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La musica in streaming diventa hi-fi e più intelligente

Da Spotify ad Apple Music, ecco quali sono le novità dei grandi produttori di audio streaming

di Gianni Rusconi

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4' di lettura

Allo sterminato esercito di adepti della musica in formato digitale forse poco interesserà che i principali 20 servizi di streaming musicale del pianeta hanno pagato fra gennaio e febbraio oltre 424 milioni di dollari a “The Mechanical Licensing Collective”, l'organizzazione dell'Ufficio Brevetti statunitense incaricata di raccogliere le royalty dai cosiddetti “digital service provider”. Una cifra importante, scaturita da una modifica introdotta a inizio 2021 sulle modalità di calcolo dei diritti e che sarà versata nelle casse di editori, musicisti e cantanti. I principali “contributors” di questa generosa sovvenzione? Nell'ordine Apple Music, con ben 163 milioni di dollari, Spotify (152 milioni), Amazon (42 milioni), Google (quasi 33 milioni) e a chiudere la lista delle prime cinque Pandora (12 milioni).

Niente di nuovo sotto il sole, direbbero gli esperti, perché la piattaforma di streaming di Cupertino è anche quella che genera il profitto più alto per ogni singolo ascolto mentre Spotify è il servizio che domina il mercato delle sottoscrizioni (davanti ad Apple Music) su scala globale, catturando circa un terzo degli utenti. Le due rivali, inoltre, sono anche in testa alla classifica dei ricavi generati nel corso del 2020: insieme hanno portato a casa circa 7 dei 10,1 miliardi di dollari (i dati sono della Recording Industry Association of America) che rappresentano il giro d'affari mondiale (in fortissima crescita) della musica in streaming degli ultimi dodici mesi.

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L'alta qualità secondo Spotify

Per chi bazzica la piattaforma di streaming svedese da un po', non si tratta forse di una novità assoluta. Già in passato, infatti, Spotify aveva coinvolto una selezione dei propri utenti per testare l'introduzione del formato musicale di qualità superiore. Con il previsto lancio di Spotify HiFi (si parla della seconda metà del 2021) il passo è pronto finalmente a compiersi e gli abbonati al servizio potranno ascoltare i brani preferiti tramite smartphone, pc o altoparlanti collegati attraverso il sistema Connect in qualità Cd, nel formato di compressione dati “lossless” (le tracce pesano pochi megabyte senza perdita di qualità nel suono) e con un bitrate massimo di 320 kbps. La certezza di un salto in avanti nella qualità di riproduzione della musica si specchia però nelle incognite relative al costo di questo “add on”, rispetto ai 9,99 euro della tariffa base mensile e ai 14,99 euro del pacchetto Family, che abilita in contemporanea alla modalità premium più utenti. I precedenti - Amazon con il suo Music Hd a 14,99 euro al mese rispetto ai 9,99 euro standard e Tidal HiFi, che arriva a 19,99 euro partendo dai 9,99 euro del servizio base - non sono incoraggianti.

Replay 2021 per i brani più ascoltati su Apple Music

Una playlist dinamica di tutte le tracce maggiormente ascoltate durante l'anno: l'ultima novità del servizio di streaming musicale in abbonamento della Mela ricalca la funzione Replay degli scorsi anni (emulando con qualche miglioria Spotify Wrapped) e si aggiornerà settimanalmente, ogni domenica, cambiando costantemente man mano che si ascolteranno i brani. Per attivarla basta andare nella parte bassa del tab “Ascolta ora” dell'applicazione, sia in versione mobile che desktop e uno dei suoi pregi è quella di offrire informazioni sulla maggior parte degli artisti e degli album oltre ai conteggi dettagliati delle riproduzioni e delle ore di ascolto. Un'altra novità delle ultime settimane che interessa Apple Music riguarda in realtà la beta di iOS 14.5, la nuova versione del sistema operativo mobile di Cupertino, che permetterà di impostare “una tantum”, tramite l'assistente Siri, il servizio di streaming musicale predefinito, anche di terze parti (Spotify per esempio), per la riproduzione di brani

YouTube Music aggiorna la funzione “Radio”

Sono passati più di quattro mesi da quando Google Play Musica, rendendosi non più disponibile all'uso, ha ceduto il passo a YouTube Music dando modo agli utenti del vecchio servizio di trasferire i propri dati alla nuova piattaforma. Diverse le migliorie introdotte dal gigante californiane in questo periodo e le ultime due in ordine di tempo sono la visualizzazione a griglia per la sezione Album e una innovativa modalità di avvio della funzione “Radio”. Il nuovo layout è in distribuzione graduale sia sulle varianti Android e iOS dell'app mobile sia sulla versione web e a differenza della vecchia visualizzazione ad elenco offre il vantaggio di mostrare copertine decisamente più grandi, migliorando di conseguenza le possibilità di riconoscimento dell'album o dell'artista da parte dell'utente. Decisamente sfiziosa, oltre che utile, è invece la pensata di integrare nell'interfaccia principale dell'app per Android di YouTube Music un nuovo e più rapido sistema per avviare la radio rendendo di conseguenza molto più semplice ed immediata la ricerca e l'ascolto dei brani preferiti. Cliccando sulla copertina di un album, oltre alle opzioni già previste (“Condividi”, “Aggiungi alla playlist” e “Download”) ne comparirà una, “Avvia Radio”, per attivare in pochi istanti una stazione pertinente alla canzone che si sta ascoltando in quel momento. Rispetto al passato, in altre parole, viene meno la necessità di tornare al menu a scorrimento (percorso che rimane accessibile) o di premere a lungo un brano da una playlist e fare “tap” sull'opzione “Radio” dal menu pop-up. Con la nuova funzione è tutto molto più semplice, e veloce.

Amazon Music sbarca anche su Google TV e Android TV

Con i suoi 60 milioni di brani a catalogo (Spotify si ferma un pochino sotto), Amazon Music è sicuramente una prima scelta per moltissimi fruitori di musica liquida (soprattutto se già abbonati alla piattaforma Prime del colosso dell'e-commerce) e con il servizio a pagamento Hd ha decisamente alzato il livello della qualità di riproduzione in streaming, garantendo un bitrate medio di 850 kbps contro i 320 kbps del servizio rivale. Compatible con Android e iOS, è integrato nativamente in tutta la galassia dei dispositivi Amazon (i tablet Fire, gli accessori Fire TV e gli smart device Echo) e si sposa perfettamente con l'assistente vocale Alexa.L'ultima buona notizia per i suoi utenti è di fine febbraio e riguarda la disponibilità dell'app sia su Google TV (l'aggregatore che facilita la ricerca e l'accesso a una serie di servizi e piattaforme di streaming) sia su Android TV (la vera e propria piattaforma smart per i televisori di BigG). L'esperienza di fruizione, passando dallo smartphone al Tv non cambia e varia quindi in base al proprio abbonamento: chi ha attivato una sottoscrizione con Amazon Music Unlimited potrà accedere alla libreria musicale completa, chi è un utente Amazon Prime avrà a disposizione un'ampia selezione di brani e coloro privi di alcun abbonamento potranno ascoltare brani interrotti dalle inserzioni pubblicitarie.

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