STUDI LEGALI 2020 - Nord italia

Non solo law firm: sul territorio realtà su misura e forza delle reti

Taglia media o small per scelta, ma alleanze con altri studi nazionali e internazionali

di Chiara Bussi

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Taglia media o small per scelta, ma alleanze con altri studi nazionali e internazionali


3' di lettura

Grandi law firm, ma non solo. Nel Nord Italia operano numerosi studi legali con dimensioni più ridotte e una forte impronta accademica. Sono legati a doppio filo al territorio che li ospita, ma al tempo stesso si inseriscono in una rete più o meno formale con altre realtà nazionali e internazionali complementari. C’è chi ha scelto la specializzazione ritagliandosi una precisa nicchia di competenza o chi punta su una consulenza a tutto tondo. Per tutti l’obiettivo è offrire un servizio il più possibile su misura.

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«Abbiamo sempre escluso di crescere dimensionalmente», chiarisce Vincenzo Roppo, ordinario di diritto civile all’università di Genova. Nel 1991, proprio nel capoluogo ligure, insieme a Paolo Canepa ha dato il via allo studio che porta i nomi dei due fondatori. Qui lavorano anche tre avvocati e due praticanti. «È la dimensione ottimale - spiega Roppo - per il tipo di clientela e di pratiche che seguiamo. Siamo generalisti e ci occupiamo di questioni legate al diritto civile e commerciale». A differenza delle grandi law firm lo studio non ha un cliente dominante da cui dipende gran parte del fatturato. «Siamo avvocati spot: spesso si rivolgono a noi clienti con cui non avevamo mai avuto rapporti, che incontrano qualche problema di particolare complessità. L’alto turnover di clientela ci aiuta a mantenere un buon grado di indipendenza». Con i big legali non sono in concorrenza ma in sinergia: «In un certo senso - dice - le law firm italiane o anglosassoni costituiscono una discreta fetta della nostra clientela. Ci affidano un incarico arbitrale, ci chiedono un parere, ci associano in una difesa giudiziale».

A Torino lo studio associato Ambrosio &Commodo si è affermato puntando sulla difesa di chi ha subito un danno, dal sangue infetto al legame tra telefoni cellulari e salute, ma anche sul fronte commerciale, nella sfera familiare, nel mondo del lavoro o del risparmio. «Una materia in continua evoluzione, che con l’emergenza da coronavirus e le sue implicazioni è destinata a diventare ancora più centrale», dice Renato Ambrosio, uno dei due soci fondatori, per diversi anni professore a contratto di medicina legale. Qui lavorano una trentina di professionisti: «Siamo una grande realtà nel panorama cittadino - fa notare Ambrosio - ma di medie dimensioni rispetto ai big milanesi o internazionali». I clienti provengono dall’Italia e dall’estero, anche grazie al network In-law.net, nato nel 1996 . «Tutto è partito - spiega l’altro socio , Stefano Commodo - dalla collaborazione con alcuni studi Usa nell’ambito di una class action contro case farmaceutiche produttrici di emoderivati infetti». Oggi la rete riunisce una quarantina di team italiani e altrettanti stranieri.

Alfredo Antonini, ordinario di diritto dei trasporti all’università di Udine, guida l’omonimo studio legale a Trieste. Fondato nel 1938, oggi conta 18 professionisti, molti dei quali impegnati anche nel mondo accademico. La specializzazione è il diritto d’impresa, a cominciare dai trasporti navali data la collocazione geografica, ma anche commerciale, societario, bancario e assicurativo. Lo studio è presente nel contenzioso giudiziale e stragiudiziale, ed è attivo anche nel campo degli arbitrati nazionali e internazionali. La gamma dei servizi si amplia sempre più. «L’emergenza sanitaria - racconta - ha messo in luce tematiche legate al diritto del turismo che in parte trattavamo già, ma che sono destinate ad affermarsi in vista delle prenotazioni già effettuate per l’estate, con la prestazione di servizi che in alcuni casi non possono più essere soddisfatti». Antonini fa parte di LawFed, una rete nata nel 2014 tra quattro studi nei centri nevralgici del tessuto produttivo italiano.

A Blf, costituito nel 2010, lavorano invece i quattro soci e nove professionisti impegnati nell’assistenza e consulenza su operazioni straordinarie ed M&A. «Per le nostre dimensioni - afferma Roberto Ludergnani, uno dei soci con un’esperienza quarantennale alle spalle - non possiamo coprire tutte le attività, per questo puntiamo sull’alta specializzazione e sul lavoro di squadra: ad ogni pratica lavora un team di un senior, un avvocato esperto e un giovane. Abbiamo però una rete informale di collaborazioni con studi nazionali e internazionali». La sede è a Bologna, con un presidio milanese indispensabile per il tipo di attività svolta. «Da sette anni - dice - seguiamo anche il diritto delle cooperative, una tematica molto sentita nella Regione. L’emergenza da coronavirus cambierà, almeno in un primo momento, le prospettive per le fusioni e acquisizioni. Mi aspetto tuttavia un certo fermento a livello locale, con operazioni guidate da family office nazionali». La presenza sul territorio potrebbe fare la differenza.

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