DA CORTINA A BRESSANONE

#nofilter: le tappe per catturare l’estate indiana nelle Dolomiti

di Luisanna Benfatto

4' di lettura

Le foto scattate qui non hanno bisogno né di filtri, né di fotoritocco. Stiamo parlando delle Dolomiti, patrimonio Unesco dal 2009, che in autunno stupiscono con effetti speciali. E’ nella cornice di Dolomiti SuperSummer, 12 valli tra Trentino, Alto Adige e Veneto, dove il foliage è il plus offerto agli escursionisti anche della prima ora, che possono approfittare della luce particolare che illumina la montagna in autunno per scattare foto ricordo di notevole impatto cromatico. Qui e in questa stagione, all’esperienza salubre e rinvigorente di una bella passeggiata ad alta quota, si può unire quella estetica di catturare prima con gli occhi e poi con l’apparecchio fotografico il gioco dei contrasti tra il giallo dorato dei larici e il manto verdeggiante delle conifere, con punte occasionali di rosso vermiglio, arancio e ocra delle varie latifoglie tipico dell’indian summer (per gli italiani l’estate di San Martino).

Ecco alcune proposte di escursioni.

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CORTINA D'AMPEZZO
In autunno nel lago Sorapiss, nel Parco Naturale Dolomiti d'Ampezzo, acquisisce un'aura ancora più romantica, perché meno frequentato è possibile incontrare stambecchi, cervi o intravedere il volo delle aquile. Il lago offre un colpo d'occhio notevole: è uno specchio dai colori surreali, tra il turchese e l'acquamarina, che brilla come un gioiello grazie alle sottili polveri di roccia in sospensione, portate dal ghiacciaio. Si sale con la funivia del Faloria, e giunti alla forcella Faloria si sceglie uno dei percorsi, lungo il sentiero 223 e poi 216, oppure lungo il 215, che vedono come tappa appunto il lago, perfetto per prendere un ultimo scampolo di sole e fare un pic-nic.

PLAN DE CORONES
Un tempo questo era il granaio della Val Pusteria. Oggi c'è il “Sentiero dei Mulini”: ad acqua, vecchi anche di cinque secoli, oggi restaurati con cura, si trovano lungo il torrente di Terento, testimoni muti di un passato affascinante. Una passeggiata con lieve dislivello, lunga quasi 5 chilometri.

ALTA BADIA
Un inizio autunno più colorato che mai in Alta Badia, dove la tradizione agricola alpina risplende in maniera ancora più marcata in questo periodo dell'anno, con i campi bruni, i boschi gialli, il cielo terso e le montagne zuccherate. E non è raro incontrare animali al pascolo dietro casa o lungo i sentieri panoramici. Tra questi anche i cavalli Avelignesi, o i Norici. E sono loro i protagonisti indiscussi di una delle manifestazioni più tipiche autunnali in Alta Badia: la Cavalcata di San Leonardo. La data da segnare in calendario è domenica 5 novembre: i cavalli di razza Noriker e Haflinger, che sfileranno con in sella cavalieri in costume, accompagnati da bande e carri allegorici, daranno vita ad un lungo corteo in centro a San Leonardo. Non mancheranno gli stand gastronomici dove gustare i piatti della tradizione locale, come “turtres” e “furtaies”, e il mercato contadino.

VAL GARDENA
L'enrosadira la conoscono tutti: è quando al tramonto i “Monti Pallidi”, le Dolomiti, si accendono di sfumature rosate, viola e cremisi. Uno spettacolo accentuato dalle tinte calde dell'autunno, il periodo in cui viene organizzato “Burning Dolomites”, nel cuore della Val Gardena. Fino al 3 novembre, un doppio appuntamento settimanale: il mercoledì e il venerdì.

ALPE DI SIUSI
Macchina fotografica al collo, andiamo a scoprire due degli itinerari più amati dell'Alpe di Siusi, alla portata delle famiglie e dei meno allenati. Il sentiero dei masi ad Aica di Fiè, chiamato anche “Oachner Höfeweg”, si sviluppa su antichi cammini carrabili e comunali, i cosiddetti “Kirchsteigen”, ripuliti e collegati tra di loro, attraverso prati e castagneti. Un percorso che gode di una bella esposizione solare. Un altro sentiero facile e di grande bellezza è quello intitolato alla coppia di sciatori e alpinisti Hans e Paula Steger, che si snoda da Compaccio fino a Saltria attraverso prati e pascoli.

ARABBA
Uno dei luoghi più suggestivi che si può scoprire a Livinallongo del Col di Lana nella valle di Fodom è il sentiero delle cascate di Retiz: impossibile non restare affascinati dalla varietà di piante, rocce e scorci caratteristici che si incontrano, in particolare dove il Rio Chiesa si getta con grande fragore da un salto roccioso. Il sentiero si chiama, un dialetto, “Teriol dei pisciándoi de Retic”, ed è un vero e proprio percorso botanico – storico – geologico in mezzo a prati e boschi, cespugli di rosa canina e sambuco, che si dipana lungo i piccoli borghi di Col, Retic e Fopa.

SAN MARTINO DI CASTROZZA
Anche qui la passeggiata cromatica è assicurata sotto le Pale di San Martino. Si consiglia la Val Canali, con i suoi faggi e larici che si specchiano nelle acque del Lago Welsperg. Anche i boschi di Sagron Mis regalano suggestivi spettacoli coem pure la passeggiata Cordognè-San Giovanni, oppure il sentiero Marciò, che attraversa la famosa Foresta di Paneveggio, dove larici, sorbi e aceri creano contrasti di colore con gli abeti rossi impiegati per le casse armoniche dei violini. In autunno diventa il regno dei cervi.

VALLE ISARCO
A bordo della cabinovia della Plose, a quota 2050 metri, si è di fronte a un paesaggio imponente, che si apre sulle Dolomiti. Chi lo desidera può trascorrere prendere il sole, fare pic-nic e giocare con i bambini nel parchetto dedicato all'arrampicata, oppure proseguire verso la vetta della Plose. Per concludere la giornata, niente di meglio del Törggelen, tradizione tipica dell'autunno che segue il periodo della vendemmia, proposta da taverne e locande: gustare le specialità culinarie della zona, tra castagne arrosto, prodotti locali e vino delle cantine di zona, in una Stube.

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