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Non si arresta la caduta di Tim: -10% da inizio settimana

Il mercato crede sempre di meno nell'Opa di Kkr

di Enrico Miele

(ANSA)

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - La presentazione del progetto di spin-off della rete, secondo indiscrezioni portata all’attenzione del cda dal prossimo amministratore delegato Pietro Labriola, non riesce ad arginare le vendite sul titolo Telecom Italia, che si conferma il peggiore dell’indice FTSE MIB. La tlc ha perso oltre il 10% in tre sedute, passando da un valore di 0,45 euro ad azione alla fine della scorsa settimana a 0,40 euro. A fare una sintesi di quanto sta emergendo intorno a Tim ci pensano gli analisti di Websim, per i quali «il mercato crede sempre di meno nell'opa di Kkr».

Più sfumato, invece, il giudizio di Equita, che ricorda come diversi quotidiani riportino le indiscrezioni in merito alla presentazione preliminare al board delle linee guida del piano condotta da Labriola. Secondo diverse fonti, nella NetCo confluirebbero la rete fissa, Sparkle e Telsey, «un perimetro molto ragionevole – scrivono gli analisti di Equita – visto che comprende tutti gli asset di rilevanza strategica nazionale su cui il governo aveva chiesto qualche sorta di mantenimento di controllo statale». Il resto degli asset, ossia le attività retail, il Cloud e Tim Brazil, farebbero parte di una ServiceCo (tra le ipotesi, la società dei servizi potrebbe includere anche la quota di Inwit, così come la rete mobile).

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«Questa ipotesi secondo noi offre un appeal speculativo più alto per Inwit perché potrebbe essere un asset che ServiceCo potrebbe monetizzare per ridurre il debito. La presenza in NetCo avrebbe potuto suggerire invece una valutazione dell’asset come core». Secondo il broker, la buona accoglienza del piano da parte del cda contribuisce a «togliere le ultime (per quanto minime) incertezze sulla rapida nomina di Labriola come ceo, dovrebbe indicare che gli ostacoli allo spin-off (politici, sindacali, credit rating) e alla successiva fusione di NetCo e Open Fiber (antitrust) non sono ritenuti insormontabili» e «riduce il rischio che Tim ritorni allo scenario pre-offerta Kkr perché in ogni caso il piano stand-alone avrebbe quanto meno la prospettiva della fusione con Oper Fiber». Quanto all’offerta del fondo, «la maggiore incertezza sul deal potrebbe derivare dal contesto politico che è molto fluido a causa dell’elezione del presidente della Repubblica e delle ipotesi di rimpasto di governo».

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