Cda in scadenza

Nomine Cdp, dai prossimi rinnovi alle quote rosa tutti i dossier aperti

di Celestina Dominelli


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4' di lettura

Per i rinnovi di Sace, Simest e Ansaldo Energia bisognerà a questo punto attendere aprile inoltrato. Anche perché, almeno formalmente, i rispettivi vertici (fatta eccezione per quelli di Simest già scaduti nella primavera dello scorso anno) arriveranno al capolinea con l’approvazione del bilancio 2018 non ancora avvenuta (il cda di Sace è in programma per il 19 marzo, mentre quello dell’azienda genovese, non ancora convocato, si celebra tradizionalmente tra fine marzo e inizio aprile). Sul tavolo, poi, restano da nominare i cda e i collegi sindacali di altre società della galassia Cdp (da Cdp Equity a Fsi Investimenti, fino a Cdp Immobiliare, oltre a tutte le controllate di Sace, solo per citare alcuni casi), ma i dossier ancora aperti non finiscono qui.

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Il tema “quote di genere”
Da sciogliere c’è innanzitutto il tema delle “quote rosa”. La legge Golfo-Mosca, di cui peraltro si discute in queste settimane con l’obiettivo di prorogarne gli effetti oltre il 2022, fissa l’obbligo di assegnare almeno un terzo dei posti in cda al genere meno rappresentato. Nelle liste annunciate ieri da Cdp per i rinnovi dei board di Fincantieri, Snam e Italgas, le donne sono nel complesso nove tra le candidate ai cda e tre per i rinnovi dei collegi sindacali della spa dei gasdotti e della società di distribuzione gas. Nei board uscenti la ripartizione è la seguente: in base alle coordinate della Golfo-Mosca, le donne dovrebbero essere almeno tre considerando che nove sono i consiglieri previsti per tutte e tre le aziende. E tre sono quelle presenti nei cda di Fincantieri e Italgas, mentre Snam ne conta quattro.

Più donne nel board di Fincantieri
Partiamo dalla lista targata Cdp per Fincantieri in cui, come noto, sono stati confermati Giuseppe Bono e Giampiero Massolo, rispettivamente, nei ruoli di ad e presidente. Nel comunicato diffuso ieri, la Cassa ha annunciato che nell’assemblea dei soci (in programma a Trieste il 5 aprile) sarà presentata la proposta di delibera per aumentare da nove a undici i consiglieri. Se passasse la proposta, ciò significherebbe che, statuto alla mano, dalla lista di maggioranza dovrebbero essere tratti otto amministratori (articolo 19.9), ma i candidati designati da Cdp, qualora la lista di Cassa risultasse la più votata in assise, sono solo sette, quindi i quattro che mancano andranno pescati dalle liste presentate dalle minoranze (Assogestioni e Inarcassa). Che, nell’attuale board a nove, esprimono due consiglieri. Quanto alle donne, i posti da assegnare, stando sempre alla proporzione espressa dalla legge, dovrebbero essere almeno quattro: tre sono quelle indicate da Cassa in posizioni diverse (Federica Seganti, Federica Santini e Barbara Alemanni), la quarta dovrà essere designata dalle minoranze.

In Snam ci si affida alle minoranze
Veniamo a Snam. Nella lista di Cdp Reti - il veicolo di Cassa che ha in pancia le quote di Snam, Italgas e Terna - figurano tre donne alla quinta, settima e ottava posizione e, in base alla legge Golfo-Mosca, come detto, al genere femminile vanno assicurati almeno tre posti. Lo statuto di Snam stabilisce che dalla lista di maggioranza debbano essere tratti secondo l’ordine progressivo con cui sono stati presentati i sette decimi degli amministratori da eleggere (articolo 13.5): vale a dire sei su 9. Ma nei primi sei indicati da Cdp Reti c’è una sola donna (Francesca Pace). Ergo: per arrivare alle tre fissate come obbligo di legge, bisognerà affidarsi alla lista di Assogestioni che dovrà a questo punto indicarne almeno due tra i tre nomi espressi. E se ciò non avvenisse? Per rispettare i dettami della Golfo-Mosca, sarebbe a quel punto necessario attingere alla lista di maggioranza dove, in settima posizione, figura il nome di Antonella Baldino (responsabile della Cooperazione allo sviluppo della stessa Cdp), seguita da un’altra rappresentante della Cassa, l’avvocato Francesca Fonzi.

La partita “rosa” in Italgas
Il board di Italgas rimane a nove componenti come per Snam: le donne in cda dovranno dunque essere almeno tre. Lo Statuto di Italgas stabilisce che dalla lista più votata siano tratti secondo l’ordine progressivo con cui sono elencati sette amministratori (articolo 13.5). Nella lista di Cdp Reti ci sono tre candidate al consiglio, ma mentre la prima (Paola Annamaria Petrone tra gli uscenti), collocata in quarta posizione, sarà certa dell’investitura, se la lista otterrà la maggioranza, come pure Veronica Vecchi, docente bocconiana, l’altra candidata individuata da Cdp Reti (Patrizia Michela Giangualano) entrerebbe nel board solo nel caso in cui, tra i candidati indicati dalle minoranze (le altre liste dovrebbero essere presentate da Assogestioni e Inarcassa), non comparisse la terza donna necessaria ad assicurare l’obbligo previsto per legge.

I giochi finali in assemblea
I giochi finali sui futuri consiglieri e consigliere si faranno comunque nelle assemblee dei soci. Il calendario è il seguente: Snam (2 aprile), Italgas (4 aprile) e Fincantieri (5 aprile). Dalla data delle assise vanno calcolati a ritroso i 25 giorni che, secondo quanto stabilisce il Testo unico della finanza (articolo 147-ter), rappresentano il limite massimo entro il quale vanno depositate le liste. Per le tre società, dunque, la deadline scadrà venerdi 8 marzo per Snam, domenica 10 marzo (prorogata però al giorno successivo, lunedì 11) per Italgas e lunedì 11 marzo per Fincantieri.

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