La progressione dei casi

Omicron, ecco tutte le restrizioni nei Paesi Ue

In Germania partite a porte chiuse e cene al massimo in 10 dal 28 dicembre, orari ridotti in Danimarca e Irlanda. A Parigi niente feste di Capodanno

di Nicola Barone

Aggiornato il 22 dicembre 2021 ore 17:40

Covid, Mark Rutte: "Da domenica l'Olanda chiudera' alle 5 del pomeriggio"

6' di lettura

Corrono i contagi in tutta Europa e gli Stati passano a misure più severe per frenare (nei limiti del possibile) una nuova ondata di infezioni trainate dalla variante Omicron. Per Italia, Portogallo, Grecia e Irlanda un primo passo è stato quello di proteggersi dall’esterno con test d’ingresso per gli arrivi dal resto dell’Ue, i Paesi Bassi hanno scelto invece da subito la via più radicale di imporre un nuovo lockdown a tempo. L’Austria ha optato per il coprifuoco dal 27 dicembre e la Germania per le partite a porte chiuse e un massimo di 10 persone alle cene private dal 28 dicembre. Se i contagi aumenteranno, Berlino non esclude un lockdown duro.

L’incognita delle ospedalizzazioni

Il sostanziale vantaggio di crescita di Omicron rispetto alla variante Delta lascia credere che presto diventi forma dominante del coronavirus negli stessi Paesi con alti livelli di immunità della popolazione. Per l’Organizzazione mondiale della sanità non è chiaro se questo sia dovuto alla capacità della variante di sfuggire alle difese, alla sua intrinseca maggiore trasmissibilità o a una combinazione di entrambe le cose. Il punto è che con casi in aumento tanto rapido gli ospedali in alcuni aree potrebbero andare in sovraccarico, di qui i piani di azione in corso di valutazione da parte dei governi.

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Stretta assoluta, la via olandese

Dunque da domenica 19 e fino al 14 gennaio resteranno aperte in Olanda solo le attività essenziali, come supermercati e farmacie, che funzioneranno fino alle 20; saranno chiusi invece negozi non essenziali, cinema, teatri, musei, sale concerti. I servizi di ristorazione funzioneranno con delivery e take away. Per quanto riguarda gli incontri, con le feste natalizie che si avvicinano, le regole sono le seguenti: non si potranno ricevere a casa più di 2 persone al giorno dai 13 anni in su; faranno eccezione 24, 25 e 26 dicembre e Capodanno, quando il numero salirà a 4. All’aperto si potranno incontrare solo gruppi di due persone, tranne nel caso in cui si tratti di persone che fanno parte dello stesso nucleo domestico.

A Parigi niente feste di Capodanno

Mentre si valutano diversi scenari in prima battuta è stato adottato il Super green pass in cui conta solo il vaccino e non i tamponi, sul modello italiano. Il Comitato scientifico francese per l’emergenza Covid ha invitato il governo di Parigi a introdurre una stretta per Capodanno. «In considerazione dell’accelerazione dell’epidemia e dei rischi connessi alle attività festive di fine anno, le autorità devono poter adottare misure restrittive significative, comprese, se del caso, limitazione delle attività collettive o coprifuoco». Il municipio della Capitale Parigi ha intanto annunciato la cancellazione dei fuochi d’artificio e dei concerti previsti sulle Champs-Elysées la sera del 31 dicembre.

Austria, stretta e coprifuoco dal 27 dicembre

L’Austria applicherà dal 27 dicembre una nuova stretta per frenare la diffusione della variante Omicron. Torna il coprifuoco per bar e ristoranti alle ore 22 e scattano alcune restrizioni per eventi. La presidente della task force nazionale “Gecko”, chief medical officer Katharina Reich, ha rivolto un appello agli austriaci a rinunciare alle feste di Capodanno. «Festeggiate possibilmente all’aperto, in ambito ristretto e solo con vaccinati» ha detto Reich.

