ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùGRANDE DISTRIBUZIONE

Non solo superstore, Esselunga diventa industria alimentare

Nei primi sei mesi ricavi a 4 miliardi e «continueremo a svilupparci nelle aree in cui siamo già presenti» dice il dg Kahale

di Enrico Netti


In Italia boom di GiftCard, le prepagate dedicate allo shopping

3' di lettura

Anche industria alimentare. Esselunga, la catena della Gdo fondata da Bernardo Caprotti, oggi si presenta così. Non un riposizionamento ma una dichiarazione messa nero su bianco da Sami Kahale, direttore generale che a fine anno diventerà ceo mentre l’attuale ad Carlo Salza ricoprirà la posizione di presidente. «Abbiamo punti vendita efficienti e prodotti alimentari eccellenti fatti da noi con una totale integrazione verticale - ha detto ieri Sami Kahale -. Abbiamo un piano industriale solido, con scelte chiare. Il contesto esterno è sempre più competitivo ma noi ci dimostriamo resilienti».

LEGGI ANCHE / Esselunga, nuove assunzioni. Nel 2019 previsti 2.500 posti

Così mentre i concorrenti muovono le leve della rete di punti vendita e creano nuovi format Esselunga cala l’asso della food industry da cui arriva una forte iniezione di marginalità. A dirlo sono i numeri: le specialità gastronomiche e i piatti pronti vengono venduti a prezzi al chilogrammo nettamente superiori rispetto ai beni del largo consumo confezionato e al fresco. Un chilo di sushi, per esempio, ha un prezzo tra i 18 e i quasi 34 euro, le fajitas 27 euro, il cous cous di pesce 15,5 euro, un sandwich vitello & salsa tonnata 25 euro. In più il consumo di piatti pronti degli italiani è in costante crescita. Così negli assortimenti i piatti pronti guadagnano sempre più spazio trainando all’insù lo scontrino medio e, grazie alla proverbiale efficienza dell’insegna, le vendite per metro quadro di superficie ora raggiungono i 18mila euro al lordo dell’Iva.

PER SAPERNE DI PIÙ / Dossier «Lavoratore cercasi»

Più o meno il triplo della media italiana e più del doppio delle migliori catene estere. Esselunga in più ha una manciata di punti vendita, “solo” 158 tra superstore e supermarket, rispetto alle migliaia dei competitor e il suo baricentro è saldamente ancorato al Nord, soprattutto in Lombardia la regione con la capacità di spesa più alta. Solo negli ultimi anni ha iniziato l’avanzata verso il Centro Italia e le aperture sono centellinate: le prossime a Brescia, Varese, Livorno, Mantova e Genova. «Esselunga non prevede l’apertura in aree a sud di Roma e nemmeno all’estero perché il nostro è un modello imperniato sulla centralizzazione della produzione e della logistica - ha detto Kahale -. Abbiamo tante opportunità per svilupparci nelle aree in cui siamo già presenti prima di aprire nuovi fronti». Nel primo semestre le vendite hanno raggiunto i 4.025 milioni, +2,9% sullo stesso periodo del 2018 quando la crescita era stata “solo” dell’1,5%. «Credo che chiuderemo il 2019 con una crescita superiore a quella dell’anno scorso» continua il dg. Nel 2018 il fatturato è arrivato a 7,91 miliardi mentre quest’anno si potrebbe arrivare a quasi 8,1. E continua a crescere costantemente anche l’e-commerce che segna un +29-30% l’anno.

La campagna on air

Con questo quadro oggi inizia la prima campagna istituzionale «Esselunga, più la conosci, più ti innamori» firmata Armando Testa per portare in tutta Italia il messaggio di «una food company, un’eccellenza che produce prodotti di altissima qualità» rimarca Kahale. Negli spot il personale dell’insegna si presenta e parla direttamente ai consumatori spiegando i come e i perché dell’unicità della società. Una campagna che si preannuncia di lungo periodo e potrebbe restare on air per un lungo periodo, sei mesi e più, con continui aggiornamenti. Agli spot tv si aggiungerà una programmazione multisoggetto pianificata da Media Italia.

I poli produttivi

Sono quattro i poli industriali dell’insegna che complessivamente produce oltre 50mila tonnellate di specialità e piatti pronti l’anno. Dalle due linee dello stabilimento di Parma, la superficie totale è di 37mila metri quadri, escono 160 diversi tipi tra prodotti da forno e pasta fresca per complessive 15mila tonnellate l’anno. Il polo di Limito, nei dintorni di Milano, è dedicato ai piatti pronti, sughi, gastronomia e pasticceria. La superficie è di 25mila metri quadri e dalle due linee escono gnocchi, lasagne, torta pasqualina e decine di altre specialità per quasi 300 referenze e un totale annuo di 14mila tonnellare di merce. Da un anno viene realizzata anche la pasticceria “premium” Elisenda, nata dalla partnership con gli chef del ristorante tristellato “Da Vittorio” dei fratelli Cerea a Brusaporto. Un progetto nato dalla volontà di Bernardo Caprotti. Sempre a Limito vengono lavorate le carni bovine, suine e ovine mantenendo il modello di una lavorazione tradizionale. Per finire è dedicato alla lavorazione del pesce e la preparazione del sushi lo stabilimento di Biandrate, in provincia di Novara. Qui i 430 dipendenti trattano oltre 20mila tonnellate di materia prima e preparano 5,5 milioni di confezioni. «Continuando a seguire il modello di qualità impostato dal Dottor Caprotti» sottolinea Sami Kahale.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...