il quesito del lunedì

Non si trovano i co-eredi? L’Esperto risponde: «Conto in banca bloccato senza le loro firme»

di Francesco Saverio Russo

2' di lettura

Il quesito. Sono erede, con altri due fratelli e due nipoti (figli di mio fratello deceduto oltre vent'anni fa), di un conto cointestato, a firme disgiunte, tra me e mio padre che è deceduto circa quattro mesi fa. Devo chiudere il conto, che attualmente ha un saldo di 45 euro circa. Purtroppo non riesco più a rintracciare i miei nipoti, con cui ho perso i contatti da diversi anni, ma la banca si oppone alla chiusura del conto (che sta andando in rosso a causa dell’addebito trimestrale del canone), perché esige la loro firma. Come è possibile uscire da questa situazione?
V.F. - Milano

La risposta. Se i nipoti hanno accettato (espressamente, tacitamente, implicitamente o ex lege) l’eredità, la loro presenza per conferire le disposizioni alla banca circa la chiusura del conto corrente appare effettivamente inevitabile.

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Se tale accettazione non è invece avvenuta, l’unico strumento è quello concesso dall’articolo 481 del Codice civile : il lettore chiede al giudice di fissare ai nipoti un termine più breve (di quello ordinario decennale) per accettare; il giudice fissa il termine; se alla scadenza di questo termine i nipoti non hanno reso accettazione formale, non sono più (meglio, non sono mai stati) eredi.

Il quesito è tratto dal fascicolo dell’«Esperto risponde» in edicola con «Il Sole 24 Ore» di lunedì 28 maggio.

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