ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa crisi ucraina

«Noi, patrioti russi, diciamo no alla guerra»: l’appello degli intellettuali a Putin

Più di duemila persone si sono rivolte alle autorità lanciando la sfida al “partito della guerra”: «Nessuno ci minaccia, una guerra va contro l’esistenza della Russia»

di Antonella Scott

No alla guerra: il Muro della Memoria presso la Cattedrale di San Michele a Kiev, omaggio ai caduto della guerra russo-ucraina

2' di lettura

Hanno intitolato il loro appello «Purché non ci sia una guerra», le firme sono ora più di duemila: insegnanti, attivisti per i diritti umani, musicisti, politici, architetti, medici, ingegneri. Molti i pensionati. Alcuni si qualificano come «cittadino», uno accanto al proprio nome aggiunge: «Un russo come si deve».

I russi contrari al “partito della guerra” cercano di far sentire la propria voce, firmando una dichiarazione pubblicata a fine gennaio dal Congresso degli Intellettuali russi. «Il flusso di informazioni allarmanti riguardo a una possibile invasione dell’Ucraina si sta intensificando - scrivono -.Si parla di mercenari arruolati e di trasferimento di carburante e armamenti nei territori delle due regioni ucraine di Donetsk e Luhansk. Mentre i cittadini russi di fatto si ritrovano ostaggio dell’avventurismo criminale in cui viene trasformata la politica estera nazionale».

Loading...

Sulla gente pesa non soltanto l’incertezza - ci sarà una grande guerra? - ma anche il brusco rialzo dei prezzi e il calo del rublo. «Le autorità hanno diritto a giocare così con il nostro destino? - ci si chiede -. Nessuno ci domanda un parere, il dibattito è assente, in tv viene rappresentato un unico punto di vista, quello del partito della guerra. Trasmettono odio nei confronti dell’Ucraina, dell’America, dei Paesi occidentali. E, cosa più pericolosa, la guerra viene data come conseguenza inevitabile di quanto accade. Cercano di ingannare la gente, imponendo l’idea di una guerra santa contro l’Occidente invece di sviluppare il Paese e migliorare il tenore di vita dei suoi abitanti. Non si parla di prezzi, ma toccherà ai semplici cittadini pagare un prezzo enorme, e di sangue».

Noi, continua l’appello, «cittadini russi e patrioti, ci rivolgiamo alla dirigenza politica e lanciamo una sfida aperta e pubblica al partito della guerra. Esprimiamo il punto di vista di quella parte della società russa che odia la guerra, alla Russia non serve una guerra con l’Ucraina o l’Occidente. Nessuno ci minaccia, nessuno ci attaccherà. Una politica basata sulla promozione di una tale guerra è amorale, non può essere condotta nel nome del popolo russo. La guerra non solo non serve agli interessi della Russia, ma ne minaccia la stessa esistenza. Noi faremo tutto il possibile per impedirla e, se sarà necessario, per fermarla».

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti