qualificazioni mondiali

Non solo Italia-Svezia: corsa agli ultimi nove posti per Russia 2018

di Dario Ricci

4' di lettura

Non solo Italia-Svezia. Da oggi fino a giovedi 16 novembre Russia2018 eleggerà le ultime nove ammesse al gran ballo del calcio globale. Una tra azzurri e gialloblu (e speriamo ardentemente che gli dèi del football non si facciano intimorire dai nostri rivali vichinghi…), certo, ma anche altre otto aspiranti protagoniste a Mosca e dintorni, l'estate prossima. E allora eccola, la rassegna delle squadre che in una manciata di giorni si giocheranno l'ultimo sogno mondiale.

Europa (4 posti disponibili)
Si comincia oggi con Croazia-Grecia e Nord Irlanda-Svizzera. Dopo aver accarezzato il sogno Ancelotti, la Croazia si è affidata al nuovo ct Zlatko Dalic, che pare aver messo ordine in una metà campo, quella offensiva, con pochi uguali al mondo: dubbio Badelj/ Brozovic, poi gli altri “italiani” Perisic, Rog e Kalinic, con Mandzukic in dubbio, oltre ai fenomeni della Liga Modric e Rakitic. Croati nettamente favoriti contro una Grecia che a Zagabria non avrà lo squalificato Manolas, perno della difesa romanista (punito per essersi fatto ammonire volontariamente): difesa incentrata sulla coppia Papastathopoulos-Papadopoulos, attacco con Mitroglou, obiettivo dichiarato dare un senso alla gara di ritorno ad Atene. Anche la Svizzera sembra favorita con i nord-irlandesi, che cercano il primo mondiale in 30 anni (e che nel 1958 eliminarono proprio l'Italia nelle qualificazioni ai mondiali di Svezia…). Due tridenti contro: Davis-Lafferty (ex Palermo)-Magennis contro Shaqiri (ex Inter), Zuber e Seferovic. Ma il centrocampo svizzero unisce qualità e quantità, con Dzemaili, Xhaka (Arsenal) e l'atalantino Freuler . A Belfast i padroni di casa la butteranno sul fisico, ma i rossocrociati hanno tutto per mantenere il sangue freddo sul prato del Windsor Park.

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Tralasciando qui gli ovvi approfondimenti su Svezia-Italia, la più equilibrata delle sfide sembra quella di sabato fra Danimarca e Irlanda, anche se i bookmakers sembrano non dare molte speranze ai verdi di Dublino. Ma O'Neill, dopo aver fatto fuori il Galles sbancando Cardiff e aver disputato nel 2016 un gagliardo Europeo in terra di Francia, punta comunque a un'altra sorpresa. L'uomo che può fare la differenza per i danesi è Eriksen, in gran forma col Tottenham, mentre al centro dell'attacco ci sarà Cornelius, che finora s'è visto a sprazzi nell'Atalanta. Per gli irlandesi qualche problema di infortuni, come il mal di schiena che affligge Hendrick (ma ci sarà) e ben 10 diffidati, a rischio squalifica per il ritorno.

Playoff intercontinentali (2 posti)
Due spareggi intercontinentali, quattro partite con un elemento costante e comune: i viaggi infiniti, resi più difficili dal fatto che si gioca a distanza di 4-5 giorni con 17-18 fusi orari di differenza. Honduras e Australia, rappresentanti di Centro America e Asia (dove da un po' di tempo albergano i canguri del soccer, in cerca di sfidanti più qualificati), e Nuova Zelanda (ricordate l'1 a 1 cui ci inchiodarono a Sudafrica2010?) e Perù (Oceania e Sud America) hanno già iniziato un tour de force aereo, anticipato il più possibile per adattarsi ai fusi orari e costoso anche economicamente (peruviani e neozelandesi, per risparmiare, viaggeranno sullo stesso charter prima del ritorno).

La vigilia del Perù è stata turbata dal caso Guerrero, sospeso dopo la positività all'anti-doping (cocaina). Il centravanti del Flamengo sostiene di aver consumato un té contaminato da foglie di coca, ma intanto sabato, nella gara di andata, non ci sarà. Al suo posto forse Raul Ruidiaz, ma cresce anche la candidatura di Jefferson Farfan. I neozelandesi, nettamente sfavoriti, potranno comunque contare su Chris Wood, la stella dei kiwi, con 7 gol in 6 partite nelle qualificazioni. Più equilibrata la sfida fra Honduras e Australia, con i “socceroos” che hanno tremato quando nell'ultima gara giocata il capitano, goleador e condottiero Tim Cahill (decisivo nella gara contro la Siria) ha rimediato un infortunio alla caviglia sinistra. È partito comunque, seppur con un giorno di ritardo rispetto ai compagni, e proverà ad esserci. Si gioca a San Pedro Sula, la seconda città del Paese e una delle prime al mondo per criminalità, con un tasso di omicidi di 112 per 100mila abitanti. Il governo honduregno ha schierato 1200 soldati.

Nuova Zelanda-Perù: sabato 11, ore 4.15 (italiane) a Wellington, ritorno giovedì 16 alle 3.15 (italiane) a Lima.
Honduras-Australia: venerdì 10, ore 23 (italiane) a San Pedro Sula, ritorno mercoledì 15 alle 10 (italiane) a Sydney.

Africa (Tre posti)
Tre gironi ancora aperti, con la complicazione della gara da ripetere nel gruppo D.
Gruppo A: Tunisia 13, RD Congo 10, Libia e Guinea 3. Sabato: Tunisia-Libia e RD Congo-Guinea. Ai tunisini basta un pareggio coi libici per staccare il biglietto per la Russia. La Repubblica Democratica del Congo deve affidarsi alla Libia e vincere.
Gruppo C: Marocco 9, Costa d'Avorio 8, Gabon 5, Mali 3. Sabato: Costa d'Avorio-Marocco, Gabon-Mali. Conta solo il big match di Abidjan, con il Marocco di Renard che cerca la prima qualificazione dal 1998, contro la squadra più continua in Africa nell'ultimo decennio. Lo juventino Benatia (elogiato apertamente dal suo tecnico per la sua sapienza tattica) sarà in campo, ai marocchini basta il pari. Match che si preannuncia incandescente
Gruppo D: Senegal 8, Burkina Faso 6, Capo Verde 6, Sudafrica 4: Venerdì Sudafrica-Senegal. Martedì 14: Senegal-Sudafrica e Burkina Faso-Capo Verde. Sulla carta sono ancora tutte in gara, la matassa si dipanerà dopo il replay di Sudafrica-Senegal, partita combinata dall'arbitro Tettey, poi radiato. Ultimo turno martedì, col “ritorno” in Senegal e “spareggio” fra seconde.

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