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Nobili, così le scorte hanno salvato gli ordini

Grazie al ciclo produttivo integrato nello stabilimento di Novara
e l’alta disponibilità dei magazzini la componentistica non è mai mancata

di Claudio Andrea Klun

Risorse umane. La crescita di fatturato di Nobili è stata accompagnata da un aumento anche dell'organico, ma come avviene per molte altre aziende, ci sono difficoltà a reperire la manodopera

4' di lettura

Carlo Nobili Rubinetterie Spa ha chiuso il 2021 all’insegna di un fatturato record e ha confermato il trend di crescita anche nel primo semestre 2022, ma la seconda metà dell’anno potrebbe chiudersi con un rallentamento a causa della congiuntura sfavorevole.

Le rubinetterie di Suno (Novara) nel 2021 hanno registrato un fatturato di 94 milioni di euro, il risultato più alto conseguito nei suoi 68 anni di attività e con una crescita di quasi il 23% sull’anno precedente, mentre il primo semestre 2022 ha fatto segnare un incremento di 4 milioni di euro rispetto al 2021. Con 3 milioni di prodotti, Nobili è la prima azienda europea di rubinetteria per pezzi prodotti e venduti nel continente.

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Carlo Alberto Nobili, general manager dell’azienda, spiega come Nobili sia riuscita a ottenere questi risultati. «Avendo tutto il ciclo produttivo integrato all’interno del nostro polo produttivo, siamo obbligati ad avere delle scorte alte a magazzino: nel momento in cui la supply chain è andata in crisi, tra la fine del 2021 e aprile/maggio di quest’anno, le scorte elevate ci hanno consentito di non risentire almeno in una prima fase; in seguito abbiamo perso un po’ di perfomance, ma riusciamo comunque a stare dietro agli ordini. A livello di materia prima, che per il nostro settore al 99% è l’ottone, non abbiamo avuto difficoltà di reperimento, salvo alcuni ottoni speciali. Per quanto riguarda la componentistica, e in particolare i dischi meccanici e gli areatori, non si sono registrati problemi».

Carlo Alberto Nobili

Sul fronte del caro energia, Nobili, che rientra nel novero delle industrie energivore a causa di alcune lavorazioni ad alto consumo energetico, come la fonderia, e reparti con un’elevata densità di macchinari, ha seguito una doppia strategia: «Da un lato abbiamo beneficiato, fino a quando è stato possibile, di contratti con prezzi bloccati, contribuendo così a contenere lo shock dei prezzi, e, dall’altro, ci siamo già attrezzati da tempo con un impianto fotovoltaico da 1 megawatt, che ci ha dato una mano a sostenere la maggiorazione dei costi energetici. Ora stiamo lavorando al progetto di un cogeneratore, che va in parte a recuperare l’acqua calda e fredda impiegata nei cicli di lavorazione, ma i tempi non sono immediati: una volta messo a punto il progetto definitivo, la costruzione inizierà l’anno prossimo e quindi potrà essere operativo nel 2024. Stiamo anche valutando di raddoppiare la capacità dell’impianto fotovoltaico, ma anche in questo caso la tempistica non è veloce, considerati anche i tempi lunghi per le autorizzazioni.

Alla base della crescita di Nobili in questo ultimo anno e mezzo, ci sono sia l’effetto dei bonus sia la crescita del mercato estero. «Il bonus sul risparmio idrico non ha inciso più di tanto, perché non era stato studiato benissimo, mentre il superbonus 110% è stato di aiuto per il nostro settore. Ora, soprattutto se il superbonus non sarà più prorogato, ci aspettiamo un rallentamento da parte del mercato italiano. Sul fronte dell’export, che per noi rappresenta una quota tra il 75% e l’80% del nostro fatturato, abbiamo trovato nuovi sbocchi nel mercato israeliano e giapponese e ciò in prospettiva ci consentirà di compensare almeno in parte il rallentamento nel mercato domestico».

Alla luce di questi sviluppi, per Nobili il secondo semestre 2022 si potrebbe chiudere con un rallentamento rispetto alla forte crescita dei diciotto mesi precedenti. «Il portafoglio degli ordini non è calato, ma è rallentato: gli importi sono gli stessi dei primi mesi dell’anno, ma gli ordini arrivano con più lentezza, complice il clima di incertezza, determinato dalla guerra e da tutti gli altri fattori, che induce molte aziende a una politica di acquisti rateizzati. Il 2022 potrebbe comunque chiudersi con un livello di crescita di tutto rispetto, che potrebbe avvicinarsi a quello del 2021. Resta, invece, più incerto lo scenario per l’anno prossimo se la guerra in Ucraina perdurerà e continueranno le speculazioni sui prezzi delle materie prime».

La crescita di fatturato di Nobili è stata accompagnata da un aumento anche dell’organico, ma come avviene per molte altre aziende, ci sono difficoltà a reperire la manodopera. «Se in precedenza le nostre ricerche di personale venivano chiuse in un paio di settimane, ora i tempi sono almeno raddoppiati. Per ovviare a queste difficoltà, assieme ad altre tre importanti aziende del distretto della rubinetteria e del valvolame – Cav. Uff. Giacomo Cimberio Spa, Giacomini Spa e Fratelli Pettinaroli Spa – abbiamo dato vita al progetto “Academy”, sviluppato da Cnvv e Foraz per rispondere all'esigenza di competenze professionali evolute, con l’obiettivo di realizzare una “scuola-fabbrica” in cui giovani e adulti possano formarsi e specializzarsi».

Fondata nel 1954 da Carlo Nobili, Nobili festeggerà nel 2024 i 70 anni con l’inaugurazione di oltre 50mila metri quadrati di nuovi stabilimenti, che porteranno a 150mila mq la superficie complessiva del polo produttivo di Suno, uno dei più estesi e avanzati d’Europa. Nonostante le ampie dimensioni, Nobili resta un’azienda di famiglia: «Abbiamo effettuato grandi investimenti per mantenere un management di ottimo livello, che ci affianca e supporta nel mantenere i nostri elevati standard di performance» conclude Carlo Alberto Nobili.

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