L’ALTRO TERRENO DI SCONTRO

Non solo Brennero: braccio di ferro Italia-Austria sul passaporto degli altoatesini

di Andrea Carli


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Oltre che sull’ipotesi di un rafforzamento dei controlli austriaci al Brennero Roma e Vienna sono distanti sul tema della concessione della cittadinanza austriaca ai altoatesini germanici e ladini del Sud Tirolo (Epa)

4' di lettura

Non c’è solo lo spettro del ripristino dei controlli al Brennero che incombe sui rapporti tra Italia e Austria. C’è anche un’altra questione: il braccio di ferro tra Roma e Vienna sugli altoatesini. Con Vienna che ha proposto di concedere loro il passaporto austriaco, e l’Italia che sotto i governi Renzi e Gentiloni ha chiuso a questa ipotesi. Ipotesi che torna ora sul tavolo del nuovo governo M5s-Lega. Salvini punta a dare vita a una confederazione sovranista, una “lega delle leghe” in vista delle europee di maggio, di cui farebbe parte anche la Fpoe austriaca, il partito di estrema destra del vicepremier Henz-Christian Strache. La porta potrebbe essere, se non aperta, meno chiusa.

La proposta di Kurz: passaporto austriaco per gli altoatesini germanici
A dicembre il cancelliere austriaco Sabastian Kurz, alla guida di un esecutivo che vede il Partito popolare austriaco governare con il Partito della libertà (FPÖ) del nazionalista Heinz-Christian Strache, ha lanciato il sasso. Il più giovane primo ministro europeo ha proposto di riconoscere, in aggiunta alla cittadinanza italiana, il passaporto del suo paese agli altoatesini germanici e ladini del Sud Tirolo. La proposta, che faceva parte del programma con cui Kurz si era presentato agli elettori, è stata accolta in maniera positiva dai partiti di estrema destra tedesca dell’Alto Adige - il doppio passaporto è un loro cavallo di battaglia - e da parte della Svp, tradizionalmente alla guida della Provincia autonoma di Bolzano.

La reazione di Gentiloni e Alfano
L’iniziativa è stata letta da Roma come un tentativo di sottrarre questi territori alla sovranità italiana. Sei persone su dieci che abitano nella provincia di Bolzano hanno dichiarato di essere di madrelingua tedesca, pertanto avrebbero i requisiti per ottenere il passaporto austriaco. Dopo una prima reazione dei ministri degli Esteri Gentiloni prima e Alfano poi, Kurz ha preferito non cercare lo strappo con Roma. Ad aprile, quindi dopo le elezioni politiche in Italia che hanno registrato l’affermazione dei Cinque Stelle e, nell’ambito della coalizione di centrodestra, della Lega, il tema è tornato sotto i riflettori: Vienna ha proposto di aprire i consolati austriaci nel mondo ai cittadini altoatesini di lingua tedesca e ladina, anche in quei paesi dove c’è un consolato italiano.

Bisesti (Lega) apre su passaporto sudtirolesi
Quale sarà l’approccio del governo giallo verde sulla questione? Il segretario della Lega Trentino, Mirko Bisesti, in un’intervista al quotidiano viennese Die Press ha ricordato che «per la Lega le radici storiche sono un valore importante. Comprendiamo perciò i sudtirolesi e le loro istanze. Siamo disposti a parlarne a condizione che la delicata questione del doppio passaporto venga risolta assieme da Roma, Vienna e Bolzano nel modo più armonioso possibile. Vogliamo evitare strumentalizzazioni nazionalistiche, che in Catalogna hanno portato a un’escalation». Bisesti ha ricordato anche «la vecchia amicizia» che lega il suo partito alla Fpoe di Strache. La questione della doppia cittadinanza, ha sottolineato il governatore altoatesino Arno Kompatscher, «è una materia giuridica e politica complessa e il suo approfondimento richiede tempo. È volontà di Vienna affrontare la tematica in dialogo con Roma». Secondo il presidente i tempi sono comunque lunghi anche perché l’Austria dovrebbe disdire un accordo internazionale sulle cittadinanze e anche questo non avrebbe effetto immediato.

Tiene banco il nodo dei controlli al Brennero
In attesa che il tema torni sotto i riflettori a tenere banco nelle relazioni tra Italia e Austria è il nodo Brennero. Oggi il ministro dell’Interno tedesco Horst Seehofer ha incontrato Kurz a Vienna. È stata l’occasione per fare il punto sulla portata dell’intesa raggiunta all’interno dell’esecutivo tedesco, intesa che prevede centri di transito per i migranti che hanno presentato richiesta di asilo in uno stato Ue e successivamente tentano di raggiungere la Germania. La possibilità, ventilata da Berlino, che queste persone vengano respinte e rimandate nei paesi di primo sbarco e in Austria, ha spinto Vienna a minacciare controlli più stringenti al Brennero.

L'Austria pronta a blindare il Brennero

Il ministro degli Affari esteri Moavero: per ora nessuna stretta
«Oggi ho parlato con la ministra degli Esteri austriaca Karin Kneissl per fare il punto sulla situazione che riguarda il Brennero - ha detto il ministro degli Affari esteri Enzo Moavero -. La ministra mi ha confermato che per ora non c’è in vista nessun tipo di misure: ci saranno incontri nei prossimi giorni tra ministri degli Interni di Germania, Austria e Italia per i cosiddetti movimenti secondari. A valle di questo si farà una valutazione collettiva».

Kurz: su frontiere pronti a diversi scenari
Il cancelliere austriaco ha ricordato che «è la Germania che sta prendendo delle decisioni. Sono decisioni che potrebbero richiedere una nostra risposta». E alla domanda se Vienna sta valutando l’ipotesi della chiusura del Brennero, Kurz ha spiegato che l’Austria vuole «una soluzione europea», cioè frontiere esterne più forti a salvaguardia di Schengen, ed è stata una «avanguardia» nel lottare per questo. «Non voglio speculare su quanto faremo - ha aggiunto -. Siamo pronti per diversi scenari». «Non sappiamo quale sarà la decisione tedesca - ha aggiunto il vicecancelliere austriaco Strache -. La valuteremo e poi decideremo, cercando di evitare gli effetti negativi. In Europa abbiamo contatti con altri, per esempio con Salvini, per trovare una soluzione europea ed evitare un effetto domino» nell’area Schengen. Il ministro delle Infrastrutture austriaco Norbert Hofer, anche lui rappresentante del Partito della libertà austriaco, ha sottolineato che il ripristino dei controlli al Brennero «sarebbe una catastrofe».

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