carabinieri in ospedale

Nola, malati per terra al pronto soccorso: sospesi i dirigenti sanitari


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(ANSA)

3' di lettura

Tre medici sono stati sospesi dopo la diffusione delle immagini che ritraggono due pazienti nel pronto soccorso dell’ospedale civile di Nola (Napoli), distesi sul pavimento mentre gli operatori sanitari prestano loro le prime cure. Immagini che hanno spinto il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin ad inviare i Nas per un’indagine, ed il Governatore della Campania, Vincenzo De Luca, a convocare tutti i responsabili delle Asl e delle aziende ospedaliere regionali, e a chiedere l’avvio delle procedure di licenziamento per i responsabili del pronto soccorso e del presidio ospedaliero. E nel pomeriggio sono arrivate le sospensioni, annunciate dalla manager dell’Asl Napoli 3 sud, Antonietta Costantini, per il direttore sanitario dell’ospedale, Andreo De Stefano, il responsabile del pronto soccorso, Andrea Manzi, e per il responsabile della medicina d’urgenza, Felice Avella.

Visita dei Nas in ospedale
I carabinieri del Nas erano stati inviati oggi dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin all’ospedale di Nola dopo le denunce sulle condizioni in cui sono stati accolti sabato scorso alcuni malati: adagiati su materassi e coperte per terra. «Abbiamo preferito curare le persone a terra piuttosto che non dare loro assistenza», ha spiegato il direttore sanitario Andreo De Stefano, che ha parlato di una situazione «eccezionale» provocata dall’iper-afflusso di utenti nel pronto soccorso tra sabato e domenica. Una situazione che «va tornando verso la normalità».

De Luca: via a procedure licenziamento
Ma il presidente della Giunta regionale della Campania, Vincenzo De Luca, questa mattina ha convocato tutti i responsabili delle Asl e delle aziende ospedaliere della Campania, a chiedere di «avviare immediatamente le procedure di licenziamento dei responsabili del pronto Soccorso e del presidio ospedaliero di Nola». Per De Luca infatti la situazione di «straordinaria emergenza» che si è venuta a verificare (dovuta tra l’altro all’afflusso di 500 pazienti in una sola nottata in un ospedale che dispone di 100 posti letto»)
«non giustifica la inaccettabile e vergognosa situazione verificatasi, della quale peraltro nessuno è stato tempestivamente informato».

Direttore sanitario: situazione verso la normalità
Il direttore sanitario dell’ospedale civile Santa Maria della Pietà di Nola ha spiegato che «tra sabato e domenica sono arrivate 265 persone a fronte delle 150 circa che arrivano in media, complice anche il freddo che ha gelato le strade, e che ha costretto molte persone della provincia di Avellino a venire a Nola anziché andare altrove». E ha assicurato che «quando qualcuno giunge al pronto soccorso non possiamo certo mandarlo via, sicché abbiamo preferito mettere a terra le persone piuttosto che non prestare loro assistenza».

Pazienti ancora su sedie e barelle
Oggi non si sono registrati casi di pazienti a terra, ma erano ancora molti però gli utenti del pronto soccorso dell'ospedale di Nola, assiepati su sedie e barelle in attesa di visita o dell'eventuale ricovero. E gli operatori sanitari hanno parlato di situazione che resta comunque «critica». «Speriamo di non arrivare al punto di sabato - ha dichiarato un medico in uscita dall’ospedale - il 118 è stato allertato, ma le autoambulanze continuano ad arrivare. Per ora abbiamo pazienti sulle sedie e sulle barelle, nessuno fortunatamente a terra». Della visita dei Nas, per ora, c'è riserbo assoluto, ma i medici tengono a precisare che nessuno degli utenti che arriva in ospedale «è lasciato senza cure», ma «siamo al limite».

Sindaco Nola: De Luca garantisca più servizi
Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco di Nola Geremia Biancardi, che in un post su Facebook ha attaccato il presidente della Regione De Luca. «Invece di cercare il capro espiatorio - dichiara - il Governatore della Campania risponda garantendo più servizi». E aggiunge: «De Luca garantisca più servizi, a cominciare dalla cardiologia interventistica che deve essere assicurata per 24 ore al giorno. Servono tac, risonanze e soprattutto più medici, in primis gli ortopedici». Con i medici si è schierato il vescovo di Nola, Beniamino Depalma: «Le colpe partono dai vertici delle istituzioni e del sistema sanitario, che non vedono le enormi difficoltà dell'ospedale di Nola nel rispondere con pochi mezzi
a una platea di circa 500mila cittadini. La politica non agisca, a danno avvenuto, con soluzioni buone solo a strappare un titolo di giornale».

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