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Nokia, il ceo Suri lascia dopo 5 anni alla guida del colosso

Al suo posto Pekka Lundmark, ceo del gruppo energetico Fortum

di Andrea Biondi

(via REUTERS)

2' di lettura

In piena battaglia per conquistare posizioni sul 5G, per uno dei 4 principali vendor mondiali arriva un cambio al vertice. Insomma, una vittima di questa battaglia secondo l’analisi di Bloomberg che proprio la scorsa settimana ha parlato di una Nokia alle prese con una serie di opzioni strategiche tra cui la vendita di parti della sua attività.

A fare un passo indietro è l'amministratore delegato della società finlandese delle reti di telecomunicazione, Rajeev Suri. «Dopo 25 anni in Nokia - e 5 alla guida come ceo – ho voluto pensare a qualcosa di diverso», ha dichiarato il ceo uscente in una nota in cui si specifica che Suri lascerà il suo incarico di ceo il 31 agosto e continuerà nelle vesti di consulente del Consiglio di amministrazione Nokia fino all'1 gennaio 2021.

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«Nokia farà sempre parte di me», ha aggiunto Suri dicendo: «Lascio l’azienda con la convinzione che un ritorno a migliori risultati sia all’orizzonte, ma anche con l’orgoglio di ciò che abbiamo realizzato nel tempo».

A sostituirlo sarà Pekka Lundmark, presidente e ceo della società energetica Fortum, con sede sempre a Espoo, in Finlandia. «Con l'acquisizione di Alcatel Lucent alle spalle e il mondo del 5G dinanzi a noi sono lieto che Pekka abbia accettato di unirsi a Nokia», ha dichiarato Risto Siilasmaa, presidente del consiglio di amministrazione di Nokia.

Si apre così una nuova fase per il vendor che con Ericsson, Huawei e Zte gioca a livello mondiale la partita per il predominio sulle reti 5G.

Nokia, un tempo leader nella telefonia e ora focalizzato sulle infrastrutture di rete, è tornato per la prima volta in utile dal 2015 con profitti per 18 milioni contro un rosso di 549 milioni nel 2018. Un risultato su cui potrebbe aver pesato il pressing Usa pr fare terra bruciata in particolar modo attorno alla cinese Huawei. Il valore delle azioni, durante la mezza decade di Suri alla guida, è dall'altra parte diminuito di un terzo. E la competizione sul 5G in questi mesi si sta facendo sempre più imponente.

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