LA PARTITA

Nomine Ue: si lavora a un preaccordo a cinque al G20 di Osaka

Dovrà essere il Consiglio europeo straordinario di domenica 30 giugno a trovare l’intesa sui “top jobs” europei a cominciare dai presidenti della Commissione Ue e del Parlamento europeo dopo il fallimento del vertice del 20 e 21 giugno che ha accantonato definitivamente la proposta degli “spitzenkandidaten”

di Gerardo Pelosi


Italia in difesa sulle nomine Ue

4' di lettura

Dovrà essere il Consiglio europeo straordinario di domenica 30 giugno a trovare l’accordo sui “top jobs” europei a cominciare dai presidenti della Commissione Ue e del Parlamento europeo dopo il fallimento del vertice del 20 e 21 giugno che ha accantonato definitivamente la proposta degli “spitzenkandidaten”.

Non è escluso che il vertice possa essere protrarsi anche a lunedì in caso di fumata nera. Nel frattempo le votazioni per l’elezione del presidente del Parlamento europeo e dei vicepresidenti hanno già subito uno slittamento (dal 2 al 3 luglio) e questo anche per dare più tempo ai capi di Stato e di Governo per trovare un’intesa sull’intero pacchetto nomine.

A fissare il calendario dei lavori sarà comunque la conferenza dei presidenti che si riunirà domenica mattina. La prima plenaria del Parlamento europeo sarà dedicata all’elezione del successore di Antonio Tajani, uno dei cinque posti al vertice delle istituzioni europee mentre a metà di luglio il Parlamento si dovrà esprimere sul candidato designato alla presidenza della Commissione.

Guarda il video / Fumata nera per le nomine Ue, nuovo vertice il 30 giugno

Dal G20 di Osaka prime indicazioni per il vertice del 30
Non è affatto escluso che una sorta di “preaccordo” per sgombrare il campo almeno dai veti incrociati si possa trovare già al G20 di Osaka di venerdì e sabato prossimi. Un summit quello che si terrà in Giappone, al quale oltre ai presidenti della Commissione uscente, Jean-Claude Juncker e del Consiglio Ue, Donald Tusk parteciperanno solo i capi di Stato e di Governo di cinque Paesi Ue su 28, ossia: Germania, Francia, Regno Unito, Spagna e Italia. Incontri informali a latere della sessione di lavoro del G20 potrebbero servire soprattutto per chiarire le posizioni della cancelliera tedesca, Angela Merkel (che sostiene sempre il candidato per Ppe Manfred Weber) e del presidente francese, Emmanuel Macron che vorrebbe un liberale come l’attuale commissaria danese alla concorrenza Margrethe Vestager. Escluso il Regno Unito che ha già fatto sapere che per la Brexit sulle nomine si asterrà, Italia e Spagna potrebbero giocare un ruolo di primo piano per facilitare un’intesa tra Parigi e Berlino.

Per saperne di più / Nomine Ue: quando scadono e come vengono scelti i nuovi vertici

Sulle nomine grandi Paesi vogliono l’Italia “on board”
Fonti diplomatiche italiane smentiscono fermamente che l’Italia si prepari a porre un veto sulle nomine legandolo a una soluzione soft per la procedura di infrazione sul debito. «Se è vero – affermano le stesse fonti - che le forze politiche che sostengono il nostro Governo non fanno parte della maggioranza a quattro del Parlamento europeo non c’è per altro verso alcun isolamento negoziale dell’Italia perché tutti gli altri grandi Paesi sanno che non possono fare a meno del nostro Paese per un accordo sulle nomine in quanto terza economia europea e secondo Paese manifatturiero; sulle questioni più importanti tutti vogliono l’Italia on board». E poi, se quasi certamente non si arriverà mai a un voto esplicito nel Consiglio Ue sulle nomine, tutti sanno che contando il peso della popolazione del Regno Unito (la cui astensione vale voto negativo), dell’Italia e di un Paese di Visegrad come la Polonia qualunque maggioranza qualificata sarebbe impossibile e quindi l’assenso del nostro Paese è essenziale. In questo quadro si sta lavorando sempre di più d’intesa con la Francia per facilitare una via d’uscita alla questione delle nomine.

Una donna alla guida della Commissione? Ipotesi Georgeva
Ma non c’è solo la questione dell’appartenenza politica e del Paese di provenienza a rendere il rebus molto complicato. C’è anche la questione di genere e molti Paesi vedrebbero di buon occhio la nomina di una donna per la prima volta alla guida della Commissione. Nel caso in cui la Merkel dovesse insistere sul suo fermo “no grazie” sia per la posizione di presidente della Commissione che di presidente del Consiglio Ue aumentano le chance di un outsider come la bulgara Kristalina Georgeva attuale presidente della Banca mondiale e già commissario e vicepresidente della Commissione Ue. Poco credibili invece le indiscrezioni che vorrebbero la Georgeva candidata alla guida Bce al posto di Mario Draghi se non altro perché proveniente da un Paese che non ha ancora adottato l’Euro.

G20: Italia vuole le migrazioni nel comunicato finale
Ma l’Italia sarà impegnata a Osaka anche per riscrivere le regole dello sviluppo sostenibile, della finanza globale e della lotta ai paradisi fiscali. Il comunicato finale del G20 è ancora in fase di elaborazione da parte degli sherpa (per l’Italia l’ambasciatore e consigliere diplomatico del premier Giuseppe Conte, Pietro Benassi) e non è escluso che, alla fine, dalle parentesi quadre possa emergere un accordo per approvare l’emendamento italiano che in almeno due passaggi del comunicato insiste sulla necessità di affrontare e governare il problema delle migrazioni come grande fenomeno globale.

Bilaterali Conte con Al Sisi, non escluso breve saluto con Trump
A latere delle sessioni di lavoro del G20 il premier italiano Conte ha già in programma alcuni bilaterali ad Osaka. È previsto un colloquio con il presidente egiziano Al Sisi (su tutti i temi bilaterali inclusa la vicenda Regeni), con il premier indiano Modi mentre non si esclude un breve saluto anche con il presidente americano, Donald Trump per affrontare, sia pure in maniera sintetica, le questioni della sicurezza del Mediterraneo, la crisi in Iran e la stabilizzazione in Libia.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...