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Noleggio auto: attenzione a clausole e franchigie

Nascono nuove forme di mobilità condivisa: i privati possono scambiarsi il veicolo e dare in uso ad altri l’auto presa in affitto

di Maurizio Caprino


3' di lettura

Siete sicuri che la mobilità condivisa sia la scelta migliore? L’economicità è indiscutibile, ma bisogna stare attenti a conciliarla con il Codice della strada, le norme in generale e le clausole contrattuali. Non solo nella vita di tutti i giorni, ma anche in vacanza. Questo può valere, anche se in misura minore, pure per chi sceglie il più tradizionale noleggio.

Certo, ormai non si torna indietro: la mobilità condivisa, che si fonda sulle app e spazia dal car sharing agli scambi di veicoli fra privato, è un fenomeno tanto consolidato che negli ultimi anni vi hanno investito persino le case automobilistiche e gli stessi noleggiatori tradizionali. Cioè chi aveva interesse a che ognuno acquistasse o noleggiasse in proprio. Ma, tra crisi e problemi ambientali, possibilità e sensibilità del pubblico sono cambiate. Così oggi ci si ritrova a fare i conti con offerte allettanti ma da valutare con attenzione.

Il noleggio condiviso

La più recente è la condivisione del noleggio a lungo termine: chi ha una vettura in uso con questa formula può condividerla con altre persone che si registrano su una piattaforma riconosciuta dal noleggiatore, che percepirà da queste persone un corrispettivo per le ore e/o i chilometri da loro fruiti. Di un importo analogo viene diminuito il canone dovuto all’operatore da chi accetta di condividere l’auto che ha preso a noleggio.

Ma chi si iscrive alla piattaforma spesso non sa che con questo si assume una serie di impegni, specificati in un lungo e dettagliato regolamento, che proprio per queste sue caratteristiche è destinato a essere letto da ben pochi clienti prima di firmare l’adesione al servizio.

Se lo si leggesse, si scoprirebbe per esempio che si resta obbligati a comunicare subito qualsiasi evento riguardi l’utilizzatore temporaneo del veicolo e possa influire sulla sua capacità di guida, come eventuali incidenti, sospensioni della patente o addirittura semplici smarrimenti di questo documento (che poi comportano l’obbligo di ottenerne un altro entro sei mesi al massimo, se non su vuol essere esclusi dal servizio).

Non solo: ci si potrebbe rendere conto che il noleggiatore fissa divieti più severi rispetto a quelli previsti dal Codice della strada, come per esempio quello di bere alcol (a quel punto, il tasso alcolemico ammesso è zero per tutti, che invece il Codice impone solo a neopatentati e autisti di professione).

Nel contratto, infine, il cliente dichiara direttamente o indirettamente di aver controllato che il veicolo è non solo integro, ma anche perfettamente idoneo a circolare (quindi ha luci e impianti di bordo funzionanti, documenti tutti presenti a bordo eccetera). Per fare ciò occorre una serie di controlli tanto lunga e minuziosa da essere incompatibile con il tempo e l’attenzione che normalmente un cliente mette quando ritira un mezzo a noleggio. Dunque, una volta messa la firma sul contratto, ci si prende la responsabilità anche per quelle cose del veicolo che erano inefficienti, mancanti o irregolari già al momento della consegna.

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Il noleggio tradizionale

Problema analogo c’è da sempre nel noleggio tradizionale: si ritira un’auto di fretta, magari all’orario di chiusura dell’ufficio e in contemporanea con altri clienti atterrati con lo stesso aereo. Solo che c’è un modo per eliminare alla radice le possibili contestazioni per danni al veicolo: scegliere l’opzione contrattuale che prevede l’azzeramento di ogni franchigia e rende di fatto superfluo ispezionare il veicolo prima di ritirarlo. I costi salgono sensibilmente rispetto a quelli pubblicizzati in partenza, ma va tenuto presente che ormai oggi questi ultimi sono tenuti particolarmente bassi per attrarre clientela di tutti i tipi e che al minimo inconveniente (come un graffio per un errore in manovra o un atto vandalico) si rischia di rispondere di danni nell’ordine delle migliaia di euro.

Nella scelta delle opzioni, va tenuto conto che ne esiste anche una che elimina solo parzialmente le responsabilità del cliente e ha costi inferiori, ma non di rado viene presentata sul web senza differenziarla chiaramente da quella che garantisce una copertura completa.

In ogni caso, al momento del ritiro va verificato che a bordo ci siano i documenti obbligatori: una copia conforme della carta di circolazione autenticata dallo stesso noleggiatore (il noleggio è l’unico caso in cui l’articolo 180 del Codice della strada non “pretende” l’originale) e il certificato di assicurazione (sostituibile anche da una copia digitale scaricata su smartphone o tablet, come ammette una circolare emanata dal ministero dell’Interno il 1° settembre 2016).

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