In Germania partite a porte chiuse e max 10 persone per il cenone

La Germania introdurrà nuove misure per frenare la diffusione del coronavirus. Nel dettaglio, ci sarà una la limitazione dei raduni privati tra persone vaccinate fino a un massimo di 10 persone a partire dal prossimo 28 dicembre. Anche i grandi eventi, comprese le partite di calcio, si svolgeranno senza spettatori. Chiusi a partire dalla stessa data anche club e discoteche. Di più: il ministro della Salute tedesco Karl Lauterbach non ha escluso la possibilità di arrivare ad un lockdown duro.

Germania e Austria, obblighi rafforzati per chi entra

La Germania impone restrizioni agli ingressi da Francia e Danimarca, dichiarate zone ad alto rischio Covid. Chi arriverà da questi Paesi senza essere vaccinato, o senza avere un certificato di guarigione, dovrà farà dieci giorni di quarantena, periodo che potrà essere ridotto con un test negativo dopo cinque giorni. A questo punto, tutti i Paesi confinanti con la Germania, escluso il Lussemburgo, vengono considerati Paesi ad alto rischio Covid dalle autorità sanitarie tedesche. «Non ci sarà un lockdown prima di Natale. Ma avremo una quinta ondata, perché abbiamo oltrepassato un numero critico di infezioni Omicron. Questa ondata non può più essere completamente fermata», ma può essere combattuta «con i vaccini obbligatori. Questa è la mia ferma convinzione», ha detto il neoministro della Salute all’Ard tedesco Karl Lauterbach. Anche il Regno Unito è stato inserito da Berlino nella lista, e così agli stessi tedeschi che rientrano verrà chiesto il risultato negativo di un tampone e di rispettare una quarantena di due settimane, anche se sono vaccinati. Dopo settimane di azioni incisive sul fronte domestico pure l’Austria ha fatto un passo in avanti per proteggersi meglio da Omicron. Da domani solo chi ha già ricevuto la terza dose potrà entrare nel Paese mentre per gli altri vaccinati o guariti obbligo di tampone molecolare negativo non più vecchio di 72 ore. Per i non immunizzati quarantena di dieci giorni.

Il Belgio chiude cinema e teatri dal 26 dicembre

A partire dal 26 dicembre Bruxelles vieterà gli eventi di massa, come mercatini di Natale e villaggi invernali, spettacoli e congressi al chiuso, con restrizioni all’aperto. Teatri a cinema saranno chiusi. I negozi resteranno aperti ma con massimo due visitatori per volta con garanzia di mantenimento della distanza di sicurezza. Gli eventi sportivi si svolgeranno a porte chiuse.

Orari ridotti in Danimarca e Irlanda

In Danimarca è scattata la chiusura di cinema, teatri e musei oltre che la chiusura dei ristoranti alle 23. Quanto all’Irlanda, da lunedì 20 per pub e ristoranti le saracinesche si abbasseranno non più tardi delle 20.

Nel Regno Unito allo studio il “piano C”

Fuori dell’Ue nel Regno Unito i casi quotidiani confermati sono saliti a numeri record questa settimana, tanto che il governo ha già reimposto mascherine al chiuso e l’obbligo di mostrare prova della vaccinazione o un recente test negativo per discoteche e grandi eventi. A Boris Johnson sono state presentate nel frattempo varie opzioni per un cosiddetto “piano C”, che vanno da «linee guida blande» fino al lockdown. Secondo il comitato degli esperti per le emergenze in Inghilterra sarebbe necessario adottare al più presto misure più restrittive perché si rischiano 3mila ricoveri al giorno. L’organismo ritiene che le misure debbano andare al di là del piano B (attualmente in vigore) e che vadano introdotte prima del 2022. Il tutto quando a Londra, dove Omicron è già dominante, il sindaco Sadiq Khan ha dichiarato il «major incident» (procedura di emergenza avviata in passato per l’incendio alla Grenfell Tower e l’attacco terroristico a Westminster Bridge) per «l’enorme aumento» di casi della variante. Un cambio delle restrizioni attuali sembra improbabile prima di Natale ma non del tutto. Nel mirino del ministro della Salute britannico Sajid Javid è quella parte della popolazione (circa il 10%) ancora non vaccinata contro il Covid, colpevole di un atteggiamento «dannoso» per la società. «Queste persone devono essere consapevoli dei danni che stanno causando. Occupano letti in ospedali che potevano servire per chi ha un problema al cuore o per chi è in attesa di un intervento», ha sottolineato il ministro in un programma della Bbc.

