CONTROLLATE PUBBLICHE

Nomine, Cdp e Rai primo banco di prova per il nuovo Governo

di An.C.


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Una delle prime partite che il nuovo governo dovrà affrontare è quella per la scelta dei nuovi vertici della Cdp (foto Agf)

3' di lettura

Sono Cassa depositi e prestiti e la Rai il primo banco di prova per il nuovo governo M5S-Lega nell’ambito delle nomine dei vertici delle controllate pubbliche. Per quanto riguarda l’emittente pubblica, nel contratto le due forze politiche spiegano di puntare sull’«eliminazione della lottizzazione politica» del servizio radiotelevisivo pubblico, per una maggiore trasparenza e «meritocrazia». Ma la partita per i vertici di Viale Mazzini è già iniziata.

La partita per la Cdp. Sullo sfondo il progetto Banca per gli investimenti
Il primo terreno su cui confrontarsi sarà la Cdp, a giugno. M5S guarda alla Cassa, che con i risparmi postali degli italiani dispone di un patrimonio di 410 miliardi di euro, per far nascere la nuova Banca per gli investimenti. L’istituto dovrebbe fornire credito a tassi moderati alle piccole e medie aziende e finanziare iniziative «di interesse pubblico e strategico nazionale». Tra queste potrebbero rientrare sia il recente intervento anti-Vivendi in Tim, sia un’eventuale mossa in Alitalia. Ai vertici della Cassa siedono attualmente l’amministratore delegato, Fabio Gallia, e il presidente, Claudio Costamagna. Il primo non sembra interessato a rimanere, mentre il nome del secondo resta in ballo per un’eventuale riconferma. Costamagna è gradito alle Fondazioni, a cui è demandato il potere di indicare la presidenza, ma molto dipenderà da chi arriverà al ministero del Tesoro, primo azionista della Cassa. Nel consiglio dovrebbero però intanto entrare due nuovi rappresentanti di Comuni e Regioni, che siedono di diritto nell’organo direttivo per la gestione delle risorse provenienti dal risparmio postale (Gestione separata). I nomi sono indicati dall’Anci e dalla Conferenza Stato-Regioni e con ogni probabilità saranno quello dello stesso presidente dell’associazione dei Comuni, Antonio Decaro, e di Davide Caparini, assessore al Bilancio della Regione Lombardia. Al Mef, probabilmente ancora a Pier Carlo Padoan visti i tempi stretti, toccherà la nomina ufficiale, tramite decreto. Un atto dovuto, spiegano al ministero, in base alle indicazioni delle amministrazioni locali.

Presidente e dg Rai a fine mandato
Un altra scadenza riguarda la Rai, da sempre terreno di scontro tra i partiti e finita in passato nella polemica per la richiesta del capo politico M5S Luigi Di Maio di sostituire i direttori dei telegiornali, a suo dire non imparziali. Il rinnovo del vertice Rai è dunque uno dei nodi sul tavolo della nuova legislatura. Con l’approvazione a maggio del bilancio, sono scattati i termini per eleggere il nuovo cda, destinato a sostituire quello attuale che si è insediato il 4 agosto del 2015. A fine mandato la presidente Rai Monica Maggioni e il direttore generale Mario Orfeo. C’è poi da nominare un Ad, nuova figura della tv pubblica: è il Tesoro a decidere, senza passaggi aziendali, e tutto potrebbe slittare all’autunno.

In scadenza anche i vertici di Sogei e Invimit
Tra le partecipate dal Tesoro figurano poi in scadenza anche i vertici della Sogei, che digitalizza la pubblica amministrazione, di Invimit, Eur spa, Centostazioni, e del Gestore dei servizi energetici. Mentre a Via XX Settembre dovrà essere sostituito il direttore generale Vincenzo La Via, di fatto scaduto ma non prorogato, come è invece accaduto un paio di settimane fa al Ragioniere generale dello Stato, Daniele Franco, in carica ancora per un anno.

Gli otto membri laici del Consiglio superiore della magistratura
A settembre scade il mandato degli otto membri “laici” del Consiglio superiore della magistratura, l'organo di autogoverno delle toghe presieduto dal Presidente della Repubblica. Quelli in carica furono eletti nel 2014 dalle precedenti Camere riunite in seduta comune.

In autunno andrà rinnovato il vertice dell’Antitrust
In autunno si giocherà anche la partita Antitrust, con Giovanni Pitruzzella pronto a lasciare con un mese di anticipo rispetto alla scadenza naturale di novembre, e di nuovo dell’Autorità per l'Energia. Dopo le due proroghe decise dal governo Gentiloni è stata fissata come data ultima per il rinnovo del consiglio il 30 settembre. Presidente e i componenti dell’Antitrust sono nominati dai presidenti di Camera e Senato e restano in carica sette anni.

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