Consumi

Non solo made in Italy: dal vegano al kosher, il cibo è identitario. Lo dice l’etichetta

Continua anche la crescita dei claim sostenibili: pubblicata la decima edizione dell’Osservatorio Immagino di Gs1 che monitora 125mila prodotti per un valore di 39 miliardi 

di Emiliano Sgambato

La copertina dell’Osservatorio Immagino Gs1 disponibile online dal 18 gennaio

3' di lettura

La spesa al supermercato riflette sempre di più lo spirito identitario del consumatore, che si stia parlando di stile di alimentazione e di provenienza del cibo, di credo religioso, di dieta, o di ecologia.
Crescono,ad esempio, sia il numero dei prodotti a scaffale che riportano un claim in etichetta come “bio”, “vegano” ma anche “kosher” o “halal”, sia la loro incidenza sul giro d'affari complessivo del largo consumo. È una delle tendenze di consumo messa in evidenza dalla decima edizione dell’Osservatorio Immagino, assieme alla conferma di altri trend consolidati, come quello che riguarda l’importanza dei messaggi sulla provenienza made in Italy degli ingredienti e quello sulla sostenibilità del packaging e del processo produttivo.

Lo stile di vita è in ciò che mangi

Il 14% dei prodotti monitorati fa parte del cluster che è stato battezzato “Lifestyle” – «prodotti che soddisfano i requisiti richiesti da chi ha scelto di adottare precisi stili di vita e, quindi, di consumo, come il veganesimo o l’alimentazione conforme ai dettami religiosi», si legge nel report – che genera il 10,3% del sell-out di ipermercati e supermercati italiani (a giugno 2018 il dato era dell’8,1%); gli oltre 12mila prodotti di questo paniere generano oltre 3,3 miliardi di euro di vendite.
Da giugno 2020 a giugno 2021 a crescere sono stati soprattutto i prodotti presentati come vegano (+5,7% le vendite annue), vegetariano (+5,3%) e veg (+4,0%), mentre il “bio” ha smesso di crescere (-0,3%).

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Per quel che riguarda l’italianità in etichetta, invece, la forte crescita del fenomeno durante la pandemia ha comportato un rallentamento del trend, che comunque cresce ancora dell’1,8% rispetto ai 12 mesi precedenti. Molto bene sono andate le etichette “Docg”, con gli 877 vini a Denominazione di origine controllata e garantita che hanno visto aumentare del +17,1% il giro d'affari, che ha superato i 273 milioni di euro.

Tra i “free from“ (cioè alimenti senza qualche specifico ingrediente) si affermano i claim “senza antibiotici” (+18% delle vendite) e “non fritto” (+16,5%), mentre tra i “rich-in” emergono magnesio, potassio e zinco.Si conferma anche la tendenza a ridurre gli zuccheri e puntare di più sulle proteine.

Crescono i prodotti sotto la lente

La decima edizione dello studio ha ampliato ulteriormente il suo raggio d'analisi – oltre quelli già citati, gli altri cluster esaminati riguardano intolleranze, loghi e certificazioni, ingredienti benefici, metodi di lavorazione, texture dei prodotti – incrociando i dati Nielsen (su venduto, consumo e fruizione dei media) con le informazioni rilevate dal servizio Immagino di GS1 Italy, presenti sulle etichette di 125.431 prodotti, tra alimentari e non alimentari, venduti nei supermercati e ipermercati italiani. Un paniere che, nell'anno finito a giugno 2021, ha generato un giro d'affari di poco meno di 39 miliardi di euro, pari all'83% del sell-out totale realizzato da ipermercati e supermercati in Italia.

«L'Osservatorio Immagino ha introdotto un nuovo modo di leggere i fenomeni di consumo e i relativi cambiamenti. Industria e distribuzione del largo consumo – afferma Marco Cuppini, research and communication director di GS1 Italy – hanno così una chiave di lettura utile per creare nuovi prodotti e calibrare assortimenti che incontrino i gusti di un consumatore sempre più preparato e consapevole».

Il barometro tende alla sostenibilità

Secondo l’ormai consueto “Barometro sostenibilità”, a giugno 2021 hanno superato quota 30mila i prodotti che riportano in etichetta almeno un claim o una certificazione relativa all’attenzione all’ambiente (e non solo). Il loro giro d'affari è arrivato a 11,5 miliardi di euro, in aumento di +3,2% rispetto ai 12 mesi precedenti. Le indicazioni “green” rilevate sulle confezioni (ben 40 tra claim e certificazioni), sono state suddiviso in quattro aree da Gs1: Management sostenibile delle risorse; Agricoltura e allevamento sostenibili; Responsabilità sociale; Rispetto degli animali.
Un’analisi a parte è dedicata alla comunicazione in etichetta della riciclabilità dei packaging: quasi un terzo di tutti i prodotti analizzati fornisce indicazioni che aiutano a conferire correttamente le confezioni e la loro quota è aumentata di +4,1% nei 12 mesi rilevati.

Per il pet food 767 milioni

Un focus è stato infine riservato all’alimentazione degli animali domestici. Complessivamente sono stati rilevati 3.461 prodotti che hanno sviluppato 767 milioni di euro di vendite tra supermercati e ipermercati italiani, con una crescita di +1,2% rispetto ai 12 mesi precedenti. Partendo dalla rilevazione di 18 claim, anche questo settore è stato suddiviso in tre panieri, dedicati rispettivamente al free from, al rich-in e all'italianità.
L'approfondimento dedicato al tema della sostenibilità rileva come venga comunicata anche sui packaging dei prodotti destinati alla nutrizione di cani e gatti.


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