IL MINISTRO DELL’INTERNO

Non solo Le Pen: da Orban ad al-Sisi, tutte le tappe della diplomazia parallela di Salvini

di Andrea Marini

Salvini-Le Pen: Da europee rivoluzione del buon senso


2' di lettura

L’incontro con la leader del Raggruppamento Nazionale (L’ex Front National) Marine Le Pen, è stata solo l’ultima tappa dell’iperattivismo di Matteo Salvini sul fronte estero. La “diplomazia” parallela del leader leghista, vicepremier e ministro dell’Interno, dal 1° giugno, ha spaziato a 360°: dai viaggi in Libia e quello a Mosca, seguito poi da quello al Cairo, a Innsbruck e a Tunisi. Il tema al centro, in questi casi, è stato sempre l’immigrazione. Ci sono poi stati gli incontri con i campioni del sovranismo: prima il premier ungherese Viktor Orban a fine agosto e ieri quello con Marine Le Pen.

Salvini batte Di Maio
Il confronto è impari con l’attivismo internazionale dell’altro uomo forte del governo, il leader M5S, vicepremier e ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro, Luigi Di Maio. Quest’ultimo ha compiuto la prima visita all’estero, in Egitto, il 29 agosto. Poi è stato in Cina a fine settembre e ieri, lunedì 8 ottobre, a Berlino. Sul fronte delle alleanze internazionali in vista delle europee ancora nessun incontro, anche perché il M5S ancora non ha definito chiaramente la propria collocazione in Ue.

Stop ai migranti nel Mediterraneo
Entrato in carica il 1° giugno, Salvini si è subito mosso per porre un argine ai flussi di migranti nel Mediterraneo. Il 25 giugno ha compiuto una missione blitz a Tripoli, dove ha incontrato il ministro dell’Interno libico Abdulsalam Ashour. Il 18 luglio è stata poi la volta del viaggio al Cairo dove Salvini ha incontrato il presidente egiziano al-Sisi e il ministro dell’Interno egiziano. Anche in questo caso il tema al centro è stato il rafforzamento delle iniziative in tema di sicurezza, contrasto all’immigrazione clandestina e al terrorismo. Poi il 27 settembre c’è stato l’incontro a Tunisi, con collega ministro dell’Interno Fourati e con il presidente della Repubblica, Beji Caid Essebsi.

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L’apertura alla Russia
Finora Salvini non ha mai incontrato da ministro il presidente russo Valdimir Putin, con cui c’è un legame forte. Tuttavia una missione che ha fatto abbastanza rumore è stata quella del ministro dell’Interno a Mosca il 16 luglio, con tanto di conferenza stampa per riferire dell’incontro con il ministro dell’Interno russo Vladimir Kolokoltsev e alcuni membri del Consiglio di sicurezza russo. Niente incontro con Putin, ma solo una serie di faccia a faccia con al centro la richiesta dell’Italia a Mosca di un appoggio alla lotta all’immigrazione clandestina in Nord Africa.

L’asse con i sovranisti
L’incontro con Marine Le Pen di ieri è stato solo l’ultimo passo di un legame sempre più stretto con i movimenti sovranisti, in vista delle prossime europee. In precedenza, il 28 agosto, c’era stato quello con Orban. Il 4 luglio, l’incontro di Innsbruck, in Austria, con l’obiettivo di bloccare gli sbarchi di migranti in Europa: un trilaterale tra i ministri Matteo Salvini, il falco bavarese Horst Seehofer, ministro dell’Interno tedesco spesso in rotta con la cancelliera Angela Merkel, e il padrone di casa Herbert Kickl, ministro dell'Interno della FPÖ (il partito di destra e anti-migranti guidato da Heinz-Christian Strache, altro alleato europeo di Salvini).

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