MERCATI ESTERI

Non solo oil. Il Medio Oriente punta su turismo, reti ed energia

In un Medio Oriente attraverso da tensioni, il Forum Italo Arabo, organizzato dalla Camera di commercio italo-araba è un’occasione per favorire il dialogo tra il nostro Paese e le econome dell’area Mena, che puntano ad affrancarsi dall’eccessiva dipendenza da gas e petrolio. Molte le opportunità per le Pmi italiane, che vanno dall’agronindustria al turismo. Quest’anno, ospiti d’onore Qatar e Giordania

di Laura Cavestri


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2' di lettura

Petrolio (e gas) in cambio di gioielli, alta moda e Ferrari. Poi sono arrivati i fondi sovrani a investire nei grandi progetti del real estate. Tutto questo rimane sullo sfondo. Ora però è «il momento di allargare il focus al resto dell’industria italiana: dalla manifattura ( a partire dall’agroindustria) ai grandi progetti infrastrutturali, dagli impianti per le energie rinnovabili sino al turismo».

Ne è convinto Cesare Trevisani, il presidente della Jiacc, la Camera di commercio italo-araba, nel corso del Forum Italo Arabo, a Milano, a cui il Qatar e la Giordania partecipano come ospiti d’onore. Da tempo, infatti, i Paesi del Medio Oriente hanno avviato una transizione per diversificare l’economia dal petrolio, scommettendo sulle infrastrutture e cercando di attrarre anche le piccole e medie imprese e le start up. Anche per questo Qatar e Giordania hanno fatto rotta sull’Italia in cerca di canali di distribuzione e di partnership.

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«Nei primi 6 mesi dell’anno – ha sottolineato il presidente di Promos, Giovanni Da Pozzo – l’interscambio commerciale tra Italia e Paesi arabi è stato di quasi 25 miliardi, di cui 5 miliardi solo con la Lombardia. L’Italia ha esportato per un valore di 12 miliardi e importato per 13. Eventi come questi pongono le basi per nuove occasioni di business, come Expo 2020 e la World Cup 2022». Dal 17 al 20 novembre Promos organizza proprio negli Emirati una missione con 25 imprese di diversi settori, che parteciperanno a oltre 600 incontri di business.
«Del resto – ha aggiunto il vice presidente di Assolombarda, Alessandro Spada – con oltre il 30% di sedi di multinazionali e centinaia di Pmi aperte ai mercati esteri in Lombardia, siamo molto impegnati in incontri di formazione, networking, B2B e missioni all’estero».

«Dei 660 milioni di euro destinati dall’Esecutivo alla promozione degli investimenti all’estero per il quinquennio 2015-2019 – ha sottolineato il viceministro per gli affari esteri, Emanuela Del Re – sono 6,3 milioni quelli destinati all’area Mena (Medio Oriente e Nord Africa). In particolare, i Paesi più interessanti e considerati strategici sono l’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi uniti, la Tunisia e il Marocco».

Il Qatar – dove oggi esportiamo oltre 1 miliardo e l’anno scorso siamo cresciuti di oltre il 17% – punta soprattutto alle grandi imprese, ai grandi progetti infrastrutturali, ad aumentare la quota di energie rinnovabili e a costruire ponti per la ricerca scientifica e le reti Ict.
La Giordania – con cui l’export è di appena 500 milioni di euro – si propone, invece, maggiormente come hub di attrazione per le piccole e medie imprese italiane che operano nell’ambito delle infrastrutture, del turismo e dell’agroalimentare. E sarà sicuramente un hub per la ricostruzione dei Paesi confinanti, in particolare di Iraq e Siria.

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