ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùInvasa la zona centrale dell’isola

Non solo siccità, in Sardegna scoppia l’emergenza cavallette

Secondo una stima della Coldiretti di Nuoro e Ogliastra a rischio ci possono essere 50 mila ettari di terra, contro i 2 mila ettari del 2019

di Davide Madeddu

4' di lettura

Dalle cavallette agli incendi, passando per la siccitià. E seppure le scorte presenti fanno ipotizzare un'estate senza restrizioni idriche nelle campagne della Sardegna scoppia l'emergenza per il fenomeno delle cavallette e degli incendi che, come ogni anno, cominciano a registrarsi nelle aree extraurbane dell'isola.

Emergenza cavallette

La prima emergenza che colpisce le campagne dell'isola, con una maggiore presenza nella Sardegna centrale, è quella delle cavallette. La presenza degli insetti è sopratutto a Ottana dove oltre a essere presenti in prossimità dei campi, sono arrivate sino al centro abitato. Secondo una stima della Coldiretti di Nuoro e Ogliastra a rischio ci possono essere 50 mila ettari di terra, contro i 2 mila ettari del 2019.«Al quarto anno la situazione ormai è drammatica e sta assumendo dimensioni impressionanti sia in termini di ettari che di aziende coinvolte oltre che di danni causati - è l'allarme lanciato dall'organizzazione di categoria delle zone di Nuoro e Ogliastra-. Si è partiti dalla piana di Ottana in provincia di Nuoro per espandersi nel Marghine, lungo il Tirso verso il Goceano in provincia di Sassari ed oggi anche ad Ozieri e dall'altra parte verso Sedilo in provincia di Oristano. Un fenomeno che la Sardegna conosce bene visto che si presenta a cicli anche se ormai sembrava relegato nei ricordi storici».

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Danni per 50 milioni di euro

A fare una stima di quanto possa valere il danno provocato dalle cavallette è Ettore Crobu, presidente dell'ordine dei dottori agronomi dal 2009 al 2021 e oggi docente di scienze agrarie all'istituto Duca degli Abruzzi di Elmas. «Se noi prendiamo in considerazione la stima di Coldiretti - dice - ossia i 50 mila ettari, non possiamo che dedurre un danno complessivo da 50 milioni di euro. Ossia, circa mille euro a ettaro, ma si tratta di una cifra al ribasso». Crobu ricorda che «nei terreni colpiti dalle cavallette gli agricoltori hanno già fatto la semina e se si compromette il raccolto si perde tutto». Quanto alle cause del fenomeno che nel corso degli anni è cresciuto in maniera preoccupante, per l'esperto non ci sono dubbi. «Se i terreni non si lavorano, succede questo - dice -. È necessario che si torni nuovamente ad arare i terreni, solamente in questo modo si può prevenire la riproduzione delle cavallette che, giusto per capirci, hanno una capacità riproduttiva elevatissima. Ogni cavalletta può dare alla luce dalle 60 alle 120 nuovi insetti».

Emergenza incendi

C'è poi un altro aspetto che impensierisce il mondo produttivo delle campagne, ed è quello dell'emergenza incendi. La lotta alle fiamme è già iniziata e nelle aree rurali già si registrano i primi roghi con gli interventi degli addetti della macchina antincendio della Regione. «Anche in questo caso, come in quello delle cavallette, tutto è legato al fatto che le campagne si stanno spopolando - argomenta Crobu-. Con il risultato che i terreni non sono presidiati e restano incolti. E sono facile obiettivo per gli incendiari».

Tornare alla terra

Da qui la necessità di trovare soluzioni affinché nelle campagne si possa riprendere a lavorare. «Serve un'azione politica che porti avanti attività finalizzate alla lavorazione delle terre - aggiunge ancora-. Che significa presidiare i territori e, allo stesso tempo, favorire produzioni che oggi sono state abbandonate e dimenticate».

Tra arature e l'appello alla Fao

Per Leonardo Salis, presidente di Coldiretti Nuoro Ogliastra «l'unico valido sistema per debellare questa piaga è l'aratura da svolgersi tra il 15 Settembre e il 30 marzo nelle aree pianeggianti, mentre laddove il terreno non si presti alle arature (aree impervie, spazi prospicenti muri e recinzioni, confini, alberi, fiumi, cunette, bordi strade ecc.) si intervenga con trattamenti mirati e ripetuti da eseguirsi ai primi di aprile in occasione della schiusa delle uova». Questi interventi, sostiene «potrebbero prevedere sia l'utilizzo della deltametrina che, all'occorrenza, del fuoco controllato a cura del corpo forestale, Protezione Civile, compagnie barracellari». A sollecitare l'intervento delle istituzioni anche i sindaci di Ottana e Noragugume. In questo caso la prima cittadina Rita Zaru ha chiesto anche l'intervento della Fao.

Invasi pieni nonostante la siccità

Nonostante la siccità che ha colpito l'isola, con un periodo di “secca” da dicembre a marzo con una riduzione delle precipitazioni del 30 per cento, le riserve idriche sia per il settore potabile sia per le campagne sono, per il momento, garantite. Proprio per questo motivo il comitato istituzionale dell'Autorità di Bacino dell’Isola non ha previsto alcuna restrizione, in nessun comparto, per questa estate. Gli invasi sono all'80 per cento di un volume complessivo pari a 1.480 miliardi di metri cubi.

Riserve garantite

«La task forse di monitoraggio sui volumi idrici degli invasi, che coinvolge Regione e Autorità di bacino, proseguirà la sua attività per tutto la stagione estiva in maniera tale da garantire il fabbisogno e predisporre eventuali piani d'emergenza qualora si rendessero necessari, senza intaccare le scorte che verranno destinate in via esclusiva a ospedali e presidi sanitari - fa sapere Aldo Salaris, assessore regionale ai Lavori pubblici -. Resta alta l'attenzione sugli invasi del Nord, Bidighinzu in particolare, ma anche laddove non riusciamo a garantire acqua ai fini irrigui nelle quantità richieste come per la Valle dei Giunchi (unica eccezione), abbiamo predisposto un piano d'urto tale da garantire l'acqua finché sarà possibile, salvaguardando però l'uso potabile e la destinazione in ambito sanitario che, specie in questo momento ancora critico e con l'aumento delle presenze estive, non può venire in alcun modo intaccata».


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