esecutivo giallo-verde

Non solo «decretone» reddito-pensioni: tutte le misure del governo vittime dell’effetto annuncio

di Andrea Gagliardi e Andrea Marini


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(REUTERS)

2' di lettura

Sembra finalmente chiuso il cantiere del reddito di cittadinanza. Il “decretone” inclusivo anche della riforma delle pensioni con “quota 100”, sarà approvato in serata dal Cdm, slittato alle 18. Ma il decreto era stato già rinviato di una settimana lo scorso 10 gennaio. Non è il primo provvedimento importante dell’esecutivo giallo-verde a subire ritardi, finendo nel più grande gioco dei veti incrociati. A partire dalla manovra, approvata dal Cdm lo scorso 15 ottobre.

Per la manovra ritardo record
La legge prevede che entro il 20 ottobre il testo della manovra debba essere presentato alle Camere. Tuttavia il testo della legge di bilancio è arrivato in Parlamento solo il 31 ottobre, al termine di una gestazione durata quindici giorni. Un record, anche se questi ritardi nella presentazione del testo della manovra alle Camere sono diventati una prassi negli ultimi anni. Il governo Letta approvò in Cdm la manovra (allora si chiamava legge di stabilità) il 15 ottobre 2013 e il testo fu presentato al Senato il 21 ottobre successivo, dopo 6 giorni quindi. Con la prima manovra di Renzi (nel 2014) il ritardo è arrivato a 8 giorni, salito poi a 10 giorni nel 2015 fino a toccare i 14 giorni nel 2016. Nel 2016, il 15 ottobre, Renzi si presentò alla stampa, dopo aver approvato la manovra in Cdm, con una serie di slide che illustravano le principali misure, ma il testo arrivò alla Camera solo il 29 ottobre. Con Gentiloni, infine, l'anno scorso, si è di nuovo scesi a 13 giorni.

Dl semplificazioni scomparso per 2 mesi dai radar
Interessante anche la storia del decreto semplificazioni. Approvato “salvo intese” in Consiglio dei ministri il 15 ottobre (insieme alla legge di bilancio e al decreto fiscale), è poi sparito dai radar. Parcheggiato per settimane al Dagl (Dipartimento affari giuridici e legislativi della presidenza del Consiglio), il decreto è stato approvato definitivamente solo il 13 dicembre, con un testo molto più snello del previsto e privo di misure che erano state preannunciate o inserite in bozze precedenti.

Ddl concretezza in affanno
Storia non molto diversa per il ddl concretezza, approvato in esame preliminare dal Consiglio dei Ministri il 13 settembre, con una stretta sull'assenteismo nella pubblica amministrazione e l’obiettivo di individuare soluzioni per garantire l'efficienza della pubblica amministrazione, il miglioramento dell'organizzazione amministrativa e l'incremento della qualità dei servizi forniti. Il ddl ha avuto però una lunga gestazione. Il via libera definitivo del consiglio dei ministri è arrivato solo il 25 ottobre.

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