i dati istat sul senso civico

Non pagare le tasse? Per quasi il 30% degli italiani non è “peccato”

di Alessia Tripodi


Vizi e virtù degli italiani: non è peccato non pagare le tasse. Grave la corruzione

2' di lettura

Per la maggior parte degli italiani il voto di scambio è grave, ma non lo è l’infedeltà fiscale. E pochissimi dichiarano di sporcare le strade e di parcheggiare in doppia fila. Sono i numeri di un’indagine Istat sul senso civico dei nostri connazionali, che ha analizzato atteggiamenti e comportamenti nella vita quotidiana nel biennio 2016-2018.  Scoprendo che per il 29,3% degli intervistati non pagare le tasse è un comportamento «tollerabile», così come farsi raccomandare per avere un lavoro (per il 28,3%).

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Strade sporche e parcheggi selvaggi? In pochi confessano
Nel 2018 l’ 84% degli italiani maggiorenni, dice l’Istat, afferma di non gettare carte per strada (dato in aumento rispetto al 2014), il 74,4% degli automobilisti di non parcheggiare in doppia fila e poco più della metà di questi ultimi dichiara di prestare «abitualmente attenzione» a non adottare comportamenti rumorosi alla guida. Numeri che saltano all’occhio, almeno a giudicare dal caos che affligge molte città italiane. Da un altro sondaggio riferito al 2016, poi, emerge che per il 23,4% degli intervistati è accettabile parcheggiare in sosta vietata «in determinate condizioni», il 18,5% concede deroghe all’uso del cellulare alla guida.Guidare dopo aver bevuto, passare con il rosso, non indossare il casco sono giudicati gravi rispettivamente dall'87,2%, dal 79,0% e dal 78,2% degli italiani interpellati.

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Più grave il voto di scambio che l’infedeltà fiscale
Il 76,1% e il 72,5% dei cittadini intervistati dall’Istat assegnano un giudizio di gravità «massimo» al voto di scambio e alla corruzione, mentre solo il 53,5% valuta allo stesso modo l'infedeltà fiscale che, in ordine di gravità, precede solo l'affissione selvaggia di manifesti, avvisi e pubblicità su pali, cassonetti o muri (41,4%). Per un quarto dei 14enni la corruzione è un fatto «naturale e inevitabile», sei persone su dieci considerano pericoloso denunciare fatti di corruzione, mentre oltre un terzo (36,1%) lo ritiene inutile.

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