Spagna, torna l’obbligo della mascherina all’aperto

Il governo spagnolo prevede di approvare una misura che reintroduce l’obbligo di indossare la mascherina all’aperto. Lo riportano media iberici citando fonti della presidenza del governo. Il premier Sánchez avrebbe annunciato la misura in una riunione con i presidenti delle regioni. Dovrebbe essere approvata il 23 dicembre in un Consiglio dei ministri straordinario.

Emirati arabi, posti di blocco e test antigenici

Anche nel mondo sale l’attenzione su Omicron. Negli Emirati Arabi Uniti il numero di contagi è cresciuto durante dicembre fino a raggiungere 285 casi in 24 ore (nessun decesso). Solo la scorsa settimana, il 12 dicembre, le autorità emiratine avevano riportato 83 casi in una giornata. Il diffondersi della variante Omicron ha spinto anche qui le autorità a ordinare contromisure: da questa mattina, sono entrati in vigore nuovi controlli di sicurezza volti a identificare i viaggiatori e pendolari con Covid-19 che entrano ad Abu Dhabi dall’emirato di Dubai. All’ingresso nel territorio di Abu Dhabi, gli automobilisti vengono fermati in posti di blocco dove vengono scansionati dalla polizia alla ricerca di segni di febbre e altri sintomi correlati al coronavirus. In caso di sintomi, i viaggiatori vengono sottoposti a un test antigenico gratuito con i risultati pronti in 20 minuti.

Svizzera, 50% approva lockdown per non vaccinati

In Svizzera una persona su due si dice favorevole ad imporre il confinamento alle persone non vaccinate contro il Covid. Secondo un sondaggio pubblicato oggi dal Sonntagsblick, l’idea è appoggiata dai due terzi delle persone tra i 60 e i 79 anni, riferisce l’agenza Keystone-Ats. Il sondaggio dell’istituto Link si basa su un campione di 1.000 persone intervistate. Due terzi degli svizzeri approvano anche l’introduzione della cosiddetta regola del certificato 2G (dal tedesco “geimpft” e “genesen”, ossia vaccinati o guariti), annunciata venerdì scorso dal governo. In base a queste ultime decisioni dell’esecutivo federale, per far fronte alla pandemia, da lunedì soltanto i vaccinati e i guariti potranno accedere a ristoranti, cinema, centri fitness e musei.

Omicron: primo caso in Iran, «chiusure o sarà picco contagi»

L’Iran ha registrato il primo caso di variante Omicron. Lo ha annunciato il viceministro della Salute Kamal Heidari. «Il governo dovrebbe annunciare presto severe restrizioni, compresa la chiusura di luoghi pubblici come scuole, università, concerti, stadi, ristoranti, altrimenti in 3-4 settimane avremo un picco di contagi Omicron nel Paese», ha dichiarato Hamidreza Jamaati, funzionario del ministero della Salute, citato dall’Isna. Secondo gli ultimi dati ufficiali, Teheran ha registrato 1.361 casi e 41 vittime. Secondo le autorità, almeno 50 milioni di iraniani su una popolazione di 83 milioni di abitanti ha ricevuto due dosi di vaccino.

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