alta tensione a oriente

Nord Corea lancia nuovo missile, la Nato: minaccia per la pace

di Stefano Carrer

La Corea del Nord lancia nuovo missile balistico

3' di lettura

TOKYO - Potrebbe esser il missile balistico più tecnologicamente avanzato mai sperimentato dalla Corea del Nord. È quello lanciato all'alba di oggi (circa le 22.30 di sabato in Italia) dall'area nordoccidentale di Kusong, riportando forti tensioni in tutta l'Asia orientale dopo un breve periodo di relativo allentamento (seguito alle dichiarazioni a sorpresa di Donald Trump il 30 aprile sulla sua disponibilità a incontrare il leader nordcoreano Kim Jong Un sotto determinate condizioni).

Secondo il ministero della Difesa giapponese, il missile avrebbe raggiunto una altitudine di 2mila chilometri e dopo una traiettoria di mezz'ora e circa 700 chilometri si è inabissato nel Mar del Giappone. Se cosi fosse, la sua gittata massima sarebbe di oltre 4mila chilometri: non ancora un missile intercontinentale in grado di arrivare fino al territorio nordamericano, ma comunque in grado di colpire tutto il Giappone e l’isola americana di Guam (che ospita l’enorme Andersen Air Force Base). La ministra della difesa giapponese Tomomi Inada ha dichiarato che potrebbe trattarsi di «un nuovo tipo di missile».

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Dopo varie test falliti, dunque, Pyongyang dà una grande dimostrazione di forza che arriva a sorpresa per tre motivi.

Sabato un'alta diplomatica nordcoreana - reduce da incontri informali con esperti americani di diplomazia e sicurezza svoltisi a Oslo - aveva dato un segnale di apparente apertura, indicato la possibilità di avviare un dialogo con gli Stati Uniti a certe condizioni (imprecisate).

Soprattutto, però, il lancio rappresenta un clamoroso sgarbo alla Cina, che sta ospitando oggi e domani a Pechino - presenti una trentina di leader mondiali - il supervertice economico sull’iniziativa infrastrutturale “One Belt One Road” per una nuova Via della Seta del ventunesimo secolo che sproni i commerci internazionali (presente anche il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni). Al summit partecipano delegazioni di un centinaio di Paesi, tra cui quella nordcoreana, alla quale un membro della delegazioni sudcoreana si è avvicinato esprimendo una “forte condanna” per il lancio missilistico.

Infine, a Seul la costernazione è davvero grande, in quanto il nuovo presidente sudcoreano Moon Jae-in si era dichiarato disposto a recarsi a Pyongyang e ora è costretto a una severa condanna. Aspro il monito contenuto in un comunicato della Casa Bianca, che fa anche un singolare riferimento a Vladimir Putin chiamandolo in causa: visto che il missile è caduto in acque più vicine alla Russia che al Giappone (circa un centinaio di chilometri da Vladivostok), si afferma, il presidente Trump non può immaginare che la faccenda possa piacere alla Russia.

Pechino e Mosca unite
Qualche analista, in effetti, suppone che il missile rappresenti un messaggio velatamente minaccioso di Kim Jong Un, oltre che alla comunità internazionale nel suo complesso, specificamente alla Cina e alla Russia. Di recente, Pechino è parsa propensa a applicare un po' meno blandamente alcune sanzioni economiche. Anche a Mosca non fa piacere che un vicino acceleri programmi missilistici-nucleari. D'altra parte, Pechino e Mosca sono unite nell'opposizione al sistema antimissilistico americano Thaad la cui installazione è in via di completamento in Corea del Sud. Secondo indiscrezioni, il governo giapponese ha deciso di rafforzare le sue difese missilistiche, orientandosi verso l'introduzione del sistema Aegis Ashore (installabile presso basi terrestri).
L'unica consolazione, si fa per dire, è che Pyongyang non ha effettuato un test nucleare, il che avrebbe fatto soffiare veramente forte i venti di guerra. Che a questo punto, purtroppo, restano ben presenti in sottofondo.

La reazione della Nato
Il lancio da parte della Corea del Nord di un nuovo missile balistico costituisce «una minaccia per la sicurezza e la pace internazionale», si legge in un comunicato della Nato diffuso oggi da Bruxelles. Dello stesso tono anche una dichiarazione di un portavoce della Ue che ha accusato Pyongyang di «aggravare e tensioni nella regione in un momento in cui servirebbe il contrario».

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