1930-2020

Non solo James Bond. Addio a Sean Connery, sex symbol del cinema

Se n’è andato a 90 anni il protagonista di numerose pellicole dell’agente 007 ma anche di nmoltissimi altri personaggi di grande successo: dal papà di Indiana Jones al Giuglielmo da Baskerville del Nome della Rosa

di Luigi Paini

Addio a Sean Connery

Se n’è andato a 90 anni il protagonista di numerose pellicole dell’agente 007 ma anche di nmoltissimi altri personaggi di grande successo: dal papà di Indiana Jones al Giuglielmo da Baskerville del Nome della Rosa


3' di lettura

Aveva cominciato a guadagnarsi il pane facendo il muratore, il bagnino, la guardia del corpo, la comparsa in teatro, il ballerino. E il modello: questo non ci fa alcuna impressione, perché James Bond, pardòn Sean Connery, scomparso all'età di 90 anni, era bello, anzi bellissimo, di viso e di fisico, come un dio greco, tanto da partecipare per la Scozia, sua patria di origine, al concorso di Mister Universo del 1953, arrivando al terzo posto. Costretto a tutti quei mestieri, prima di diventare uno degli attori più famosi e pagati del mondo, perché non era per nulla un figlio d'arte. Anzi: papà camionista, mamma donna di servizio: alla faccia dell'ascensore sociale, davvero la classe non è acqua…

Dagli esordi a 007

È a trentadue anni, nel 1962, che la carriera di Sean, reduce da alcune interpretazioni in tv e sul grande schermo (fra le altre, anche nel kolossal bellico “II giorno più lungo”) ha la svolta epocale. Notato dal mitico produttore Albert Broccoli e da Harry Saltzman, viene scelto per il personaggio che imprimerà il classico marchio indelebile a tutta la sua carriera: l'agente segreto 007, James Bond, creato da Ian Fleming. Primo film, e subito megasuccesso planetario, è “Agente 007, licenza di uccidere”, diretto da Terence Young.

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Bello, tanto bello, e simpatico. Invincibile, ma sempre, sotto sotto, umano, in totale sintonia con il pubblico maschile e femminile. Le donne (lo testimoniano tutte le mie amiche) lo hanno costantemente adorato: giovane, maturo, autunnale, anziano e saggio, chi non si è innamorata di lui? I maschi lo hanno idealizzato, dando alla parola divo il suo vero senso: qualcuno che sta a mezzo tra l'uomo di tutti i giorni e la divinità, destinato ad avere un posto riservato nell'Olimpo, negato a noi comuni mortali. Negato, ripeto, ma accessibile in qualche modo grazie a lui, che ci “permetteva” di sbirciarne i segreti attraverso il fascio luminoso che si accendeva sul grande schermo, perennemente accompagnato dalle fantastiche colonne sonore di John Barry.

Ineguagliato James Bond

Dopo “Licenza di uccidere” seguirono, a passo di carica, “Dalla Russia con amore”, “Missione Goldfinger”, “Operazione Tuono”, “Si vive solo due volte”. E poi, dopo pause e ripensamenti molteplici (e altri ruoli importanti, come quello del protagonista in “Marnie” di Alfred Hitchcock o “La collina del disonore” di Sidney Lumet), “Una cascata di diamanti” e infine, diversi anni dopo e per l'ultima volta, “Mai dire mai”, nel 1982. E poi basta con Bond, interpretato con diverso successo (qualche volta minore, mai maggiore) dai vari George Lazenby, Roger Moore, Timothy Dalton, Pierce Brosnan, Daniel Craig. Basta con un personaggio che aveva finito per fagocitarlo, regalandogli il successo planetario ma impedendogli di dare libero sfoggio a tutto il ventaglio delle sue capacità di attore.

La galleria di protagonisti

E allora dai, Sean, facci ancora ricordare di che cosa sei stato capace. Ci hai di nuovo rapiti in “I cospiratori”, di Martin Ritt; ci hai trascinati in un futuro da incubo con “Zardoz”, di John Boorman; ci hai fatto vivere straordinarie, esotiche avventure in “Il vento e il leone” di John Milius e “L'uomo che volle farsi re” di John Huston. Con “Robin e Marian”, al fianco della leggiadra Audrey Hepburn, hai rivisitato in chiave nostalgica l'epopea di Robin Hood, per arrivare poi al Guglielmo da Baskerville in “Il nome della rosa”, un altro dei tuoi personaggi impossibili da dimenticare, insieme a quello di Jimmy Malone, negli “Intoccabili” di Brian De Palma con cui, finalmente!, arriva nel 1987 l'unico (!!) Oscar di questa carriera folgorante.

Icona del cinema

Ricordiamo ancora, fra i tantissimi, “Caccia a Ottobre Rosso”, “La casa Russia”, “Il primo cavaliere”, “The Avengers”, strasicuri di scontentare più d'uno per aver dimenticato molti, troppi film. Due, però, non possiamo non citarli: il ladro gentiluomo di “Entrapment”, nel 1999, e “Scoprendo Forrester”, diretto nel 2000 da Gus Van Sant. Qui Sean era un anziano scrittore ritirato dalla vita pubblica dopo aver vinto il Pulitzer. Via dalla pazza folla, lontano dai clamori del mondo. Un mondo che a Sean Connery ha dato tutto, un mondo a cui Sean Connery ha dato tutto.

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