il dibattito sulle specializzazioni

Non servono nuove etichette

di Paolo Troiano (Milano)

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(© Guido Koppes)


1' di lettura

Perché il Consiglio nazionale di occupa di questioni che dovrebbero essere lasciate alla sfera dei singoli e al rapporto cliente - professionista? Per essere “specializzato” non ho bisogno di alcuna etichetta; mi specializzo studiando, approfondendo, lavorando. Le “etichette” servono solo a creare - spesso false - credenze nella clientela che facendovi legittimo affidamento non fa alcuno sforzo per valutare il professionista che ha di fronte. In sostanza quello che è successo agli investitori di Parmalat, Lehman, Enron eccetera che avevano fatto legittimo affidamento sulle relazioni delle società di revisione. Cerchiamo di pensare a cose serie e a consentirci di lavorare in maniera seria e professionale senza dover spendere il 50% del nostro tempo in attività inutili o stupide (burocrazia, Fprofessionale continua, antiriciclaggio eccetera). Ognuno di noi dottori commercialisti, anche alla luce del mercato di riferimento, deciderà il “livello di specializzazione” da adottare.

L’intervista con Miani

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