amministrative

Non solo politiche e regionali: nel 2018 al voto anche in 774 Comuni

di Andrea Marini e Marta Paris

2' di lettura

Non solo le elezioni politiche e le regionali per Lombardia, Lazio, Molise, Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige e Basilicata. Il 2018 vedrà chiamati alle urne, ad oggi, anche i cittadini di 774 comuni per eleggere nuovi sindaci e consigli comunali. E uno su sette arriva al voto commissariato. Tuttavia non ci sarà nessun election day: le politiche (insieme alle regionali in Lombardia e Lazio) sono già state fissate per il 4 marzo, mentre la legge prevede per le amministrative che la data sia fissata dal governo nella finestra tra il 15 aprile e il 15 giugno.

Sono 19 i capoluoghi chiamati alle urne
L’attenzione dei partiti sarà ovviamente tutta concentrata sui 19 capoluoghi di provincia: Ancona (in questo caso anche capoluogo di Regione), Avellino, Barletta, Brescia, Brindisi, Catania, Imperia, Massa, Messina, Pisa, Ragusa, Siena
Siracusa, Sondrio, Trapani, Treviso, Udine, Vicenza e Viterbo. In queste città saranno complessivamente chiamati al voto oltre 1,5 milioni di elettori.

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Al rinnovo 15 amministrazioni di centrosinistra
Il partito che “rischia” di più è il Pd, visto che quasi tutte le amministrazioni uscenti nei capoluoghi di provincia sono di centrosinistra. Le eccezioni sono Messina (guidata dal civico Renato Accorinti che nel 2013 vinse a sorpresa alla guida di un movimento pacifista, non violento e contrario al ponte sullo Stretto) e Ragusa (sindaco uscente il pentastellato Federico Piccitto). Vengono invece dal commissariamento (dopo una precedente giunta di centrodestra) Brindisi e Trapani.

CAPOLUOGHI SOTTO LA LENTE

Amministrazioni al voto nel 2018 (dati provvisori). Numero elettori al 4 dicembre 2016. (Fonte: elaborazioni su dati Anci e ministero dell’Interno)

CAPOLUOGHI SOTTO LA LENTE

Trapani ci riprova dopo il fallimento del 2017
Trapani prova a rieleggere il primo cittadino dopo l’esito del ballottaggio del 25 giugno scorso. L’affluenza del 26,75 per cento non fu sufficiente allora per raggiungere il quorum fissato dalla legge regionale siciliana ed eleggere Pietro Savona (Pd), l’unico candidato sindaco rimasto in corsa dopo il ritiro di Girolamo Fazio (centro), finito sotto inchiesta per corruzione e traffico di influenze. Elezioni nulle e arrivo del commissario, che resterà in carica fino al voto di primavera.

LA MAPPA

Amministrazioni che devono rinnovare Sindaco e consigli comunali nel 2018 (dati provvisori). (Fonte: elaborazione su dati Anci)

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