cinema

«Noi», sconvolgente horror politico

di Andrea Chimento

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Una scena dal film «Noi»


2' di lettura

Jordan Peele si conferma come uno dei nomi nuovi più interessanti del cinema americano: dopo il bell'esordio con «Scappa – Get Out», il regista newyorkese dimostra ancora il suo talento con «Noi», la sua opera seconda.

Al centro c'è una donna che torna alla vecchia casa d'infanzia al mare per trascorrere una vacanza insieme alla sua famiglia. Tutto sembra andare perfettamente fino a quando, mentre cala l'oscurità, quattro inquietanti figure compaiono nei pressi dell'abitazione… .

Non si può davvero dire altro sulla trama di una pellicola che gioca sul tema dei doppi e dei ribaltamenti narrativi, regalando una serie di colpi di scena ben assestati e capaci di sorprendere.

Esattamente come con il suo film precedente, Peele dà vita a un horror profondamente politico (non più inerente al tema del razzismo, però, ma a quello delle disuguaglianze sociali) che guarda con forza all'America di ieri (il prologo è ambientato nel 1986) e di oggi, riuscendo a proporre riflessioni di notevole spessore: non a caso il titolo originale «Us» fa riferimento sia al letterale “noi” che all'acronimo di United States.

Stemperando a tratti la tensione con l'ironia, il regista crea un'opera divertente e dal ritmo vivace, che tiene incollati alla poltrona fino alla fine e rimane impressa nella mente degli spettatori anche nei giorni successivi alla visione.

Per chi è in cerca di un film emozionante e originale (ed è pronto a provare più di uno spavento) è il titolo perfetto da vedere questa settimana in sala.

Al buonissimo risultato complessivo contribuisce anche un cast perfettamente in parte.

Una scena tratta dal film «Shazam!»

Meno profondo ma comunque godibile è «Shazam!» di David F. Sandberg, film che prende spunto dal supereroe dei fumetti della DC Comics.

Non si tratta però di un cinecomic serioso come tanti altri, ma di una commedia in piena regola che, fortunatamente, non si prende troppo sul serio e riesce a intrattenere efficacemente.

Peccato soltanto per una durata eccessiva, che rende il tutto un po' prolisso e ridondante, e per alcuni personaggi (il villain di turno, in particolare) scritti in maniera grossolana.

Sandberg, che in passato aveva diretto diversi horror e qui ha optato per un deciso cambio di registro, sembra guardare al James Gunn dei «Guardiani della Galassia» e in alcuni momenti riesce a raggiungere il modello di partenza.
Dopo «Aquaman», un altro tentativo piuttosto riuscito della DC Comics di percorrere maggiormente, rispetto al passato, le strade della comicità, con personaggi meno “oscuri” rispetto a Batman e Superman, ma comunque in grado di risultare affascinanti, soprattutto agli occhi dei giovanissimi.

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