DAL PIATTO AL MUSEO

Non solo a tavola: il sale è un ingrediente creativo. Al punto da diventare opera d'arte

Si grattugia come un prezioso tartufo, si sgrana con un rastrello come se fosse un esercizio zen. Ma c'è anche chi lo usa come materia prima per oggetti design e quadri di cristalli

di Elena Loewenthal

Il sale creato tramite essiccamento nella saliera Salt, Boir (96 euro).

3' di lettura

Materia cristallina, il sale ha vita e vita dà, a tutti noi. Ne sa qualcosa la moglie di Lot, che si volta per lanciare un ultimo, proibito sguardo alla sua Sodoma distrutta, e viene da Dio trasformata in una statua di sale. Malgrado il triste destino di questa comparsa nella storia biblica, il sale è vita. È, soprattutto, la magia del mutamento, lo spettro attraverso il quale sentiamo il polso al tempo che cambia. Ne è ben consapevole Sigalit Landau, artista israeliana molto nota nel suo Paese e altrove, che da anni gioca con il sale. È proprio lo stesso composto minerale di cui sono fatte la moglie di Lot e tante altre formazioni che placide guardano le rive di un mare dall'acqua pesantissima: il Mar Morto, che in ebraico si chiama Mare di Sale, dove non c'è vita ed eppure le cose prendono vita. Sigalit Landau ha immerso in quelle acque una serie di oggetti: reti da pesca, filo spinato, abiti e arredi. Il mare, anzi il sale di quel mare, li ha ben presto ricoperti e fissati, ha dato loro una metamorfosi strabiliante, fatta di cristalli e rifrazioni. Alla 54 Biennale di Venezia ha esposto al Padiglione israeliano l'installazione One man's floor is another man's feelings, la visione di un ponte di cristalli di sale. A gennaio 2021 ha inaugurato una sua mostra alla Givat Haviva Art Gallery: Salt of the Earth and Bride of the Sea, ancora una volta protagonista è il sale.

Sigalit Landau ha immerso nelle acque del Mar Morto una serie di oggetti: reti da pesca, filo spinato, abiti e arredi.

L'artista sarà presente con un'opera site-specific al Mystic Seaport Museum, nel Connecticut; sgabello Bleached III, Erez Nevi Pana (pezzo unico, 11.725 euro)

Il sale è magia della trasformazione anche per Erez Nevi Pana , che ha studiato all'accademia di Holon (Israele) e poi a Eindhoven (Olanda). Fautore di un design vegano, anche lui come Landau ha deciso di tornare a casa per trovare nuove ispirazioni, ed è sceso a Ein Bokek, sul Mar Morto – il punto più basso della terra, 600 metri e più sotto il livello del mare. Lì si è domandato che cosa si possa fare con milioni di tonnellate di sale. Il suo è, certo, «un ripensamento dei materiali che usiamo come designer», ma è anche l'ideale di un'arte pura, virtuosa: l'uomo deve ingegnarsi per rifiutare qualunque prodotto con molecole animali, dice. E così crea oggetti d'uso carichi di suggestioni antiche, di una specie di gioiosa alchimia.

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Non solo arte, ma elemento da meditazione. Il sale è sostentamento, tanto che di qui viene la parola “salario”, dai tempi in cui il lavoratore a giornata era pagato in sacchetti di sale. Lo studio croato Boir ha creato, con la sua saliera Salt , un'esperienza in tavola. Il sale non c'è, bisogna realizzarlo con un procedimento rapido eppure stupefacente. Si versa la soluzione salina nella piccola cassa in rovere e la si espone alla luce. Una volta cristallizzata, si sgrana con il rastrello. E, se la fantasia ha voglia di vagare, questo esercizio zen in miniatura allarga l'orizzonte fino alle montagne bianche delle saline.

Saliera 001, Rivsalt (28,98 euro).

Materia enigmatica, il sale è indispensabile sulla tavola, talmente comune che ce ne dimentichiamo se non quando la scaramanzia impone di non passarlo di mano in mano o di gettarne un pizzico alle proprie spalle quando si versa. Gesti apotropaici, che in fondo ci dicono quanto misterioso sia, il sale. Allora perché non aggiungere a questi rituali antichi uno più attuale, allegro: grattugiare il sale! Un esercizio gastronomico ma anche manuale, visivo e olfattivo. Rivsalt è un modo nuovo di dare sapidità alle nostre pietanze. È una scultura da tavolo, con una solida base in quercia. Ma è anche, soprattutto, un gesto nuovo pieno di sapore, che mette in gioco tutti i sensi, e forse anche un sesto, quello dello stupore.

E per un'esperienza a tutto tondo, vale una visita, appena si potrà di nuovo, il Museo di Arte Contemporanea SottoSale , in provincia di Palermo: l'unico museo di arte contemporanea al mondo ospitato in una miniera – ancora attiva – di salgemma purissima formatasi sei milioni di anni fa. Un immenso uovo coricato, lungo quasi un chilometro, una meraviglia della natura, e dell'uomo.

Un interno del museo SottoSale, in provincia di Palermo.

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