confronto conte- di maio-salvini

Nomine Rai, ipotesi Tg1 al M5S, Tg2 alla Lega

di Manuela Perrone


default onloading pic
(Agf)

2' di lettura

Non c’è soltanto il nodo manovra nel menu della cena di lunedì 22 ottobre tra il premier Giuseppe Conte e i suoi vice, Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Il vertice proverà a chiudere il cerchio intorno alle nomine Rai, a lungo ostaggio dei veti incrociati tra i due partiti di maggioranza. Formalmente, la composizione del puzzle spetta all’Ad Fabrizio Salini, determinato a scegliere nomi di spicco, inappuntabili dal punto di vista professionale. Se sarà trovata l’intesa politica, il Cda potrebbe essere convocato a giorni.

Dopo un lungo tira e molla il Carroccio sarebbe orientato a lasciare il Tg1 alla scelta dei Cinque Stelle: la favorita è Giuseppina Paterniti, 62enne siciliana di Capo d’Orlando, vicedirettrice del Tgr, una lunga carriera prima di autrice di programmi per bambini e poi giornalista esperta di geopolitica economica. È stata corrispondente Rai da Bruxelles, ha seguito le vicende delle istituzioni europee e internazionali e le riunioni Nato, Wto, Onu e Fmi. Ma circola anche il nome di Giuseppe Carboni, caporedattore Tg1 che però potrebbe essere dirottato alla direzione del Giornale radio.

Diverso il curriculum di Gennaro Sangiuliano, lanciato verso la guida del Tg2 con il sostegno dei leghisti e il gradimento di Forza Italia. Napoletano, classe 1962, è vicedirettore del Tg1 dal 2009. Otto anni prima aveva tentato senza successo il salto in politica, candidandosi alla Camera con la Casa delle libertà nel collegio Chiaia-Vomero-Posillipo. Da giornalista, è stato inviato in Bosnia, Kosovo e Afghanistan senza mai abbandonare la passione per la politica e la storia. Nel 2014 ha pubblicato per Mondadori con Vittorio Feltri “Quarto Reich - come la Germania ha sottomesso l’Europa”. Nel 2015 ha scritto, edito sempre da Mondadori, “Putin. Vita di uno zar” .

Al Tg3 dovrebbe invece restare, in quota opposizione anche per accreditare la figura di Marcello Foa come “presidente di garanzia”, l’attuale direttore Luca Mazzà. Romano, 56enne come Sangiuliano, ha mosso i primi passi al Giornale Radio Rai passando alla redazione economica del Tg3 nel 1995. Dopo 14 anni è stato caporedattore centrale a Rai Sport, poi inviato per Rai Parlamento e responsabile di Ballarò, che ha lasciato dopo un’aspra polemica con il conduttore Massimo Giannini che gli è valsa l’accusa di essere vicino all’ex premier Matteo Renzi. Nell’agosto del 2016 è stato chiamato a dirigere il telegiornale della terza rete al posto di Bianca Berlinguer. Anche qui sospetti e veleni, ma Mazzà ha sempre difeso la sua autonomia. Francesco Piccinini (M5S) potrebbe andare a dirigere Rainews.it, mentre per il Tgr (l’informazione regionale preziosa per i leghisti) il Carroccio potrebbe indicare Alessandro Casarin, già nominato direttore ad interim dopo l’addio di Vincenzo Morgante.

Le nomine nei Tg dovrebbero essere controbilanciate con quelle nelle reti. Per Rai1 potrebbe dunque spuntarla Marcello Ciannamea, molto stimato dalla Lega , mentre per Rai2 i Cinque Stelle sarebbero orientati a puntare su Maria Pia Ammirati o Carlo Freccero. A Rai3 potrebbe rimanere Stefano Coletta, nominato a luglio 2017. Tutto salvo sorprese dell’ultim’ora.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...