Video sfilate

Non solo lusso e vestiti, Louis Vuitton Cruise 2022 è spettacolo totale a colori

Il collage di riferimenti tipico di Ghesquière rappresenta bene l'ottica della ripartenza: nuovi parametri elastici, nuovi confini da sconfinare presto

di Angelo Flaccavento

2' di lettura

Un tempo appannaggio esclusivo di scrittori, saggisti e registi presi a immaginare i peggiori dei mondi possibili, distopia è diventato il termine del momento (con il corollario oppositivo dell'insopportabile resilienza). La realtà, in effetti, ha di gran lunga superato qualsivoglia fantasia. Che sia il tempo di rispolverare il pensiero utopico, meglio ancora se radicale - ricordando che radicale non vuol dire per forza barricadero, o distruttivo?

Ambientazione monumentale

È di questa opinione Nicolas Ghesquière, il cui opus utopico è la video sfilata della collezione Louis Vuitton Cruise 2022, presentato oggi. Opus, inteso come opera totale, perché l'idea è convogliata tanto dai vestiti - l'usuale collage di riferimenti, esteso adesso dalla fantascienza anni sessanta al tailoring da capitano di lungo corso - quanto dall'ambientazione, davvero spettacolare.

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Teatro delle riprese è Axe Majeur, monumentale incrocio di scultura e architettura, concepito dall'artista Dani Karavan, testé scomparso, come una passeggiata in mezzo alla natura. Un luogo davvero utopico, di riconciliazione tra uomo e ambiente, tra invenzione ed elementi, con un ponte sospeso e rosso che è pura poesia spaziale, alla faccia di decine di ecomostri. Se l'utopia della scena è facile da leggere, quella degli abiti richiede maggiore slancio interpretativo.

I colori dell’ottimismo

Ghesquière, a show concluso, utilizza i termini che adesso vanno per la maggiore: condividere, genderless, qualità. Quest'ultima è davvero eccelsa, con alcuni pezzi che sanno di couture. Su una certa androginia fluida Ghesquière si è espresso più volte. I volumi, ampi e avvolgenti, sono certamente più inclusivi. Ma l'aspetto più gioioso e utopico della collezione sta forse altrove: nei colori vibranti e ottimisti, nel turbinare di riferimenti che attraversano ere e geografie, saltando dalle cineserie alle stampe di paesaggi lunari, dalle forme ladylike ai militarismi mascolini.

Un mismatch che ben rappresenta l'oggi nell'ottica della ripartenza: superare i distinguo e le barriere per immaginare nuove categorie, nuovi parametri elastici, nuovi confini da sconfinare presto.

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