dopo invio della portaerei vinson

Nord Corea minaccia Usa, Trump replica: «Cerca guai»

di Stefano Carrer

Esercitazione dei marines Usa a 360 chilometri da Seoul

3' di lettura

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
TOKYO - «La Repubblica Popolare di Corea è pronta a reagire con ogni modalità di guerra desiderata dagli Stati Uniti»: i media del regime di Pyongyang avvertono che la Corea del Nord è pronta al conflitto, lasciando intendere che potrebbe essere anche una guerra nucleare. Lo fanno dopo aver denunciato come un atto di aggressione in preparazione di una invasione del Paese il viaggio del gruppo di attacco incentrato sulla portaerei Carl Vinson verso le acque della penisola. E parlano di “catastrofiche conseguenze” di cui gli Usa avranno la sola responsabilità.

Arriva poche ore dopo la replica, come di consueto via Twitter, del presidente americano: «La Corea del Nord - scrive Trump - cerca guai. Se la Cina decide di aiutarci, sarà una grande cosa. In caso contrario risolveremo il problema senza di loro».

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Il presidente Trump spiega, sempre via tweet, quali sono stati i termini del discorso con il presidente cinese suo ospite la scorsa settimana in Florida.

Crescono dunque sempre più le tensioni in Asia orientale, dunque, mentre non pochi esperti ipotizzano che Pyongyang si spingerà a sfidare Washington con un possibile nuovo test nucleare (che sarebbe il sesto) o missilistico, magari in occasione di date importanti per il regime come quella di sabato prossimo (in cui si celebra come fosse vivente il 105esimo compleanno del fondatore della nazione Kim Il Sung) o del 25 aprile (85esimo anniversario della fondazione dell'Esercito popolare). Oggi, inoltre, e' in programma una riunione del Parlamento nordcoreano, che si riunisce una o due volte l'anno per formalizzare alcune decisioni gia' prese dal governo.

La retorica sempre più minacciosa dell'Amministrazione Trump - che non ha escluso un attacco militare “preventivo” e ha essa stessa inquadrato il recente attacco alla Siria anche come un avvertimento a Pyongyang - preoccupa la Corea del Sud, che in caso di conflitto sarebbe esposta ai maggiori rischi,anche per la popolazione civile. L'aggravamento delle tensioni e' entrato nella campagna elettorale seguita alla destituzione della presidente Park, che si concluderà il 9 maggio con l'elezione del nuovo Capo dello Stato e l'insediamento di una nuova amministrazione. Il presidente facente funzioni, primo ministro Hwang Kyo-ahn, ha oggi raccomandato “calma e coerenza” nell'affrontare le spinosi questioni diplomatiche e di sicurezza, ma ha anche sottolineato la necessita' di rafforzare la vigilanza anche militare per ogni evenienza.

Si sono intanto moltiplicate le voci secondo cui la Cina avrebbe schierato per precauzione fino a 150mila militari lungo il lungo confine con la Corea del Nord: una portavoce del ministero degli esteri di Pechino ha comunque dichiarato di non essere a conoscenza di un simile dispiegamento. L'agenzia Reuters ha anche reso noto che Pechino ha respinto carichi di carbone inviati via nave dalla Corea del Nord, facendo seguito alla sua decisione di fine febbraio di sospendere queste importazioni: dal governo sarebbe arrivato un ordine in questo senso alle societa' di trading. L'Amministrazione Usa ha rafforzato le pressioni sulla Cina perché faccia di più per esercitare la sua influenza politica ed economica su Pyongyang affinche' abbandoni i suoi programmi missilistico-nucleari, minacciando in caso contrario azioni unilaterali.
I mercati finanziari hanno cominciato a registrare le crescenti tensioni geopolitiche, senza pero' allarmarsi più di tanto. Se pero' Pyongyang procedesse a un altro test nucleare, allora molti osservatori ipotizzano che ci saranno pesanti ricadute su Borse e valute.

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