spiegato la presidente del Comitato norvegese per il Nobel Chair Berit Reiss-Andersen nel suo annuncio.

Ales Bialiatski è detenuto in Bielorussia senza processo. Nella motivazione del premio viene descritto come «uno degli iniziatori del movimento per la democrazia emerso a metà degli anni ’80 in Bielorussia, che ha dedicato la sua intera vita a promuovere la democrazia e lo sviluppo pacifico del suo Paese». Nel 1996 ha fondato l’organizazizone Viasna, che significa Primavera, che poi si è trasformata in un’ampia organizzazione per i diritti umani che documenta e protesta contro il ricorso alla tortura sui prigionieri politici. «Le autorità governative hanno ripetutamente cercato di mettere a tacere Bialiatski che dal 2020 è in prigione senza processo - continua la motivazione - nonostante le tremende difficoltà personali, Bialiatski non ha ceduto di un passo nella sua lotta per i diritti e la democrazia in Bielorussia».

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Nel 2011 il regime di Aleksandr Lukashenko lo ha arrestato per presunta “evasione fiscale”: una condanna che dissidenti e organizzazioni per i diritti umani considerano politicamente motivata. Rilasciato nel 2014, è stato arrestato di nuovo dopo una violenta perquisizione alla sede di Viasna e condannato a una seconda pena di 7 anni, sempre per presunta evasione fiscale, ed è tuttora in carcere.

L’ong russa Memorial fu fondata nel 1989, nel pieno del processo della Perestroika voluto da Mikhail Gorbaciov, quando l’Unione sovietica era vicina al crollo, per studiare e denunciare le violazioni e i crimini commessi durante il terrore imposto dal regime di Stalin. Inizialmente diviso in due sezioni, una per documentare i crimini stalinisti una per i diritti umani nelle zone di conflitto, in area sovietica e anche fuori. Strutturato più come movimento che come organizzazione, al dicembre 2021 Memorial incorporava 50 ong russe e altre 11 da altri Paesi, inclusi Ucraina, Germania, Italia, Belgio e Francia. Memorial è stato messa fuorilegge in Russia 5 aprile di quest’anno come “agente straniero”, in base alla legge putiniana sulle ong, e chiusa.

Il Center fo Civil Liberties (CCL) è una Ong ucraina con base a Kiev, fondata nel 2007 e dedita alla documentazione di crimini di guerra, abusi sui diritti umani e abusi di potere. Nella sue stesse parole, Ccl si autodefinisce «uno degli attori principali in Ucraina, volto a influenzare l’opinione pubblica e la politica, a favorire lo sviluppo di un attivismo civico, partecipa a network internazionali e nelle azioni di solidarietà per promuovere i diritti umani in ambito Osce». Si tratta della prima organizzazione ucraina a ricevere un Nobel per la Pace.

Il senso è onorare «l’impegno in difesa dei diritti umani e del diritto di criticare il potere, di difesa dei diritti dei cittadini per i diritti dei cittadini e contro gli abusi di potere, per aver documentato crimini de guerra». I tre soggetti insigniti della massima onorificenza «hanno compiuto uno sforzo eccezionale per documentare i crimini di guerra, le violazioni dei diritti umani e l’abuso di potere. Insieme dimostrano l’importanza della società civile per la pace e la democrazia», ha detto Reiss-Andersen, aggiungendo che «i vincitori del premio Nobel per la Pace rappresentano la società civile nei loro paesi d’origine. Da molti anni promuovono il diritto di criticare il potere e tutelare i diritti fondamentali dei cittadini».

Quello per la pace è l’unico Nobel non assegnato in Svezia: la decisione presa dal Comitato per il Nobel norvegese è stata resa nota, come impone il rituale, dal Municipio di Oslo. Il Premio Nobel per la Pace è evidentemente contro Putin che «deve smettere di reprimere gli attivisti», sostiene il Comitato nelle sue motivazioni.

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