L’ALTO RAPPRESENTANTE

Non solo Covid-bond o Mes, la proposta di Borrell: una missione Ue per contenere la pandemia

Per ora i ministri della Difesa dell’Unione europea concordano sull’ipotesi di mettere in campo una task force militare

di Andrea Carli

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Per ora i ministri della Difesa dell’Unione europea concordano sull’ipotesi di mettere in campo una task force militare


2' di lettura

Mentre l’Eurogruppo discute se sia opportuno ricorrere al Fondo Salva Stati per sostenere gli Stati europei alle prese con le conseguenze economiche del coronavirus, si profila uno strumento di intervento parallelo: una missione militare Ue. La proposta è stata fatta dall’Alto rappresentante dell’Ue per la politica estera, lo spagnolo Josep Borrell, nell’ambito della polirica di sicurezza e difesa comune.

Il vertice dei ministri della Difesa: si valuta task force militare
Ed è arrivata sul tavolo della riunione dei ministri della Difesa dell’Unione, che si è svolta in videoconferenza ieri, lunedì 6 aprile. Dalla riunione è emersa la disponibilità dei 27 a fare un primo passo in quella direzione. L’Unione europea, è la posizione emersa, valuta una task force per uno scambio di informazioni e buone pratiche militari nella guerra contro il coronavirus. Non ancora una missione militare vera e propria, dunque, ma uno strumento che consenta di condividere le informazioni.

Borrell: da oggi la salute diventa una questione di sicurezza
Prendendo spunto dai molti esempi nei vari Paesi, dall’Italia alla Germania, dalla Polonia alla Romania, di come i militari sostengono gli sforzi nella lotta al Covid-19, «abbiamo deciso - ha spiegato Borrell - di esplorare in che modo usare l’expertise militare per condividere informazioni e buone pratiche tra Stati membri, e per creare una task force nell’ambito del Servizio europeo per l’azione esterna, guidato dallo staff militare dell’Ue, in pieno coordinamento e complementarietà con la Nato». L’Alto rappresentante ha inoltre aggiunto: «Il lavoro dell’Unione nel campo della sicurezza e della difesa resta una chiara priorità, da oggi più che mai, dato che la salute diventa una questione di sicurezza».

Missioni di formazione e operative al di fuori dei confini Ue
Le missioni militari dell’Unione europea si sviluppano nell’ambito della politica di sicurezza e difesa comune. Da qualche giorno, il primo di aprile, opera “Irini”, la missione che ha preso il posto di quella navale Sophia, e che ha l’obiettivo di far rispettare l’embargo Onu sulla vendita di armi alla Libia. Tra le missioni fuori dai confini Ue, quelle di formazione (Somalia, Mali e Repubblica centroafricana) o più operative (Bosnia-Erzegovina, nel Mwditerraneo e nell’Oceano indiano), tutte concordate con i Paesi coinvolti. Ma finanziare una vera e propria missione europea con la funzione di assistere la popolazione implicherebbe una decisione politica, ovvero lo spostamento di risorse da queste missioni e la definizione di nuove priorità. In contesto caratterizzato da un’Unione europea che non riesce a mettersi d’accordo sui corona-bond, la strada appare in salita.

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