I 500 ANNI DALLA MORTE

Non solo mostre: effetto Leonardo da Vinci a Firenze

Celebrazioni traino turistico, nelle cantine progetti tra cultura e marketing

di Silvia Pieraccini


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3' di lettura

Si stanno per concludere le celebrazioni per i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci e la Toscana – terra natale (nel 1452) dell’artista-scienziato scomparso ad Amboise, in Francia, il 2 maggio 1519 – si trova un lascito corposo di progetti, mostre, convegni, escursioni. Un programma di eventi che ha rafforzato il brand Leonardo e ha contribuito a spingere il turismo – soprattutto quello italiano – in un anno non particolarmente brillante per il settore, e che ambisce a creare ricadute economiche anche nei prossimi mesi.

«Speriamo che la grande mostra su Leonardo in corso al Louvre continui ad alimentare l’interesse per il luogo natale dell’artista, e dunque per la Toscana», dice Sara Iallorenzi, vicesindaco di Vinci con delega alla cultura. La cittadina medievale, meno di 15mila abitanti a 40 chilometri da Firenze, circondata da vigneti e uliveti, in effetti è stato uno dei luoghi più importanti delle celebrazioni leonardiane sia per la presenza della casa natale dell’artista (ad Anchiano, appena fuori dal paese), sia per il Museo Leonardiano che ha ospitato la mostra inaugurata in aprile dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, col primo disegno (il “Paesaggio”, ora esposto al Louvre) attribuito al geniale artista e datato 1473. Nei primi nove mesi dell’anno gli ingressi alla Casa natale di Leonardo e al Museo leonardiano, parte del circuito museale comunale, sono stati 44mila in più dello stesso periodo 2018 (passando da 123mila a 167mila).

«Le celebrazioni hanno fortemente influito sull’andamento turistico – dice il vicesindaco – e il trend positivo è continuato anche nel mese di ottobre, favorito dal meteo e dal fatto che i manoscritti con l’atto di nascita e il testamento di Leonardo saranno in mostra a Vinci fino al prossimo 6 gennaio. Per questo siamo soddisfatti, è stata una buona occasione per tutto il territorio». Anche le strutture ricettive sorridono, seppur con moderazione.

A cogliere al balzo l’occasione delle celebrazioni sono state le due cantine vinicole di Vinci – Cantine Leonardo del colosso cooperativo Caviro e Fattoria Dianella della famiglia Passerin d’Entreves – che hanno ideato progetti a metà tra cultura e promozione. Cantine Leonardo ha finanziato la riapertura del museo Ideale Leonardo da Vinci (nel centro storico) e ha creato il museo “Leonardo e il Rinascimento del vino” (a 5 km dal centro), abbinandoli al lancio di cinque linee di vini fatti seguendo il cosiddetto “metodo Leonardo” (partendo dagli scritti leonardiani sulla viticoltura si sono applicati ai giorni nostri alcuni usi come la concimazione della vite con vinacce e scarti agricoli). Fattoria Dianella ha impiantato nei propri terreni le marze di Malvasia di Candia della vigna milanese di Leonardo da Vinci, regalatagli nel 1498 da Ludovico il Moro mentre stava dipingendo “L’ultima cena” e “ricostruita” nel 2015 in occasione dell'Expo. È nato così un orto ornamentale in onore del genio a 500 anni dalla morte, visitabile dai turisti e dagli ospiti dell'agriturismo aziendale.

L’effetto-Leonardo si è sentito anche a Firenze, dove però si è “diluito” nei grandi flussi turistici cittadini. Agli Uffizi, precursore delle celebrazioni con la mostra sul codice Leicester di Leonardo accessibile col biglietto del museo, gli ingressi nel periodo dell’esposizione (29 ottobre 2018-20 gennaio 2019) sono stati quasi ottomila in più rispetto all’anno precedente. Mentre la mostra sulla botanica di Leonardo prodotta dall’azienda Aboca, in corso da settembre al Museo di Santa Maria Novella, in meno di due mesi è stata visitata da 70mila persone.

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