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Non esistono più le (mezze) amichevoli: l’Italia del Mancio all’esame Nations

Nations League: l’Italia è stata inserita nel terzo gruppo della Lega A insieme a Germania, Inghilterra e Ungheria: la prima partita vedrà gli azzurri affrontare la Germania (a Bologna il 4 giugno)

di Dario Ricci

Italia travolta, va all'Argentina la Finalissima

4' di lettura

Duravano all’incirca una sessantina di minuti; poi, la loro ultima mezz’ora veniva giocata già con la testa rivolta all’imminente turno di campionato, che quasi sempre presentava pure big-match decisivi per scudetto, qualificazione alle coppe (anzi, meglio oggi chiamarle “Leghe”) europee, salvezza. E allora via con la girandola delle mille sostituzioni, e arrivederci e grazie fino al successivo raduno azzurro. Ecco, così come luogo comune vuole non esistano ormai da tempo le mezze stagioni, pure le mezze amichevoli sono ormai scomparse dal calendario del calcio europeo e mondiale.

Sostituite dalla Nations League, la competizione che nelle sue due prime edizioni ha visto vincitrici nobili del suo ancor giovane palmares prima il Portogallo di Cristiano Ronaldo, poi la Francia campione del mondo in carica, che nella finale di Milano dell’ottobre scorso ha superato la Spagna (che in semifinale, sempre a San Siro, aveva battuto l’Italia poi terza grazie al successo sul Belgio a Torino).

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Insomma il torneo in cui sta per tuffarsi l’Italia di Roberto Mancini, reduce dal k.o. mondiale e dai tre schiaffi rimediati a Wembley con l’Argentina, e pur con i gradi ormai sgualciti di campione d’Europa sul petto, è roba seria, che pesa e peserà sul cammino presente e futuro del gruppo azzurro.

Torneo e formula

L’Italia è stata inserita nel terzo gruppo della Lega A insieme a Germania, Inghilterra e Ungheria: la prima partita vedrà gli azzurri affrontare la Germania (a Bologna il 4 giugno) poi l’Ungheria (a Cesena il 6 giugno) prima di volare in Inghilterra (Wolverhampton, 11 giugno), e far visita ai tedeschi, a Moenchengladbach, il 14 giugno. Girone che si chiuderà a settembre con la sfida di San Siro del 23 settembre contro l’Inghilterra, prima della conclusiva trasferta a Budapest.

Cammino irto di chiodi per il bus azzurro, e non solo per i motivi emotivi e tecnici ben noti ed evidenti, ma anche per la qualità degli avversari: su tedeschi e inglesi poco da aggiungere, se non che per loro la Nations rappresenta un sapido spuntino prima dell’abbuffata mondiale in Qatar al via a metà novembre; mentre l’Ungheria allenata da Marco Rossi, dopo il buon Euro2020 disputato, si presenta come cliente rognoso e ben poco disposto a recitare il ruolo di vittima sacrificale al cospetto degli azzurri e degli altri rivali. E allo stato dell’arte sembrano proprio i magiari i nostri principali avversari per evitare una retrocessione che avrebbe conseguenze davvero pesanti per la nostra Nazionale.

Formula

Sì, perché in Nations League c’è il rischio anche di retrocedere. La Nations League ha infatti una struttura molto simile a quella delle competizioni europee per club. Le nazioni partecipanti vengono suddivise in 4 leghe in base al proprio posizionamento nel ranking Uefa. Ogni lega a sua volta si suddivide in gruppi, 4 per le leghe A, B e C e 2 per la lega D. Le squadre inserite in ogni gruppo si affrontano in un girone all’italiana con match di andata e ritorno. Le 4 formazioni vincitrici della Lega A si qualificano per la fase finale della Nations League, ossia le “Final Four”, le 4 squadre vincitrici dei gironi delle altre leghe ottengono la promozione alla lega superiore, le ultime retrocedono.

Ranking a rischio

Oltre a introiti diretti (premi e diritti tv) e indiretti (sponsor) non banali, la Nations League ha un riflesso significativo anche sul ranking Uefa e il sorteggio dei prossimi Europei, che nel 2024 si disputeranno proprio in Germania. Gara inaugurale a Monaco di Baviera il 14 giugno 2024, finale a Berlino un mese dopo. E se il solo pensare alla capitale tedesca e al suo Olympiastadion evoca il dolce ricordo del trionfo mondiale 2006, oggi il pensiero va al fatto che le teste di serie del sorteggio di Düsseldorf del 9 ottobre saranno proprio le dieci squadre migliori della Nations (le 4 prime, le 4 seconde e le 2 migliori terze, che dovrebbero poi essere 3, visto che la Germania è già iscritta in quanto Paese ospitante).

Una griglia ampia che non dovrebbe precluderci la prima fascia, né rendere impossibile il cammino alla qualificazione pur partendo da un’eventuale seconda fascia (si qualificano infatti le prime 2 di ogni gruppo); ma ovvio che in questo momento di crisi ogni minimo scoglio appare come una montagna, con il timore concreto che nel frattempo un’Italia impegnata nel cammino di rinnovamento possa davvero scivolare nella serie cadetta della Nations League, con bacino d’interesse ridotto e a lottare con avversari come Romania, Albania, Finlandia per ritornare in serie A. Scenario – banale, ma doveroso dirlo – decisamente non auspicabile.

E i conti potrebbero non tornare….

Poco meno di un anno fa l’Italia festeggiava allo Stadio di Wembley, in quel di Londra, la conquista dell’Europeo con annessi e connessi i ricavi derivanti sia dalla vittoria nel torneo (38,5 milioni di euro) sia dagli accordi con i singoli sponsor. Oggi, invece, la nazionale azzurra riparte appunto da un torneo che la vedrà impegnata nel Gruppo 3 della Lega A insieme a Germania, Inghilterra e Ungheria in una serie di 6 gare (3 di andata e 3 di ritorno) che si giocheranno appunto tra giugno e settembre.

L’obiettivo è centrare la seconda Final Four consecutiva dopo quella che lo scorso ottobre, in casa, vide - come ricordavamo - gli azzurri eliminati dalla Spagna in semifinale al Meazza di Milano. La finalina per il terzo posto all’Allianz Stadium di Torino ha visto invece trionfare gli azzurri contro il Belgio, per un incasso complessivo di 12,5 milioni di euro.

La Uefa non ha ancora comunicato il valore della competizione 2022/2023, ma le stime riferite all’edizione precedente parlano di 4,5 milioni di euro che le quattro squadre vincitrici dei Gruppi A incasseranno in vista della Final Four. In linea di principio la “finale a quattro” si disputerà in casa di una delle quattro vincitrici dei gruppi della Lega A e la sede verrà definita dopo la conclusione della prima fase.

Vincere la competizione vorrebbe dire incassare in soli premi circa 10,5 milioni di euro, mentre l’altra finalista metterà nelle proprie casse federali 9 milioni. Alla terza e alla quarta classificata, in base alle tabelle dell’edizione precedente, andranno rispettivamente 8 e 7 milioni di euro. Numeri infinitamente ridotti se invece a quelle agognate Final Four non ci si dovesse arrivare o, ancor peggio, scivolare nell’inferno calcistico della Lega B. Da laggiù, il trionfo di Wembley del luglio scorso apparirebbe davvero lontanissimo…


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