Qualcuno sa leggere

Non mi sento a posto

di Sasha Carnevali

3' di lettura

Come un pesce fuor d’acqua è un racconto scritto da Davina Bell e illustrato da Allison Colpoys, un’opera tutta australiana che ha giustamente vinto diversi premi sia per il testo, sia per i disegni malinconici che ritraggono il protagonista Alfie mentre scompare sotto il peso di un vago senso di inadeguatezza che lui sa solo percepire come “quella sensazione”.

Quella che gli fa venire mal di pancia al mattino, quando deve andare a scuola. Quella che prova alle gare di corsa, quando prima ancora di partecipare sa che arriverà ultimo. Quella che lo fa rinunciare ad andare a un compleanno, e occultare il regalo per la festeggiata perché occhio non vede, cuore non duole. Alfie oggi ha un costume da stella marina pronto per la Festa In Maschera Sottomarina della scuola; i suoi genitori affermano con entusiasmo che il travestimento lo rende bellissimo e sarà un successo. Ma lui non trova il coraggio di indossarlo; supplica la mamma di non arrabbiarsi perché vuole rinunciare anche a questa festa. E lei, senza commentare, lo accompagna dolcemente a visitare l’acquario per distrarsi, per avere un’altra prospettiva – non solo su questa giornata in particolare, ma su tutta la sua vita.

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Lì, tra le grandi vasche in cui nuotano squali, polpi e scorfani, Alfie vede una stella marina perfetta, e di nuovo si intristisce per non essere stato all’altezza delle aspettative - sue, dei genitori, della scuola. Poi scorge un pesce pagliaccio: un minuscolo, colorato, festoso pesciolino che appare e scompare tra i coralli proprio come il Nemo disneyano. «Perché si nasconde?», chiede alla mamma. «A volte hanno bisogno di nascondersi. Loro fanno così». E Alfie capisce.

Capisce che può accettare la sua natura, e che non deve mettersi necessariamente alla prova; non adesso, comunque.

Lo capisce grazie all’empatia dei genitori: non ci sono frasi condiscendenti e falsamente consolatorie come «coraggio, non è niente!», «su, provaci!», o le peggiori, quelle che iniziano con «comunque ricordati che...». I genitori di Alfie sanno ascoltare in silenzio le sue apprensioni e in questo modo non solo non le sminuiscono, ma accettandole affrancano il bambino dalla vergogna di provare il suo senso di inadeguatezza. Questa liberazione gli permette di attivare il suo spirito di osservazione e capire che non è il solo a sentirsi piccolo e timido: che essere introversi e non competitivi è un tratto caratteriale a cui non si può dare un valore qualitativo, più alto o più basso. Come per i capelli biondi o castani, come per le strisce arancioni, bianche e nere del pesce pagliaccio.

Dice un proverbio inglese che potrebbe aver ispirato questa storia: «ci sono molti pesci nel mare». Ovvero: le possibilità di realizzarsi ed essere quindi felici, a proprio agio, sono moltissime. C’è una nicchia ideale per tutti: per gli squali, per i polpi, per le stelle marine e per i pesci pagliaccio. Trovare amici e compagni di vita in un oceano pieno di ogni forma di vita non solo è possibile, ma succederà. Avere la pazienza di crescere, maturare e acquisire la propria indipendenza significa poter scegliere quali acque navigare.

È lo stesso concetto su cui si basa la campagna «It gets better» (le cose migliorano), un concreto appoggio morale ai ragazzini LGBTQ che si sentono dei pesci fuor d’acqua, lanciata dal giornalista Dan Savage in seguito all’ennesimo suicidio di un 15enne americano bullizzato per il suo orientamento sessuale. In sei anni sono stati creati oltre 50mila video, esempi di emancipazione dalle proprie insicurezze e dalle altrui vessazioni, raccontati in prima persona da adulti che vanno dall’anonimo camionista a Barack Obama, per dimostrare che passano anche le infanzie e adolescenze così difficili da far prendere in considerazione il suicidio.

Tornando all’età più tenera: esistono molti libri dedicati ai bambini paurosi, compresi dei manuali prescolari che vogliono incoraggiarli ad affrontare gli ostacoli che li spaventano – tutti libri che hanno un loro senso. Ma il pregio di Come un pesce fuor d’acqua sta nell’accettazione anziché nell’incitazione. E merita una nota anche la felice resa del titolo italiano: l’originale The Underwater Fancy-Dress Parade – la Festa In Maschera Sottomarina a cui deve partecipare Alfie – riduce a un episodio scatenante la lezione di vita che questo volumetto di 32 pagine può passare con grazia a un bambino in difficoltà. Ma dare un nome, dedicare il titolo del libro proprio a “quella sensazione”, per il bambino che lo legge significa scoprirne la legittimità, e farla finalmente sua.

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