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Non solo Prosecco Docg, Bortolomiol rilancia su Montalcino e studia il Malbec

La casa veneta celebra i 70 anni

di Vincenzo Chierchia


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3' di lettura

Bortolomiol ha sede a Valdobbiadene, nel cuore della denominazione Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg.
L'azienda è stata fondata da Giuliano Bortolomiol negli anni 40, anche se la tradizione di famiglia si tramanda dal 1760. Giuliano, diplomato alla scuola enologica di Conegliano, fu il primo a realizzare il Prosecco in versione brut. Oggi la cantina è guidata dalle sorelle Elvira, Maria Elena, Giuliana e Luisa Bortolomiol, affiancate dal team di enologi guidati da Roberto Cipresso. Il giro d’affari si attesta sui 15 milioni con due milioni di bottiglie prodotte ogni anno.

L’azienda ha dunque celebrato i 70 con una edizione dedicata e limitata. Bortolomiol ha creato il nuovo Rive 70th Anniversary Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg: uno spumante in edizione limitata, millesimato 2017, prodotto in sole 8mila bottiglie. È un Rive, nato dalle uve provenienti da un unico vigneto a Santo Stefano di Valdobbiadene, in versione brut nature.

«La prima bottiglia di questa collezione racchiude due secoli di storia e una rivoluzione lunga 70 anni - dice Elvira Bortolomiol, vicepresidente -. Con questa bollicina vogliamo rendere omaggio a nostro padre Giuliano che ci ha insegnato la via da percorrere. In questi anni abbiamo consolidato i suoi insegnamenti, guardando assieme ad un futuro sempre più sostenibile».

La casa vinicola ha poi deciso di investire in Toscana. Dal vigneto rilevato qualche anno fa a Montalcino, all'ombra del medievale CastelVerdelli, è nata la prima annata del Segreto di Giuliano, rosso prodotto in sole 2.675 bottiglie. L'annata 2016 - presentata da Elvira Bortolomiol in anteprima a Milano presso Cracco e Camilla in Duomo - porta la firma del winemaker Cipresso: «Siamo di fronte a un Sangiovese con una nota balsamica inconfondibile a cui si accompagnano sentori di tabacco e una raffinata speziatura dolce, il potenziale di invecchiamento è notevole».

Ma il sogno di Bortolomiol ci porta al di là dell’Oceano. «Mi piacerebbe sviluppare un progetto in Argentina - spiega Elvira Bortolomiol - il Malbec sarebbe un soggetto straordinario, Mendoza il luogo di elezione. Stiamo valutando». Anche Cipresso ha molta stima del potenziale dei vini argentini.

Intanto Bortolomiol investe sul binomio vino e arte, con un occhio al turismo e alla sostenibilità. La famiglia ha acquistato negli anni 80 e poi recuperato un'antica filanda nel cuore di Valdobbiadene: il restauro si è svolto rispettando l'archeologia industriale. La storia delle filande e quella della produzione di vino è stata, in questo territorio, intrecciata per tutto il secolo scorso, infatti, nella zona di Valdobbiadene, erano ben quattro le strutture dedicate alla tessitura.

La struttura recuperata è la più piccola dei quattro complessi presenti nella zona di Valdobbiadene agli inizi del 900 e si trova nel cuore del paese, all'interno di un Parco - Parco della Filandetta - che ospita il vigneto biologico, il primo centro di vinificazione delle uve, un viale di antichi carpini e alcune opere dello scultore Casellato. La filanda, che ha un'estensione di 1.300 mq di cui il 50% circa è stato restaurato, è stata convertita oggi in un'ampia sala tasting e si propone oggi come Art & Wine Farm, un contenitore di tutte le arti legate al mondo del vino, un nuovo concept dove arte e cultura si intrecciano e si arricchiscono. Bortolomiol ha scelto di restare legata al territorio di origine, investendo e creando contenuti nel cuore della Denominazione Patrimonio Unesco.

Inoltre, Bortolomiol ha avviato una collaborazione con Indaco2 srl, società spin-off dell'Università di Siena, specializzata nel monitoraggio delle filiere produttive tramite indicatori di sostenibilità. Indaco2 è stata incaricata di elaborare un'analisi del ciclo di vita (Lca) delle produzioni di due etichette di Valdobbiadene Docg Prosecco superiore, con l'obiettivo di rilevare individuare azioni di mitigazione e compensazione degli impatti sulla base di dati certi e criteri scientifici.

Da 2008 Bortolomiol ha scelto poi di convertire i propri vigneti alla coltivazione biologica, l'obiettivo di creare un vero e proprio Distretto del Biologico nel cuore della Denominazione. Nel 2011 è nato il Protocollo di gestione Green Mark, un disciplinare interno che mira al miglioramento qualitativo dei prodotti e alla gestione dei vigneti, con il minimo impatto sull'ambiente.

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