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Non solo soldi: alla Ue gli europei chiedono aiuto per le riforme

Sanità, istruzione, efficienza e trasparenza della pubblica amministrazione sono, secondo l’ultima indagine Eurobarometro, in cima alle preoccupazioni dei cittadini europei. Non preoccupano le migrazioni

di Gi.Ch.

3' di lettura

Non solo soldi, ma anche riforme e soprattutto assistenza nella progettazione e attuazione dei progetti di riforma. I cittadini europei sembrano apprezzare il ruolo dell'Unione europea nel promuovere e sostenere gli Stati membri nella realizzazione delle riforme in un'ampia gamma di settori, a cominciare dalla Sanità, dall'istruzione e dalle amministrazioni pubbliche che gli europei vorrebbero meno burocratiche e più trasparenti. Questa è una delle conclusioni chiave di un’indagine Eurobarometro flash condotta nell'aprile scorso tra quasi 26 mila intervistati in tutti i 27 Stati dell’Unione.

Il confronto delle best practice e la gestione delle crisi

Dalle risposte multiple previste dall'indagine Eurobaromentro, emerge che il 42% ritiene che uno degli aspetti più importanti della partecipazione all'Unione sia lo scambio di buone pratiche, confermando il valore del confronto, a tutti i livelli, tra le diverse realtà che compongono l'Unione. Proprio dal confronto con i partner Ue, dunque, può arrivare un aiuto importante. Una percentuale analoga considera rilevante anche il sostegno fornito dalla Ue agli Stati membri nella gestione delle crisi: pandemie, calamità naturali o conflitti. Quest'ultimo aspetto non sembra preoccupare però gli italiani: solo il 9%, infatti, ritiene rilevante l'aiuto europeo. Il sostegno finanziario europeo resta un elemento di peso: il 34% degli interpellati lo indica come contributo rilevante della Ue alle riforme negli Stati membri, al pari dell'assistenza tecnica. Ma non è la prima preoccupazione.

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Sanità, istruzione e Pubblica amministrazione

Sanità pubblica e istruzione sono in cima alle preoccupazioni dei cittadini europei. In 11 Stati membri, oltre il 60% dei cittadini sta sollecitando riforme della sanità pubblica e il 56% considera queste riforme necessarie. La percentuale scende leggermente per l'istruzione, ma resta comunque sopra il 50%. In Italia, il 54% chiede una riforma della sanità pubblica, mentre “solo” il 43% vorrebbe una riforma dell'istruzione. Più del 45% dei cittadini europei pensa che la pubblica amministrazione nel proprio paese sia complessa, onerosa e lenta. Per aumentare la fiducia nella pubblica amministrazione del proprio paese, gli interpellati pensano che dovrebbe essere meno burocratica (52%) e più trasparente (44%) sulle decisioni e sull’uso dei fondi pubblici. In Italia la percentuale di chi chiede “meno burocrazia” sale al 61%, appena sotto le percentuali di Grecia e Cipro. Almeno quattro intervistati su dieci in Italia (43%), Romania (41%) e Cipro (40%) rispondono che l'Ue può sostenere le riforme nel loro paese “contribuendo a migliorare le competenze e le abilità nella pubblica amministrazione”. Al contrario, questo tipo di sostegno è menzionato da meno di un quinto degli intervistati in Ungheria (19%) e Finlandia (16%). Altissima (49%) è la richiesta degli italiani di avere funzionari pubblici più preparati, quasi come quella dei ciprioti.Circa un terzo degli intervistati ritiene che una maggiore comunicazione con i cittadini e una interazione più fluida con funzionari pubblici più qualificati contribuirebbe a migliorare la fiducia dei cittadini nell'amministrazione. In molti chiedono un maggiore coinvolgimento nelle decisioni della Pa, ma non in Italia dove la richiesta di maggiori opportunità di partecipare al processo decisionale si ferma al 15%.

Non preoccupa la questione migranti

I cittadini europei non appaiono particolarmente preoccupati della questione migranti. Solo il 15%, infatti, ritiene le migrazioni un’area di intervento prioritaria nel proprio paese. E gli italiani sono completamente allineati alla media Ue. La percentuale sale al 37% a Cipro e al 31% in Svezia dopo recenti problemi di sicurezza. Oltre a Malta (30%) percentuali superiori al 20% si registrano in diversi paesi del Nord Europa: Belgio, Germania, Olanda, Austria, Irlanda. Sono sotto il 10% praticamente tutti i paesi dell'Est.

Il settore che meno preoccupa gli europei e ancor meno gli italiani è quello finanziario, per il quale solo il 10% chiede riforme, percentuale che scende al 6% in Italia.

Il ruolo dello Strumento di sostegno tecnico

Secondo la Commissione europea, i risultati dell'indagine «confermano l’importanza e la necessità di sostegno offerto dallo strumento di sostegno tecnico» (STI, nell'acronimo inglese) della Commissione, attraverso cui Bruxelles fornisce agli Stati membri assistenza tecnica alle riforme, su richiesta di autorità nazionali. Il cosiddetto STI, che fa capo alla commissaria per le Politiche regionali e per le riforme, Elisa Ferreria, è attualmente coinvolto dagli Stati membri in circa 400 progetti di riforma, molti dei quali compresi nei rispettivi piani di ripresa e la resilienza, i Pnrr.I risultati di questa indagine serviranno ad orientare il lavoro dello STI, ma già oggi – ricorda una nota della Commissione – sono attivi, tra gli altri, programmi di cooperazione e scambi di esperienze che coinvolgono più di 300 funzionari in 18 stati membri, per diffondere la conoscenza delle buone pratiche in giro per l’Unione europea e per trasferire e costruire competenze diffuse.

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