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Non conoscono crisi le vacanze open air: superate le performance del 2019

di Enrico Netti

3' di lettura

I primi quattro mesi della stagione turistica 2022 open air, in campeggi e villaggi turistici, vedono un aumento dell’8% di arrivi e delle presenze (+7%) superando le performance del 2019. In particolare, se questi trend continueranno a settembre, gli arrivi arriveranno a quota 10,7 milioni con oltre 73 milioni di presenze e una massiccia presenza, pari al 57%, di clienti stranieri. È quanto emerge dagli ultimi dati Faita Federcamping-Confturismo relativi ai 2.650 aziende del settore. Le performance rispetto al 2021 sono state sensibilmente più vistose, in media nell’ordine del 17% ma la scorsa stagione era stata ancora pesantemente condizionata dalla forte diminuzione di ospiti stranieri dovuta alle restrizioni anticovid. In particolare quest'anno è tornata massiccia la presenza di ospiti provenienti da Germania ed Austria che insieme a chi arriva da Danimarca, Repubblica Ceca e Polonia hanno rappresentato oltre il 75% di arrivi dall'estero. Il periodo di permanenza si è allungato passando dai 6,8 giorni del 2019 agli attuali circa 7.
I fatturati sono cresciuti meno che proporzionalmente mentre i margini sono sensibilmente diminuiti a causa della crescita del costo energetico (+300% per il gas e +400 per l’elettricità). Un fattore che rischia di condizionare pesantemente l'intero comparto insieme alla scarsità di manodopera che quest'anno ha raggiunto dimensioni critiche anche in relazione alla riforma Naspi che ha sensibilmente impattato su un settore fortemente caratterizzato dalla stagionalità quale l'open air.

Tra le regioni che più di altre hanno puntato sull’ospitalità open air c’è il Veneto dove tra lago di Garda e costa l’estate 2022 viene considerata da incorniciare con previsioni positive fino a ottobre. Cresce la permanenza media degli ospiti stranieri, con la Germania in testa. Bungalow, caravan, mobilhome e villette sono le tipologie di alloggio preferite, mentre - nonostante i forti rincari energetici e delle materie prime – i prezzi nelle strutture non registrano al momento aumenti significativi. «Oltre a rilevare l’andamento positivo della stagione è necessario puntare la nostra attenzione sulla lettura e sulla interpretazione dei dati. Questo è il vero valore aggiunto perché possiamo comprendere le vere ricadute turistiche sulle destinazioni e sulle imprese. C’è una ripresa importante del turismo, ma non possiamo dimenticare le difficoltà che stanno attraversando le nostre imprese, che dopo i due anni di pandemia si trovano ad affrontare una crisi energetica senza precedenti. La Regione continuerà ad essere al fianco dell'intera filiera che ancora una volta dimostra carattere e resilienza di fronte alle sfide del presente» segnala Federico Caner, Assessore al turismo della regione Veneto. Alberto Granzotto, presidente Faita-Federcamping Nord-Est evidenzia «i 16,5 punti percentuali in più di occupazione media rispetto al 2021 registrati al lago di Garda possono apparire un traguardo tutto sommato facile rispetto a un anno contrassegnato dalla pandemia.

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Per nulla scontato, invece, era l'incremento di 6,9 punti percentuali raggiunto quest'anno rispetto al 2019. Le nostre imprese si sono impegnate a mantenere il livello del servizio all’altezza delle aspettative degli ospiti, nonostante il problema della carenza di personale, e a conservare sostanzialmente i prezzi degli anni precedenti a fronte di un aumento esorbitante del costo dell'energia e delle materie prime. Laddove possibile si è anche continuato a investire, malgrado il clima d'incertezza generale che ha caratterizzato soprattutto l'inizio della stagione». Sul lago di Garda tra luglio e agosto il tasso di occupazione ha sfiorato il 90%, con la sponda veronese che si conferma tra le mete preferite dai turisti provenienti dalla Germania, che in questi due mesi hanno rappresentato il 40,3% del totale degli ospiti, seguiti dai Paesi Bassi (27,2%) e dalla Danimarca (13,8%). Gli italiani si attestano, a distanza, al 4,9%. A ferragosto il record di presenze quando è stato registrato un’occupazione media dei campeggi del 94% sfiorando il 100% per bungalow e caravan, le soluzioni di alloggio preferite. «A fare da contraltare, persiste la difficoltà di reperire personale che possa agevolarci nel rispondere a tutte le esigenze degli ospiti, e che ha segnato pesantemente quest'estate 2022» rimarca Giovanni Bernini, presidente di AssoGardaCamping.

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